mercoledì, 11 febbraio 2009
Ecco il programma del 14 Febbraio:
http://www.abicidi.it/?ida=472

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domenica, 20 luglio 2008

Sono passati 7 anni ma l'indignazione non passa.
Ricordano Carlo e le altre vittime dello stato.
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mercoledì, 09 luglio 2008
Quale coro di indignati lamenti si legge oggi nella blogosfera e in ogni altro luogo.
La Guzzanti dice quello che moltissimi italiani pensano da giorni.
La Carfagna la chiama "la figlia del Senatore Guzzanti".
Lei, la ministra delle pari opportunità. Come se lo sia guadagnato il posto infine interessa fino ad un certo punto.
Ridurre, però una qualsiasi donna, lasciamo stare il fatto che sia un'attrice e un'autrice satirica, a "figlia di" mi fa accapponare la pelle.
Se a farlo è la ministra delle pari opportunità il cappone è già bello che cotto.
Non c'è limite alla vergogna.
Intanto.
Il PD si dissocia. La chiesa attacca. Berlusconi dice che è immondizia.
Questo non è un governo.
Grillo è populista e cazzaro, Travaglio è giustizionalista, la Guzzanti ______(riempire a piacimento), Di Pietro parla male.
Occazzo. Almeno qualcuno parla.
Comunque non è un governo. E' una partita Berlusconi vs. resto del mondo.
Rallegriamoci.
Il resto del mondo ha più capelli.
mercoledì, 18 giugno 2008
"Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciato­ri. E sotto quella neve vivono i miei ricordi."

Da:  "Sentieri sotto la neve"




venerdì, 18 aprile 2008
Avrei voluto scrivere tante cose sul momento politico e sociale che stiamo vivendo.
Condensiamo: schifo, disgusto, sdegno, vergogna, puzza di merda, tristezza.
Per qualche giorno l'incazzatura e lo sconforto era tale per cui ogni singola persona mi si parasse davanti era soggetta e screening.
Mediamente il risultato era positivo o negativo, cioè "sì, questo ha votato quelli lì" o "no, questo di certo no". Ecco, in effetti, a sugello di quanto ci han vomitato violentemente addosso le urne, moltissimi risultavano alonati di azzurro FI e positivi al test.
Poi, nota disutile ma lievemente (campanilisticamente) consolatoria, a Torino e provincia gli alonati di azzurro sono meno di chi l'alone lo ha ma è grigio topo incazzato.
Gaudio e giubilio. Oh, sì.
Ammetto di essere tra quelli che veramente immaginano l'elettore medio di questo centro-destra _______ (da completare a piacimento con sinonimi di "idioti"). Oh, sì.
Non è che bisogna essere sempre irreprensibili a questo mondo.
C'era davvero bisogno di una svolta e la svolta c'è stata, curva a gomito e...
E via con i piagnistei e la voglia di emigrare. Falce e martello spariti e bla bla bla.
Cazzo, questo è un post pieno di luoghi comuni. Che noia.
E sia. Oh, sì.
Ora i campi nomadi saranno sgomberati e anche i venditori di rose spariranno nel nulla, se poi ci fosse anche qualcuno da malmenare anche meglio, si risparmia il biglietto per lo stadio.
Ma sì, seguiamo il coniglio azzurro per il paese delle meraviglie. E via. Oh, sì.
Ormai è tardi, piove. Oh, sì.
Resistere e resisteremo....
Oh, sì.


lunedì, 14 aprile 2008
Ma basta... pietà.

Chiedo pietà. No, dico, va beh l'alternanza eh.
Però come mai si alterna solo dal male in peggio?
Male, peggio.
Male, peggio.
Uh, 'spetta, nuova combinazione.
Peggio...tadaaaaa, male!

