lunedì, 23 ottobre 2006
Cronaca del dissestato viaggio estivo in Irlanda del cangiante Aenima e Paturnia.

2 agosto

Sarà stata la paura di mancare il check-in, sarà stato il ricordo dell'ultimo volo per Amsterdam, che per poco perdevamo, sarà stata la consapevolezza della distanza che separa il parcheggio remoto dall'aeroporto... fatto sta che siamo arrivati a Orio con mostruoso anticipo.
Non importa, siamo in ferie!
Sigaretta, caffettino, sigaretta, settimana enigmistica, sigaretta, qualche pagina del libro, sigaretta, mi chiarisco qualche dubbio dal dizionarietto ita-eng che mi sono comprato, sigaretta ed ecco che quasi senza rendercene conto  il check-in è aperto.
Ci mettiamo in coda ed intanto studiamo i compagni di viaggio, più per cercare di giustificare l'enorme quantitativo di bagagli che ci siamo portati dietro che altro.
"Ma sí, vedi che anche quella coppia ha due trolley, lo zaino ed una borsa..."
"Ma sí infatti... non abbiamo portato troppe cose."
"No, esatto... proprio non avrei saputo cosa escludere, le cose che ci siamo portati le mettiamo di sicuro."
"Già."

... non vorrei saltare già al 19 agosto, data di ritorno a casa, per fare un resoconto degli abiti utilizzati e di quelli che hanno solo fatto un viaggio in Irlanda, sballottati dentro un trolley, senza mai uscirne... spero che siano riusciti, attraverso le cerniere, a godersi almeno un poco di sana aria irish.

Ci siamo, tocca a noi. Carta d'identità pronta, email stampate, le porgo alla biondina bergamasca (spero che non siate di BG o che, comunque non vi offendiate, ma che brutta cadenza! Che brutta lingua!!!!) che però non afferra... ha lo sguardo perso e perplesso fisso sul terminale... ho un brutto presentimento. Si lascia sfuggire un "che cazzo succede?" ma non mi scandalizzo, anzi, vorrei dirlo uguale anche io, ma con tono diverso.
Guarda la collega mora, parimenti impanicata, che sta già chiudendo tutti i programmi e riavviando il pc. Lancio lo sguardo oltre e vedo diversi operatori della biglietteria in piedi. Tutto impallato.
Torno ad osservare il terminale della bergamasca mora e noto l'inconfondibile marchio: Windows 98... ora mi è tutto più chiaro.
Ma non importa, siamo in ferie!
Per fare un appunto: io lavoro in una ditta di informatica. Se da noi "cade" un server non causa alcun danno grave a nessuno. Eppure, in dieci minuti il problema è sicuramente risolto. Ebbene, sono crollati TUTTI i database della biglietteria di un aeroporto?! E dopo quaranta minuti circa ancora non si trovava nessuno al telefono. Finché, con somma disperazione delle giovini bergamasche in gonnella, viene loro comunicato di iniziare a fare i biglietti a mano.
Vabbeh, almeno noi siamo in ferie!
Salendo sull'aereo mi rendo velocemente conto che la mia prenotazione dei posti, con questo "piccolo" disguido, è andata a farsi benedire... forse si è imbarcata sul volo per Lourdes.

Alla fine, partiamo con due ore e 10 minuti di ritardo e la convinzione del "Non importa, siamo in ferie!" comincia a vacillare. Ci sostentiamo con piccoli orange juice a porzione singola (come direbbe Palahniuk) a pagamento.


