giovedì, 26 febbraio 2009
"Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d'un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie."
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mercoledì, 11 febbraio 2009
Ecco il programma del 14 Febbraio:
http://www.abicidi.it/?ida=472

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sabato, 24 gennaio 2009
"Un quartiere fatto di case e qualche servizio essenziale (scuola, uffici anagrafici), si chiama "quartiere dormitorio". Ciò che trasforma un luogo in cui "si dorme" in un luogo in cui "si vive" è la condivisione di un patrimonio culturale: questo hanno capito tutte le civiltà, dagli antichi greci ad oggi. In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani. Tutte le società, in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che li rendessero cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità. Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all'abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. "Tagliare sulla cultura" significa anche "tagliare" posti di lavoro. In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l'1% del bilancio nazionale e di quelli locali. Per questo abbiamo pensato di dedicare una giornata, il 14 febbraio, a mettere in luce il nostro lavoro per farne conoscere la quantità e la qualità: fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata saranno aperte e attive con un ampio programma di manifestazioni. Vi invitiamo a partecipare alla giornata testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta, che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città. Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po' più tristi e un po' più soli. "
 
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sabato, 27 dicembre 2008
Come tutti gli anni, arriva il periodo classico in cui si dice: "da gennaio..." o "con l'anno nuovo..."  e quest'anno mi infastidisce più del solito.
Chissà com'è possibile che una data su un calendario possa farti scattare davvero la voglia di fare una cosa o di smettere di farla.
La dieta, la palestra, il fumo, cambiare lavoro, lavorare meno, lavorare di più, studiare, leggere. Qualunque cosa vi venga in mente sicuramente è stata detta.
Sono cazzate che alimentano sensi di colpa, depressioni e paranoie varie.
Ecco avevo detto che e invece...
Ma allora perché fare tutte queste promesse, perché?
Limitiamoci a tentare di abbassare il profilo delle aspettative. Credo possa funzionare, con me in parte ha funzionato. Pare un sermone delle balle. Quindi la finisco immediatamente.
Il prossimo anno, sarà l'Anno Internazionale dell'Astronomia. Una scusa in più per guardare in alto.

Buon 2009, auguro momenti sereni e felici.

lunedì, 01 dicembre 2008
Un giorno di inverno, nel freddo e nel grigio imperante...
Potrei cominciare così,  non lo farò. Dirò invece che voglio bene a mio padre con ogni parte del mio essere. Abbiamo scoperto che è malato, che presto o tardi, non molto tardi purtroppo, il suo cervello smetterà di funzionare come dovrebbe. Alzheimer.
Non mi riconoscerà più. Non riconoscerà mia madre.
Sono intercorsi mesi da quando ho avuto la notizia a quando finalmente ho incominciato a parlarne, ora, a scriverne. Lui è il mio faro. Lo è sempre stato. Ma lo è in quella maniera discreta in cui solo i genitori riescono bene.
Non credo di avere un primo ricordo di lui. E' una presenza continua, un odore, un calore, un abbraccio. Lui, io.
Però ogni tanto, quando ci penso, mi affiora un ricordo secco, nettissimo: lui dentro il garage sotto casa, io bambina che tentavo di curiosare all'interno cosa stesse facendo. Sapevo che stava costruendo qualcosa per me. Lo sapevo di certo. Non chiudeva mai quella porta. Ma quella volta lì non mi faceva vedere, non mi spiegava di trapani a colonna o morse, non mi faceva nemmeno entrare. Ero l'impazienza assoluta. Non siamo mai così impazienti come da bambini.
Aprì la porta e mi diede il mio regalo. Era un robottino di quelli che tanto mi piacevano. Una versione casalinga di un transformers, poteva essere un robot con forme antropomorfe oppure diventare una macchinina con tanto di ruote. Il corpo di legno dipinto, con tutte gli snodi e i movimenti, parti in metallo e ruotine in plastica nera. Rosso, blu e bianco. Era perfetto.
So di averlo ancora, probabilmente in soffitta o al massimo in cantina.
Non ho le palle per andare a cercarlo. Mi basta sapere di averlo.
Mio padre è nato nel 1954. Ha 54 anni. Giochi di 5 e di 4.
Ora è in cura, una sperimentazione sulla Rivastigmina, una cosa del genere. Lo scopo è farlo stare meglio e rallentare il decadimento.
Sto iniziando, e sono parole grosse, a metabolizzare tutto questo. Vorrei, banalmente, tornare indietro nel tempo, a quel giorno lì, fuori dal garage.
Allora non avevo paura. Nessuna paura.
martedì, 18 novembre 2008
Nascosto dietro un lampione spunta davanti alla Merkel con fare sornione... Cucù pare abbia detto.
Da noi, a Torino, in un eccesso di benevolenza gianduja, potrebbe essere etichettato come "cucu". ..

