sabato, 27 dicembre 2008
Come tutti gli anni, arriva il periodo classico in cui si dice: "da gennaio..." o "con l'anno nuovo..."  e quest'anno mi infastidisce più del solito.
Chissà com'è possibile che una data su un calendario possa farti scattare davvero la voglia di fare una cosa o di smettere di farla.
La dieta, la palestra, il fumo, cambiare lavoro, lavorare meno, lavorare di più, studiare, leggere. Qualunque cosa vi venga in mente sicuramente è stata detta.
Sono cazzate che alimentano sensi di colpa, depressioni e paranoie varie.
Ecco avevo detto che e invece...
Ma allora perché fare tutte queste promesse, perché?
Limitiamoci a tentare di abbassare il profilo delle aspettative. Credo possa funzionare, con me in parte ha funzionato. Pare un sermone delle balle. Quindi la finisco immediatamente.
Il prossimo anno, sarà l'Anno Internazionale dell'Astronomia. Una scusa in più per guardare in alto.

Buon 2009, auguro momenti sereni e felici.

domenica, 14 dicembre 2008
Con questa pioggia scrosciante che ricorda una pioggia primaverile.
Ma non mi lascio fregare, Yule è tra pochi giorni.
Tanta voglia di volare via. E leggere. E volare via.
Mi serve un libro. Subito.
lunedì, 01 dicembre 2008
Un giorno di inverno, nel freddo e nel grigio imperante...
Potrei cominciare così,  non lo farò. Dirò invece che voglio bene a mio padre con ogni parte del mio essere. Abbiamo scoperto che è malato, che presto o tardi, non molto tardi purtroppo, il suo cervello smetterà di funzionare come dovrebbe. Alzheimer.
Non mi riconoscerà più. Non riconoscerà mia madre.
Sono intercorsi mesi da quando ho avuto la notizia a quando finalmente ho incominciato a parlarne, ora, a scriverne. Lui è il mio faro. Lo è sempre stato. Ma lo è in quella maniera discreta in cui solo i genitori riescono bene.
Non credo di avere un primo ricordo di lui. E' una presenza continua, un odore, un calore, un abbraccio. Lui, io.
Però ogni tanto, quando ci penso, mi affiora un ricordo secco, nettissimo: lui dentro il garage sotto casa, io bambina che tentavo di curiosare all'interno cosa stesse facendo. Sapevo che stava costruendo qualcosa per me. Lo sapevo di certo. Non chiudeva mai quella porta. Ma quella volta lì non mi faceva vedere, non mi spiegava di trapani a colonna o morse, non mi faceva nemmeno entrare. Ero l'impazienza assoluta. Non siamo mai così impazienti come da bambini.
Aprì la porta e mi diede il mio regalo. Era un robottino di quelli che tanto mi piacevano. Una versione casalinga di un transformers, poteva essere un robot con forme antropomorfe oppure diventare una macchinina con tanto di ruote. Il corpo di legno dipinto, con tutte gli snodi e i movimenti, parti in metallo e ruotine in plastica nera. Rosso, blu e bianco. Era perfetto.
So di averlo ancora, probabilmente in soffitta o al massimo in cantina.
Non ho le palle per andare a cercarlo. Mi basta sapere di averlo.
Mio padre è nato nel 1954. Ha 54 anni. Giochi di 5 e di 4.
Ora è in cura, una sperimentazione sulla Rivastigmina, una cosa del genere. Lo scopo è farlo stare meglio e rallentare il decadimento.
Sto iniziando, e sono parole grosse, a metabolizzare tutto questo. Vorrei, banalmente, tornare indietro nel tempo, a quel giorno lì, fuori dal garage.
Allora non avevo paura. Nessuna paura.
sabato, 01 novembre 2008
Una mosca che sbatte contro il vetro per uscire. Tump, bzzzzzz, tump, bzzzzz, tump tump.
Arriva il cane e pone fine all'agonia con mio grandissimo disgusto.

E' un po' questo il riassunto della mia ultima settimana. Ho una terrificante influenza che non mi lascia tregua e respiro a momenti.  Come in una lunga apnea. Mi sento ottusa.
In senso figurato, come dire intorpidita.
Intanto fuori la lex Gelmini è stata approvata, ci sono le proteste, la gente in piazza. Mi chiedo se davvero qualcosa si stia muovendo.
Se tutte quelle persone che sono intorpidite, anche senza influenza, avessero preso una boccata d'aria?