Arriviamo di notte a Dublino. Sbrighiamo le formalità e ci avviamo verso la nostra mitica Panda nel parcheggione Hertz.
A Bergamo avevo caldo, pantaloncini e maniche corte. In aereo l'aria condizionata mi aveva già messo a dura prova... ma nulla poteva prepararci al gelido vento notturno d'agosto di Dublino. Prima di fumarci la sigarettinarilassamentodifinevolo estraiamo dalle valigie un paio di maglie.
Poi, giunti al pandino, dopo qualche girotondo, che poteva sembrare una danza propiziatoria, io e Paturnia riusciamo a sederci sul sedile giusto. Io alla guida, a destra e lei a sinistra. Sono confuso, spiazzato... cerco la cintura di sicurezza alla mia sinistra rischiando di accecare la mia compagna di viaggio. La chiave però si infila, ovviamente, comunque a destra. I pedali sono lí... un po' distanti tra loro, ma trovarli mi da sicurezza. Quasi mi fratturo le nocche sulla portiera cercando le marce con la mano destra. Poi, con ostentata sicumera, partiamo.
Dagli indecifrabili acuti versetti del passeggero, deduco che sto lambendo le macchine parcheggiate alla mia sinistra... ho preso con troppo entusiasmo le indicazioni di guida a sinistra. Ahhhh, sono agitatissimo. Il pandino curva più della mia, frena più della mia, la frizione reagisce meglio e tutto il mondo è rovesciatooo!
Mi rendo conto di essere un grave pericolo ma va tutto bene, imbocco la superstrada verso il centro di Dublino e pian piano la guida all'inglese acquista un senso. Diversa la storia quando si entra in città e vengo circondato da taxi, che però, per mia fortuna, reagiscono con pazienza e disinvoltura. Con un frullato di culo ed intuito raggiungiamo la zona dell'hotel. Si mette subito alla prova il mio inglese con una coppia, presumibilmente spagnola (ma a Dublino ci sono irlandesi?), ubriachissima che tra una chiacchiera ed un'altra e diverse alitate alcoliche dentro la macchina ci indicano una possibile via.
Infine troviamo la via del parcheggio vicino all'hotel. La imbocco e sono in pieno Temple Bar, me ne accorgo soprattutto quando un turista (sarà stato italiano, ci giurerei) seduto per terra vicino all'Oliver St. John Gogarty mi scaglia una bottiglia vuota sul vetro. Ma i blindati della Garda (la polizia irlandese) ci fanno un baffo alla Panda, che incassa e sorride. Siamo moralmente e fisicamente distrutti. Fa freddo, abbiamo ventimila bagagli a testa (ok, di meno... però sembravano tantissimi...) e non troviamo l'hotel, che deve essere lí, ma che comunque nessuno conosce. D'altronde anche i buttafuori probabilmente sono stranieri.
Reception ed infine ci trasciniamo in stanza... che non è niente male, con la vista sul Liffey. Era tardi, tipo le 3 di mattina, quindi presumo che siamo andati a dormire. Se, sfiniti, abbiamo girovagato per Temple Bar... io non lo ricordo.

Ora mi dovete perdonare. Gli intrepidi che sono giunti fino a questo punto, si renderanno forse conto che il poema letto finora descrive gli avvenimenti di poco più di mezza giornata facente parte di un viaggio lungo ben 18 giorni. Sono consapevole inoltre del fatto che potrebbe non interessarvi alcunché di quel che scrivo. Ma d'altra parte, io scrivo perché mi diverte, perché rivivo momenti per me unici e perché voglio condividerli con i miei amici. Poi, in fondo, Desmentera si è assunta le sue responsabilità quando mi ha chiesto di partecipare! ;)
Infine vi prometto di provare ad essere un poco più conciso e limitare il racconto a ciò che potrebbe risultare più interessante... ma sappiamo tutti che è una promessa vana. Una di quelle tipo "domani smetto...", "sí, mi metto a dieta..." oppure "ok, domani niente Guinness...".