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sabato, 01 novembre 2008
Una mosca che sbatte contro il vetro per uscire. Tump, bzzzzzz, tump, bzzzzz, tump tump.
Arriva il cane e pone fine all'agonia con mio grandissimo disgusto.

E' un po' questo il riassunto della mia ultima settimana. Ho una terrificante influenza che non mi lascia tregua e respiro a momenti.  Come in una lunga apnea. Mi sento ottusa.
In senso figurato, come dire intorpidita.
Intanto fuori la lex Gelmini è stata approvata, ci sono le proteste, la gente in piazza. Mi chiedo se davvero qualcosa si stia muovendo.
Se tutte quelle persone che sono intorpidite, anche senza influenza, avessero preso una boccata d'aria?



Ci sono foto degli scontri, le solite strumentalizzazione, lo stesso schifo e lo stesso sdegno.
Cosa ci aspetta in questo strano inverno? Speriamo non le solite e non le stesse e lo stesso.
Io aspetto di respirare di nuovo.
Ci sarà una qualche speranza per i vivi?
Intanto onoriamo i morti.
O festeggiamo Halloween.
O Samhain.
O.
venerdì, 17 ottobre 2008

Una sola premessa personalissima, l'acquisto di un cane è per me incomprensibile,  ci sono canili pieni, un sacco di fantastici animali da salvare e fare shopping nei negozi lo trovo indecente e immorale. Quando poi sono regali per i figli piccoli che scalciano davanti alla vetrina sono davvero inorridita. Io non ho mai comprato un cane. E mai lo farei.

Ma questa è una mia opinione, certo.  Però, almeno, se proprio devi acquistare un cane come fosse un paio di maledettissime scarpe, accertati della sua provenienza.

Attenzione alle truffe sui cuccioli

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mercoledì, 18 giugno 2008
"Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciato­ri. E sotto quella neve vivono i miei ricordi."

Da:  "Sentieri sotto la neve"




mercoledì, 04 giugno 2008
Il pronto soccorso di una grande città, di sabato notte somiglia a un girone dell'inferno.
Erano le 3:30 quando ci sono arrivata, sono uscita alle 6:30, colica epatica. Un male terribile.
Ero seduta scomodissima sulle terrificanti seggioline metalliche della corsia.
L'ergonomia per il progettista doveva essere un'opinione. Proprio un'opinione del cazzo.
Mentre la flebo andava ho visto tutta l'umanità varia dei pazienti del sabato notte.
Tossici collassati, ubriaconi in coma etilico, gente con allergie, un tizio in mutande con un foro da freccetta sul culo....
E mentre la nuova flebo andava e non c'era più nulla da vomitare pensavo che questi posti sono tra i pochi in cui c'è un senso di comunanza e non importa cosa fai nella vita, quanto ricco sei, quanto stronzo sei.
In quel momento sei un paziente. Punto. Stai male ed hai un fottuto bisogno di aiuto.
Quel sentimento di bisogno urgente, quella necessità impellente di cura è la cosa che mi ha sconvolto di più.
Se fossi stata da sola avrei dovuto chiamare un'ambulanza per portarmi lì.
Mi sono sentita "allo scoperto", senza protezione, come se di colpo ti lasciassero in mutande alla stazione dell'autobus. Il tizio in mutande in effetti c'era.
Ora, esami in corso e possibile intervento.
Speriamo solo di rimettere i vestiti addosso il più in fretta possibile.
giovedì, 29 maggio 2008
Crescere tre gattini di poche settimane senza la legittima madre e con, nell'ordine:
-i tuoi due cani (14/15 e 4 anni) che impazziscono cercando di capire cosa si nasconde dentro quella scatola, mugolii e grattamenti di porta;
-la tua gatta (4/5 anni, rossa, terribile) che guarda tutto dall'alto del suo scranno e il suo sguardo recita "bvutti idioti, ci sono già io che sono bellissima e simpaticissima e voi stupidi cevcate qualche altvo felino, e poi puzzano e sporcano in givo...";
-mia nonna che orfana di mia madre (è in vacanza beata lei) stressa me con tutte le sue paranoie sui gatti in primis, sull'alluvione, sul governo e su qualsiasi cosa.

Tutto questo non contando la base, e cioè:
- le pappette ogni tre ore e i biberon sputati di qua e di là;
- i miagolii a metà notte, alzarsi, dargli da mangiare, pulire schifezze, raccattarli in giro mentre tentano di scoprire il mondo alle 4 del mattino;
- farli digerire, fargli fare la pipì e il resto;
- ripulire altre schifezze;
- andare a lavorare;
- tentare di tenere la casa in maniera passabile (sì beh insomma);
- tentare di mantenere una qualche forma di vita sociale;
- ricordarsi di mangiare anche tu;
- andare al corso;
- varie ed eventuali.

Nonostante le enormi occhiaie e la stanchezza dilagante vederli giocare insieme e guardarli seguirti con grandi occhi curiosi (prima di morderti un dito chiaramente) sono soddisfazioni.