Ci sono foto degli scontri, le solite strumentalizzazione, lo stesso schifo e lo stesso sdegno.
Cosa ci aspetta in questo strano inverno? Speriamo non le solite e non le stesse e lo stesso.
Io aspetto di respirare di nuovo.
Ci sarà una qualche speranza per i vivi?
Intanto onoriamo i morti.
O festeggiamo Halloween.
O Samhain.
O.
venerdì, 19 settembre 2008
E' un settembre di casini e cambiamenti, abitudini stravolte e stanchezza fisica.
Freddo e pioggia, grigi e marroni a occupare il posto del blu e del verde. Senza cura di questo tutto viaggia sui giusti binari, la vita è piena. Non mi manca nulla e sto bene. Cosa volere di più?
Degli infissi nuovi! Fa freddo!
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sabato, 02 agosto 2008
Ho finalmente terminato la mia collaborazione, ancora non mi capacito del tutto ma è finita. Sono in vacanza.
Ho salutato il capitano, il figlio e anche l'intera tolda della nave.
Verso altri lidi. Si spera migliori.
Qualche giorno di Toscana (troppo pochi) mi hanno aiutato a rimettere dal verso giusto qualche mattoncino lego della mia vita. Se ascoltassi me stessa sarei via da Torino, via dall'Italia e via da tutto. Ma non posso.
I soldi sono risicatissimi e non avrei potuto permettermi nemmeno i quattro giorni toscani.
Avevamo in programma, io e il maritozzo, qualche giorno nell'Ardèche, ci siamo già stati anni fa ed è bellissimo per fare canoa e escursioni. Vedremo.
Intanto mi godo questi giorni vacanzieri tra una lettura e un film, una corsetta nel parco con il fresco al mattino e una cena con gli amici. E i mattoncini lego si pongono meglio.
Intanto domani compio 30 anni. E non mi rendo conto.

mercoledì, 09 luglio 2008
Quale coro di indignati lamenti si legge oggi nella blogosfera e in ogni altro luogo.
La Guzzanti dice quello che moltissimi italiani pensano da giorni.
La Carfagna la chiama "la figlia del Senatore Guzzanti".
Lei, la ministra delle pari opportunità. Come se lo sia guadagnato il posto infine interessa fino ad un certo punto.
Ridurre, però una qualsiasi donna, lasciamo stare il fatto che sia un'attrice e un'autrice satirica, a "figlia di" mi fa accapponare la pelle.
Se a farlo è la ministra delle pari opportunità il cappone è già bello che cotto.
Non c'è limite alla vergogna.
Intanto.
Il PD si dissocia. La chiesa attacca. Berlusconi dice che è immondizia.
Questo non è un governo.
Grillo è populista e cazzaro, Travaglio è giustizionalista, la Guzzanti ______(riempire a piacimento), Di Pietro parla male.
Occazzo. Almeno qualcuno parla.
Comunque non è un governo. E' una partita Berlusconi vs. resto del mondo.
Rallegriamoci.
Il resto del mondo ha più capelli.
venerdì, 20 giugno 2008
ho la varicella.
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mercoledì, 18 giugno 2008
"Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciato­ri. E sotto quella neve vivono i miei ricordi."

Da:  "Sentieri sotto la neve"




domenica, 15 giugno 2008
Sto meglio, mi dovranno operare ma sto meglio. Mi leveranno la colecisti o cistifellea che dir si voglia.
Pare non sia così necessaria. Vivrò senza. Anche se l'idea che tolgano un pezzo di me non mi aggrada poi molto. Però.
In questi giorni un pò strani ho fatto poco e niente, ho lavorato poco e male.
Mi sono accordata con il boss per la mia dipartita. Non so cosa farò dopo. Non ancora. Ma non importa. Quando il posto dove lavori diventa una specie di prigione con sbarre a tutti i lati, non è che ci sia poi molta scelta.
Ho visto un pò di film, letto qualcosa, scritto quasi niente. Insomma mi sembra di girare un pò a vuoto. Ma è il solito "periodo".
Invece avrei tanto da fare, tanto da sentire e tanto da scrivere. Però rimane tutto dentro.
Ho voglia di viaggiare, cambiare aria. Cambiare. Sono serena. E' una decisione già presa.
E' uno di quei momenti in cui sai che sta per cambiare qualcosa e non vedi l'ora che succeda.
Intanto mi ascolto. Sto a vedere.
Vorrei tanto una bella giornata di sole per sdraiarmi sull'erba alta e pensare. Ma piove sempre.  Arriverà il sole ed io lo aspetto con ansia.