Domani, con maggiore lucidità, per gli insulti e le invettive.
giovedì, 27 marzo 2008
Io sono  piazzata così:


  Se volete provare lo trovate qui.Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?
lunedì, 10 marzo 2008
Discorso primario di ogni incontro con amici e conoscenti, votare o no? E se sì con chi tapparsi il naso. Quale parte della solita casta votare.
Che tristezza. Combatto tra il sentimento primario di non cercare nemmeno la scheda elettorale per Aprile oppure compiere ancora una volta questa genuflessione al diritto-dovere e scegliere, molletta alla mano, quale partitucolo da repubblica delle banane debba avere la mia "preferenza".
Non votare è un esercizio di democrazia come il farlo? Non sono del tutto convinta.
Votare un personaggio o più personaggi che non ti rappresentano, che fanno parte di una politica vecchia, antiquata e che non somiglia a nessuna delle cose in cui credi è un esercizio di democrazia?
Tappare il naso ancora una volta e vedere come riescono a gettare ulteriore merda in faccia al popolo italiano è un'esercizio di democrazia?



giovedì, 06 marzo 2008
Poche righe di omaggio a Gary Gygax, padre del gioco di ruolo D&D e grande innovatore della dimensione ludica.
Senza di lui, forse, non avrei mai volato su Orgrimmar o camminato per Prontera.

Semplicemente Addio.
E grazie.
mercoledì, 12 dicembre 2007
Di come nella vita incubi e relitti vengano a galla come cadaveri dall'acqua putrida.
La palude dei rimorsi è sempre incinta. La madre dei se e dei ma.



Moltitudini di insetti brulicanti, ticchettii di minuscole vite collegate l'una all'altra dalla perfida matrona.
Morti bianche.
Nell'indifferenza natalizia. Feriscono come lame di Hattori Hanzo.
E.
Domani?
[...]
The woods are lovely, dark and deep.
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

Il bosco è bello, buio e profondo,
Ma io ho promesse da mantenere,
E miglia da percorrere prima di dormire,
E miglia da percorrere prima di dormire.

Robert Frost - Stopping by Woods on a Snowy Evening
Fermarsi in un Bosco in una Serata di Neve

venerdì, 28 settembre 2007
|                                          (__________)                                            |
|                                                                                                            |
|                                                                                                            |
|                                                                                                            |

                                                          
                      LIBERTÀ                       
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                           
lunedì, 04 giugno 2007
Stamattina mi sono alzata,  malaticcia, stanca e sdrucita. Chiamo al lavoro, dico che non mi reggo e che ci vedremo domani (forse). Mi faccio una tazza di qualcosa di caldo, mi guardo allo specchio e vedo l'ombra di me stessa. Segni scuri sotto gli occhi, colorito spento.
Insomma, sono esaurita.
Fra poco parlerò al rallentatore e i meccanismi si incastreranno. Finirò come il coniglietto caricato da "una pila qualunque" invece che quel fighetto coniglietto stronzo con la duracell.
Ho lavorato e lavorato. Sono sempre senza un soldo. E ora sono anche caricata a pila qualunque.
E allora mi dico che voglio andare anche io a manifestare. Lassù in Germania.
Ma sì, cazzo.
E' di nuovo la stessa storia. Rostock come Genova. Spero non trovino anche lì una loro Diaz e soprattutto spero che non ci sia un loro Carlo Giuliani.
Leggo gli articoli, i post, ma come sempre sono le foto quelle che parlano dirette al cuore.

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E il G8 non è ancora iniziato.

Tanto per rimanere sul discretamente allegro leggo dell'organizzazione P2 versione 2.0.
Ma sì, certo, lo sapevamo tutti o lo immaginavamo tutti.
Ma che stanchezza. Che s c h i f o interminabile e senza via di uscita.
E ci sono novità anche sulla TAV, guardate che bel percorso si sono inventati per evitare i problemi con la popolazione della valle. Oh, sì. Fantastico.
Meraviglia.
...
giovedì, 07 settembre 2006
Tra pochi giorni ricorre il quinto anniversario della tragedia, comunque la si voglia vedere, avvenuta negli Stati Uniti. Non mi permetto di dare alcuna interpretazione su quei fatti e nemmeno su quelli avvenuti dopo. Non ne ho le capacità, né le adeguate conoscenze. Posso però cercare di raccontare quello che ho provato e provo nei confronti di tutta questa lurida, comunque la si voglia vedere, faccenda.