A presto le foto ;-)
martedì, 27 maggio 2008
E' morto Sidney Pollack.
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lunedì, 26 maggio 2008
Qualche post fa ho parlato come rapidissimo accenno della Scuola Yoshin Ryu. Non era una pubblicità, non negativa e non positiva. Questo è un blog personale e come tale parlo di me e delle mie esperienze. La Yoshin Ryu è entrata nell'ambito delle mie esperienze personali e ne vorrei dire.
E, viste le reazioni di alcuni, tutti anonimi purtroppo, mi piacerebbe parlarne ancora e magari più diffusamente.



Io sono una neo-praticante della sede "Ju", presso la scuola elementare "Edi Franchetti" di Torino, il corso è tenuto dalla Cintura Nera Marco Ferraioli. Seguo il corso dai primi di Marzo.
I primi giorni e le prime settimane provavo dolore e senso di impotenza.
Non nascondo il fatto che oltre che alle prime armi sono anche in sovrappeso e di conseguenza alcune cose mi risultano oltremodo ostiche.
Non ho cominciato a frequentare pensando di andare in palestra per perdere peso. Era proprio quello da cui fuggivo con repulsione.
Volevo una strada da percorrere. Dopo tanto tempo sentivo il bisogno fortissimo di una strada. Per uscire dal continuo cinismo e dal malessere del vivere in un corpo che non ti appartiene.
E nella pratica del Jutaijutsu la sto cercando. Quella strada.
Ho quasi trent'anni e sono una cintura bianca.
Riporto una frase:
"il Jutaijutsu è un Metodo che permette di esplorare emozioni ed istinti, ansie ed insicurezze, capacità e potenzialità. Un modo per ri-conoscersi e lavorare su di sé tentando di superare i proprio limiti o, almeno, d'integrarli in un più maturo e consapevole Equilibrio".
L'allenamento fisico è, quindi, mirato allo sviluppo psicofisico completo. Non è solo esercizio.
I primi giorni, dicevo, il dolore e il senso di impotenza.
Man mano va meglio. Comincio a fare qualcosina. Il percorso da compiere è personalissimo e non ci sono tempi e scadenze. Non ci sono ansie da agonismo. Niente di tutto ciò.
Ogni mattoncino in più è un sorriso. Incoraggia ad andare avanti, a provare sempre.
Tre mesi fa non l'avrei mai detto che potevo correre così tanto. Che potevo fare la capriole e che potevo sentire il gong. Forse perchè allora non potevo.
Il privilegio della cintura bianca, si può solo migliorare.



mercoledì, 21 maggio 2008
RepTorL'articolo è fantastico già di suo, ma la chicca del Fair West lo rende davvero meraviglioso.
Notare che i cattivi sono "facce qualunque" e non professionisti del teppismo e, (uh signur) non sono nemmeno gentaglia dei centri sociali.
Dovrà stare attenta signora mia, la teppaglia alle tre del mattino, "giovani tra i 20 e i 35 anni" (evvai sono ancora giovane) è in libera uscita. E i civich hanno pure i cani adesso, chissà se hanno anche l'apposita paletta per le deiezioni.
Uh, signur.

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mercoledì, 14 maggio 2008
Con la complicità delle migliori condizioni climatiche anche l'umore tende a risalire. Le decisioni si fanno più facili,  i problemi (visti con l'ottica del "chissenefotte") vanno appianandosi. Si va al cinema a vedere il godibilissimo "speed racer".
Prendo la decisione di chiudere con la sottospecie di posto di lavoro che mi ritrovo al più presto possibile.
La fine di luglio potrebbe andare benissimo. Così ad Agosto mi rimetto in sesto e a Settembre sono di nuovo in pista.
Non ho soldi, ma non importa. Un tozzo di pane lo recupero in qualche modo. Andare avanti con questa condizione lavorativa non è solo umiliante ma anche deprimente e triste. E allora basta.

ATTENZIONE, il seguito può essere letto solo da chi non ha problemi di stomaco, riversamenti di bile per romanticismi e parole melense. Si astengano diabetici e persone con problemi di glicemia.

Detto questo, oggi è un giorno particolare per me e il mio uomo. E' il nostro anniversario. Non quello del matrimonio, quello vero.
Stiamo insieme dal 14 Maggio del 1994.
Wow, mi gira la testa con tutti questi 4.
Oggi è il 14 e compiamo 14 anni insieme.
(Il 14 me lo gioco al lotto?)
Ho trovato presto la persona giusta e, non ultima cosa, siamo riusciti ad accorgercene per tempo.
E sono davvero felice di essere cresciuta insieme a lui, sono lieta di avere una tale, sfacciata, fortuna.
Di amarlo ancora e di più di prima. Ogni giorno che passa.
Quindi, auguri.

(troppo Moccia style o ci stava?)