sabato, 02 agosto 2008
Ho finalmente terminato la mia collaborazione, ancora non mi capacito del tutto ma è finita. Sono in vacanza.
Ho salutato il capitano, il figlio e anche l'intera tolda della nave.
Verso altri lidi. Si spera migliori.
Qualche giorno di Toscana (troppo pochi) mi hanno aiutato a rimettere dal verso giusto qualche mattoncino lego della mia vita. Se ascoltassi me stessa sarei via da Torino, via dall'Italia e via da tutto. Ma non posso.
I soldi sono risicatissimi e non avrei potuto permettermi nemmeno i quattro giorni toscani.
Avevamo in programma, io e il maritozzo, qualche giorno nell'Ardèche, ci siamo già stati anni fa ed è bellissimo per fare canoa e escursioni. Vedremo.
Intanto mi godo questi giorni vacanzieri tra una lettura e un film, una corsetta nel parco con il fresco al mattino e una cena con gli amici. E i mattoncini lego si pongono meglio.
Intanto domani compio 30 anni. E non mi rendo conto.

giovedì, 24 aprile 2008
E' l'anno delle isole.
Di nuovo in viaggio alla volta di una terra circondata dai flutti. Stavolta è la Sardegna.
Sperando nella clemenza del tempo, abbiamo avuto sole in Irlanda nel precedente viaggio, non vorrei proprio fare il contrappasso con la pioggia in Sardegna.
Sarebbe tutta da ridere.
Ma domani è il 25 Aprile.
Felice festa della Liberazione dunque, il pensiero rivolto alla memoria delle persone che la fecero con le proprie mani quella liberazione. Tralasciando le polemiche e il V2Day. Possiamo firmare o no, seguirlo o no.
Ma domani è il 25 Aprile. E il primo pensiero è fondamentale. Ed è per loro. Un loro che si fonde con il noi.
Il cuore si stringe pensando a mio nonno partigiano, al suo modo speciale di pensare e a tutto quello che questa ricorrenza si porta dietro. Sangue, sudore e lacrime. Ma anche sorrisi e voglia di vivere, di costruire. Di domani.
Pensare a loro è come pensare allo ieri e al domani insieme. Sono il nostro passato e devono essere loro la base del nostro futuro. Perché quelle speranze e quei desideri di libertà non muoiano mai e siano davvero le fondamenta per andare avanti.
Un bacio, nonno, proprio sulla fronte. In mezzo a quegli occhi svegli e attenti, che nel guardare il giorno d'oggi sarebbero certamente increduli e preoccupati.
Come se fossi ancora qui. Un bacio.
Grazie, a te e a tutti quelli come te.
Senza di voi non saremmo nessuno. Io senza di te, non sarei nessuno.

martedì, 05 febbraio 2008
Ed ecco lo sgargiante itinerario di avvicinamento all'Irlanda. In continuo aggiornamento, fino a venerdì alle 18:30, quando finisco di lavorare e parto:

Venerdì 8 febbraio, Lyon

Sabato 9 febbraio, Cherbourg traghetto

1° giorno Domenica
Rosslare ore 13,30 arrivo traghetto
Kilmore Quay (Villaggio Pescatori)
Wellington Bridge (cimitero più villaggio Normanno)
Fethard (castello)
Hook head - Slade (porticciolo più castello)
St. Dubans Church
Duncannon (forte 16° sec.)
Dunbrody Abbey
Traghetto Passage East o New Ross passaggio con ponte
WATERFORD Hotel Dooleys
2° giorno Lunedì
Waterford
Clonmel - Fethard (un'altro, donna pagana nelle mura)
Cashel (abbazia)
Caher (castello)
Mickelstown (grotte)
Fermoy (vallata)-->Mallow (fine vallata)
CORK Hotel Commons Inn, new mallow road
3°Giorno Martedì
Cork centro + Lewis Glucksman Gallery (zona università) + Crawford Gallery (Paul street shopping Centre)
Cobh (?)
Baltimore
Skull
Beara Penisula
KILLARNEY Heigts hotel
4°Giorno Mercoledì
Ross Castle
Killarney National Park
Ring of kerry
DINGLE (Dingle Benners, main street)
5°Giorno Giovedì
Dingle Penisula
Costeggiare vedere fare
Adare
LIMERICK (sarsfield bridge)
6°giorno Venerdì
Limerick
Cliff of Moher
GALWAY (Best western Flannery's Hotel)
7°giorno Sabato
Galway
Isole Aran (inish mor, dun aegus)
GALWAY (Best western Flannery's Hotel)
8°giorno Domenica
Galway
Connemara national park
SLIGO (Glass house hotel)
9°giorno Lunedì
Sligo (abbey, centro città)
Donegal (volendo Donegal castle centro)
The Rosses (giro in contea Donegal)
DERRY(Tower hotel Derry)
10°Giorno Martedì
Derry (mura cittadine, centro)
giant's causeway
ponte di corda (carrick a reede)
DUBLINO (Hotel Regency)
11°giorno Mercoledì
Dublino (giro città)
DUBLINO (Hotel Regency)
12° giorno Giovedì
Dublino
Clonmacnoise
Birr
KILKENNY (hotel new park)
13°giorno Venerdì
Kilkenny
Glendalough
Rosslare traghetto ore 23