Cinque anni in cui molto è stato fatto in nome di quegli attacchi.
E' stata ricreata la "guerra di civiltà", noi siamo tornati a essere i "crociati", loro sono rimasti "ebrei" e gli altri, i cattivi sono i "musulmani" e l'"Islam" tutto. Ma che bello. Le crociate.
Questi cinque anni in italia coincidono (quasi, erano già lì per il G8) con il governo Berlusconi. Ricordo i media impazziti. La notizia del secolo senza dubbio.
La copertina de "La stampa" a tutta pagina, "AMERICA SOTTO ATTACCO". Non avevo mai visto dei caratteri così grandi su di un giornale.



I giorni e i mesi successivi. Il Patriot act, Bin Laden, l'afghanistan, poi l'iraq, Abu Omar, Saddam, gli scandali sui maltrattamenti dei prigionieri, Madrid, Londra e poi il libano oggi.
Mai avrei pensato a tanto orrore. Un crescendo di mostruosità. Comunque la si voglia vedere.
La mattina dell'undici settembre 2001 ero a casa di un mio compagno di università a preparare un esame. Mi chiamò qualcuno e mi disse di accendere la TV, "su che canale?" "... su tutti!" mi venne risposto. Accendemmo la TV e fu davvero assurdo, era già crollata la prima torre.
L'america. Qualcuno dice che camminare per NY è strano perchè anche se sai di non esserci mai stato prima, ti sembra di averci passato molto tempo. Certo, io stessa sono cresciuta immersa  nei film, telefilm, e quanto altro, tutti rigorosamente americani.
L'america è parte integrante della mia cultura. Che io lo voglia oppure no.
Infatti, soffrii quel giorno di settembre. Soffrii pensando alle persone lì dentro, soffrii pensando alle conseguenze e soffrii pensando alla fine di un epoca, per me e per il resto del mondo, comunque la si voglia vedere.
Quella era la diga, poi venne l'inondazione di cui dicevo prima. E vennero anche le teorie di complotto, i rapimenti, guantanamo, ma anche Milano e Torino e tutto. Gli arabi visti in modo diverso. Si può credere a tutte le teorie, e sono contenta che non vi sia una sola spiegazione. Io la penso in un modo preciso. La penso nel peggiore dei modi.
Ora, dopo cinque anni, nulla accenna a diminuire, anzi. Un bel fuocherello alimentato dai venti.  Forse sono più di venti.
Soffrii anche quando, mia madre, ovviamente più scafata di me per queste cose, disse: "vedrai che in pochi anni ci faranno dei filmoni strappalacrime e un sacco di libri, vedrai", io candidamente credetti che avesse torto. Ma, ovviamente aveva ragione.
Pensavo che ci fosse un limite anche a queste cose, pensavo che su di un dramma così grande, vasto, globale non ci avrebbero aperto un business. Ero più giovane eh. Ed era prima che ricominciassero le crociate.
Però a me non piace fare le crociate, solo le parole al limite. Non mi piace odiare nessuno, di nessuna religione, nazione, colore di pelle e animale mangiato. Non credo nelle crociate, comunque la si voglia vedere. Perchè le vittime, di qua e di là, di su e di giù, sono le stesse: la gente innocente, bambini, donne e uomini, anziani, ragazzi. E sono troppe. Vorrei che la smettessero di propinarci questa fuffa e la piantassero di sporcare il mondo con la violenza. Sono banalità. Ok, e sia. Comunque la si voglia vedere.
 