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mercoledì, 04 giugno 2008
Il pronto soccorso di una grande città, di sabato notte somiglia a un girone dell'inferno.
Erano le 3:30 quando ci sono arrivata, sono uscita alle 6:30, colica epatica. Un male terribile.
Ero seduta scomodissima sulle terrificanti seggioline metalliche della corsia.
L'ergonomia per il progettista doveva essere un'opinione. Proprio un'opinione del cazzo.
Mentre la flebo andava ho visto tutta l'umanità varia dei pazienti del sabato notte.
Tossici collassati, ubriaconi in coma etilico, gente con allergie, un tizio in mutande con un foro da freccetta sul culo....
E mentre la nuova flebo andava e non c'era più nulla da vomitare pensavo che questi posti sono tra i pochi in cui c'è un senso di comunanza e non importa cosa fai nella vita, quanto ricco sei, quanto stronzo sei.
In quel momento sei un paziente. Punto. Stai male ed hai un fottuto bisogno di aiuto.
Quel sentimento di bisogno urgente, quella necessità impellente di cura è la cosa che mi ha sconvolto di più.
Se fossi stata da sola avrei dovuto chiamare un'ambulanza per portarmi lì.
Mi sono sentita "allo scoperto", senza protezione, come se di colpo ti lasciassero in mutande alla stazione dell'autobus. Il tizio in mutande in effetti c'era.
Ora, esami in corso e possibile intervento.
Speriamo solo di rimettere i vestiti addosso il più in fretta possibile.
giovedì, 29 maggio 2008
Crescere tre gattini di poche settimane senza la legittima madre e con, nell'ordine:
-i tuoi due cani (14/15 e 4 anni) che impazziscono cercando di capire cosa si nasconde dentro quella scatola, mugolii e grattamenti di porta;
-la tua gatta (4/5 anni, rossa, terribile) che guarda tutto dall'alto del suo scranno e il suo sguardo recita "bvutti idioti, ci sono già io che sono bellissima e simpaticissima e voi stupidi cevcate qualche altvo felino, e poi puzzano e sporcano in givo...";
-mia nonna che orfana di mia madre (è in vacanza beata lei) stressa me con tutte le sue paranoie sui gatti in primis, sull'alluvione, sul governo e su qualsiasi cosa.

Tutto questo non contando la base, e cioè:
- le pappette ogni tre ore e i biberon sputati di qua e di là;
- i miagolii a metà notte, alzarsi, dargli da mangiare, pulire schifezze, raccattarli in giro mentre tentano di scoprire il mondo alle 4 del mattino;
- farli digerire, fargli fare la pipì e il resto;
- ripulire altre schifezze;
- andare a lavorare;
- tentare di tenere la casa in maniera passabile (sì beh insomma);
- tentare di mantenere una qualche forma di vita sociale;
- ricordarsi di mangiare anche tu;
- andare al corso;
- varie ed eventuali.

Nonostante le enormi occhiaie e la stanchezza dilagante vederli giocare insieme e guardarli seguirti con grandi occhi curiosi (prima di morderti un dito chiaramente) sono soddisfazioni.

A presto le foto ;-)
lunedì, 26 maggio 2008
Qualche post fa ho parlato come rapidissimo accenno della Scuola Yoshin Ryu. Non era una pubblicità, non negativa e non positiva. Questo è un blog personale e come tale parlo di me e delle mie esperienze. La Yoshin Ryu è entrata nell'ambito delle mie esperienze personali e ne vorrei dire.
E, viste le reazioni di alcuni, tutti anonimi purtroppo, mi piacerebbe parlarne ancora e magari più diffusamente.