Sabato 23 febbraio ore 17,30 arrivo a Cherbourg
Cherbourg-->pernottamento previsto intorno a Le Mans
Domenica 24 febbraio
Le Mans-->Torino

E mi rimangono in sospeso due o tre cosette...

http://ireland.archiseek.com/buildings_ireland/

Eh. Caspita. Mancano le soste per le foto e la pipì. Mi attrezzo subito.

lunedì, 24 aprile 2006
Liberazione

Si chiamava Piero (anzi Pierino) e aveva degli splendidi occhi grigi.  Era un giovane di meno di vent'anni quando cominciò la guerra e si era appena diplomato all'istituto tecnico, immagino il terrore quando lo chiamarono per la russia, immagino la disperazione dei parenti e i mille pensieri che dovevano attanagliarlo. Poi la decisione di unirsi ai partigiani sulle colline, la dura guerriglia fino alla liberazione, le case distrutte, le vite strappate, i rastrellamenti dei tedeschi e dei repubblicani. Peggio i repubblicani diceva. Certo, perchè quel nemico lì parlava la tua stessa lingua e magari eravate compagni di scuola. Diceva che era difficile trovare "nemico" un ragazzo della stessa età solo perchè portava un'altra divisa. Diceva che la vera liberazione era quella di poter guardare un altro uomo  negli occhi senza dover temere che fosse un nemico o peggio una spia.
Raccontava che una volta durante un pattugliamento sulle colline camminavano piano, lui e il suo compagno, nel silenzio i crucchi potevano essere ovunque, dietro un cespuglio, una macchia di alberi, ovunque. 

Un fruscio.
Piero circospetto si ferma ma non avverte il suo compagno che prosegue piano, di nuovo un fruscio.
Con il fucile sposta un cespuglio e vede due occhi azzurri che lo fissano.
Un tedesco.
Pochi secondi, un lungo sguardo e fu tutto finito.
Piero rimise a posto il cespuglio.
Non parlarono e non fecero segni. Però si intesero e portarono tutti quanti la pellaccia al campo quella sera.
Il 25 Aprile a Torino la guerra non era ancora finita, bisognerà aspettare il 28 e gli alleati non arrivarono che il 3 Maggio a cose fatte. Finalmente Piero poteva tornare a casa, dai suoi cari, quelli che gli rimanevano. Era vivo. Sapeva che praticamente tutti  i suoi amici partiti per la Russia non erano tornati. Si sentiva molto molto fortunato.
Piero, mio nonno, si sentiva molto fortunato. Molto fortunato.
Piero è morto nel settembre 1983, aveva esattamente sessant'anni. Annientato dal troppo fumo e dal troppo vino, o dai troppi ricordi. Io avevo solo cinque anni ma lui è in tutti i miei primi ricordi. Mi portava all'asilo, ai giardinetti, mi raccontava cose, mi spiegava le enormi macchine che scavavano nella strada. Mangiava solo spaghetti barilla n°5 e beveva molto vino. Gli piaceva camminare in montagna, aveva molte foto, tutte in montagna. Mia nonna lo seguiva e portavano anche mia madre.

Loro due sanno tutti i nomi delle montagne. Io no. Tutti i nomi, ghiacciai e rifugi compresi.
Piero è seppellito in montagna come aveva voluto. Troppo tempo che non vado al cimitero a pensare. A pensare a quanto sono fortunata. A pensare alla liberazione.
Ogni anno quando si avvicina il 25 aprile penso di più a mio nonno Piero.
E mi sento molto fortunata. Grazie Piero. Grazie nonno.
by Desmentera | commenti (9) | commenti (9)(popup)
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