mercoledì, 19 luglio 2006


Cinque anni fa, il 20 luglio del 2001 moriva assurdamente Carlo Giuliani. Moriva per mano di un suo (quasi) coetaneo che brandiva un arma d'ordinanza.
Ricorderò per sempre gli accadimenti di quei giorni con una angoscia indicibile, io e il mio ragazzo non eravamo a Genova per una pura coincidenza, e forse anche per una fortuna sfacciata. Quell'anno eravamo riusciti a racimolare abbastanza soldi per andarcene qualche giorno al mare, eravamo partiti per la corsica intorno al 10 di luglio con l'idea di tornare e fermarsi a Genova per il G8.
Arrivammo in ritardo.
Giunti a Bastia incontrammo numerosi italiani che vociferavano di gravi incidenti a Genova. Corremmo subito ad acquistare un quotidiano ma le notizie erano ancora molto fumose, chiamammo casa e ci venne detto che la situazione a Genova era grave oltre ogni aspettativa e che c'erano numerosi feriti e la città sotto assedio. Non ci passate per nessun motivo. Restereste bloccati in autostrada per chissà quanto tempo.
Poi su di un quotidiano vedemmo la foto, quella che non riuscirò mai a cancellare dalla memoria. Una canottiera bianca, un passamontagna blu e sangue sull'asfalto. Un ragazzo come potevamo essere noi. Nato nel nostro stesso anno, 1978. Aveva 23 anni. Lui avrà per sempre 23 anni. Noi ora ne compiamo 28.
Pensavamo ai nostri amici che sicuramente sarebbero stati a Genova. Scoprimmo solo dopo che quasi nessuno di loro era riuscito ad arrivare in città.
Bisognava arrivare giorni prima per poter esserci, ci dissero dopo. Per poterci essere.
O per poterci morire.
Ricordo le lacrime e la rabbia, prima per non esserci stati, poi per le cose che venivano fuori una dopo l'altra. Le botte ai pacifisti, le torture di Bolzaneto, la scuola Diaz e, ovviamente, Carlo Giuliani.
Ricordo benissimo quel faccia di merda del ministro Scajola e le sue boiate.
Erano i primi atti del neo governo Berlusconi.
Eh, un'idea l'abbiamo avuta subito.
Tornammo a Torino, con qualche difficoltà, evitammo Genova e arrivammo in un atmosfera irreale, non si parlava d'altro. Pietra volata di qua, di là, il proiettile deviato, non è colpa nostra è colpa loro, sono stati i manifestanti, è stato investito ma era già morto. Anzi magari sono stati i black bloc. Forse addirittura Silvio direttamente dalla tavola imbandita nella zona rossa. Gente che diceva che avevano fatto bene ad ammazzarlo quel degenerato. Eccheccazzo lì era una guerra eh, mica lui era un santo.
Non sono mai riuscita a trovare le risposte a certe menate.
La verità dopo cinque lunghi anni è che in un modo o nell'altro, in piazza Alimonda a Genova fu ucciso un ragazzo di 23 anni, fu ucciso dalle forze di polizia. Con tutte le attenuanti del caso ma fu ucciso da un carabiniere di leva, Mario Placanica. Quello stesso carabiniere che non ha pagato nulla ma che tempo fa aveva ventilato l'ipotesi di candidarsi con An e che qualche tempo dopo ebbe uno strano incidente di macchina.
Un' affare all'italiana. Una porcheria all'italiana. La prima davvero grave in cui avessi l'età per capire. Gli anni di piombo non li ricordo ero troppo piccola. E neanche gli anni '80.
L'unica scelta è non dimenticare.
Ed io non lo farò.
Non dimenticherò lui ne tutte le altre vittime dello stato.
A cui aggiungo anche le vittime dei suicidi di stato. Non dimentico Sole e Baleno. E Pinelli. Preso da un raptus anarchico si gettò dalla finestra.
A volte vorrei non avere memoria. Come tanti altri italiani. Vorrei non sapere, non aver letto, non essermi informata. Vorrei non provare quei sentimenti quando vedo un carabiniere o un poliziotto. E soprattutto non vorrei avere quella foto stampata nella mente.
Quel sangue sull'asfalto.
Così rosso.



www.veritagiustizia.it
www.piazzacarlogiuliani.org



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lunedì, 10 luglio 2006
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