Io sono una neo-praticante della sede "Ju", presso la scuola elementare "Edi Franchetti" di Torino, il corso è tenuto dalla Cintura Nera Marco Ferraioli. Seguo il corso dai primi di Marzo.
I primi giorni e le prime settimane provavo dolore e senso di impotenza.
Non nascondo il fatto che oltre che alle prime armi sono anche in sovrappeso e di conseguenza alcune cose mi risultano oltremodo ostiche.
Non ho cominciato a frequentare pensando di andare in palestra per perdere peso. Era proprio quello da cui fuggivo con repulsione.
Volevo una strada da percorrere. Dopo tanto tempo sentivo il bisogno fortissimo di una strada. Per uscire dal continuo cinismo e dal malessere del vivere in un corpo che non ti appartiene.
E nella pratica del Jutaijutsu la sto cercando. Quella strada.
Ho quasi trent'anni e sono una cintura bianca.
Riporto una frase:
"il Jutaijutsu è un Metodo che permette di esplorare emozioni ed istinti, ansie ed insicurezze, capacità e potenzialità. Un modo per ri-conoscersi e lavorare su di sé tentando di superare i proprio limiti o, almeno, d'integrarli in un più maturo e consapevole Equilibrio".
L'allenamento fisico è, quindi, mirato allo sviluppo psicofisico completo. Non è solo esercizio.
I primi giorni, dicevo, il dolore e il senso di impotenza.
Man mano va meglio. Comincio a fare qualcosina. Il percorso da compiere è personalissimo e non ci sono tempi e scadenze. Non ci sono ansie da agonismo. Niente di tutto ciò.
Ogni mattoncino in più è un sorriso. Incoraggia ad andare avanti, a provare sempre.
Tre mesi fa non l'avrei mai detto che potevo correre così tanto. Che potevo fare la capriole e che potevo sentire il gong. Forse perchè allora non potevo.
Il privilegio della cintura bianca, si può solo migliorare.



mercoledì, 14 maggio 2008
Con la complicità delle migliori condizioni climatiche anche l'umore tende a risalire. Le decisioni si fanno più facili,  i problemi (visti con l'ottica del "chissenefotte") vanno appianandosi. Si va al cinema a vedere il godibilissimo "speed racer".
Prendo la decisione di chiudere con la sottospecie di posto di lavoro che mi ritrovo al più presto possibile.
La fine di luglio potrebbe andare benissimo. Così ad Agosto mi rimetto in sesto e a Settembre sono di nuovo in pista.
Non ho soldi, ma non importa. Un tozzo di pane lo recupero in qualche modo. Andare avanti con questa condizione lavorativa non è solo umiliante ma anche deprimente e triste. E allora basta.

ATTENZIONE, il seguito può essere letto solo da chi non ha problemi di stomaco, riversamenti di bile per romanticismi e parole melense. Si astengano diabetici e persone con problemi di glicemia.

Detto questo, oggi è un giorno particolare per me e il mio uomo. E' il nostro anniversario. Non quello del matrimonio, quello vero.
Stiamo insieme dal 14 Maggio del 1994.
Wow, mi gira la testa con tutti questi 4.
Oggi è il 14 e compiamo 14 anni insieme.
(Il 14 me lo gioco al lotto?)
Ho trovato presto la persona giusta e, non ultima cosa, siamo riusciti ad accorgercene per tempo.
E sono davvero felice di essere cresciuta insieme a lui, sono lieta di avere una tale, sfacciata, fortuna.
Di amarlo ancora e di più di prima. Ogni giorno che passa.
Quindi, auguri.

(troppo Moccia style o ci stava?)
martedì, 06 maggio 2008
Torno dopo una settimana nella bella ed assolata Sardegna e subito il riversare ottuso delle magagne di tutti i giorni mi soffoca.
Mi sbiadisco davanti al monitor del pc al lavoro. Guardo in faccia quella specie di gentaglia che lavora con me e mi chiedo come mai. Cosa ci faccio ancora lì.  Perché diavolo non li ho ancora mandati a quel paese.
Poi arriva la bolletta del gas, oltre 600 maledetti euro. Eccomi tutte le risposte.
Una vera ossessione.
E pensare che ho avuto freddo tutto l'inverno. E pensare che ho freddo anche adesso.
E intanto la gente viene picchiata a morte, i dati fiscali pubblicati e  le bandiere bruciate, di tutto di più.
Ma tanto, finché non si sa dove trovare i soldi per campare tutte quelle enormi faccende rimangono una cosa secondaria. I maledetti danari.
In questo momento vorrei essere un pastore sardo. Aio.