3 agosto

Prima sveglia irlandese. Oggi si cammina... dove, non so.
Siamo in hotel, quindi niente breakfast inclusa. Io senza breakfast divento una belva, troviamo un posticino carino per mangiare qualcosa, non prettamente irish, ma almeno la gentil consorte può cibarsi come un homo continentalus. Io ho il mio primo approccio con il bacon mattutino... una figata. Giusto cosí, per preparare il mio fegato a giorni di fuoco.
Durante la colazione decidiamo le varie mete della giornata. Iniziamo dal Dublin Tourism Office cosí almeno ci facciamo un'idea dei prezzi e di dove andare, prendiamo qualche minimappa, qualche info, un milione di volantini e partiamo con il Trinity College. La sola idea di poter studiare qui mi fa venir voglia di laurearmi in qualsiasi cosa. Se trattasi di materia avente a che fare con la Guinness, meglio ancora.
Qualsiasi descrizione del luogo non gli renderebbe giustizia... sarebbe tutto tempo sprecato. In questo come in moltissimi altri siti visitati in queste vacanze, l'unico modo per capire è essere lí.
Visitiamo il parco e ci godiamo le pagine capolavoro del Book of Kells. Saliamo poi nella Long Room della Biblioteca del College e, non scherzo, mi sono commosso. Ho sempre avuto un debole per i libri antichi e per un certo tipo di biblioteche. Inoltre mio padre fa il rilegatore di libri e da piccolo passavo il tempo nel suo laboratorio tra vecchi libri, ago e filo, caratteri di piombo, odore di colla (no, non la sniffavo)...
Le foto, giuro, non rendono giustizia alle sensazioni provate camminandoci.
A contribuire alla mia commozione in questa sala si può vedere in una bacheca una splendida arpa che trasuda storia e musica.
(traduco io quindi non fate caso alla forma)
"L'arpa è la più antica d'Irlanda ad essere sopravissuta, ed è probabilmente risalente al XV secolo. In legno di quercia e salice con le corde in ottone. Come emblema dell'antica società bardica, questa è l'arpa che appare sulle monete irlandesi. L'attribuzione a Brian Boru, l'Alto Re d'Irlanda (morto nel 1014), è leggenda."

Pomeriggio ci spariamo la National Gallery, davvero interessante ma le gambe iniziano a fare giacomo giacomo (erano sei piani o ricordo male?). Si resiste fin davanti al General Post Office e al dirimpettaio Monument of Light.

Vagabondiamo per le strade, ogni tanto ci fermiamo per capire dove siamo. Leggiamo la guida. Siamo felici, un po' persi... direi... ebeti. Sì, ebeti rende l'idea, probabilmente Paturnia quando leggerà mi vorrà picchiare con un grosso randello, ma credo che l'ebetudine meglio descriva il nostro stato in quella giornata.
Mentre passeggiamo, in silenzio, guardandoci in giro, sbattacchiando qua e là, incrociamo un'altra coppia italiana con il nostro stesso sguardo.
Lei però, è folgorata sulla Grafton street, un bagliore di comprensione nei suoi occhi ebeti, ha come un fremito, si risveglia dal torpore per un attimo, abbraccia il ragazzo e gli dice

"Didiiiii! Siamo in Irlandaaaa!"

ed è stato come se lo dicesse a me.
Cazz... siamo in Irlanda?!
Sí, siamo in IRLANDAAAA!
Solo ora comincio a rendermene conto... meglio tardi che mai.

La piena consapevolezza giunse al primo sorso. Sera, Temple Bar, delirio, festa... anzi, craic, come lo chiamano loro. "A paint of Guinness, please". Ci mettono il tempo giusto a spinarla, tutti, non sbaglia nessuno, imparano da piccoli credo. L’Irlanda ha abolito la pena capitale nel 1990. Prima, secondo me, la davano a chi spinava male la guinness.
La mia espressione... avete presente quella di Kevin Spacey, in American Beauty, mentre osserva Mena Suvari nuda in un mare di petali di rosa? Ecco. Precisa. "Spec-ta-cu-lar."

Vado a dormire con tre o quattro pinte di Guinness in corpo ma sono in forma. Probabilmente le mie capacità di mimetizzazione mi hanno mutato. Il cangiante Aenima è cangiato nell'irish Aenima. Ok, non esageriamo.

4 agosto

Ecco, lo sapevo che avrei dovuto scrivere tutto subito. È passato cosí tanto tempo che fatico già a collocare i giorni e i luoghi visitati. Seguirò l'ordine delle foto, una mappa ad immagini.

Temple bar di mattina, tutta un'altra cosa, ma pur sempre un quartiere di grande fascino. Entriamo in un nonsocosa (bar, caffé... boh) e facciamo colazione e il cangiamento diventa definitivo: ordino full irish breakfast!
Per quanto "tradizionale" possa essere, ognuno ha la sua versione. Come prima irish breakfast mi arrivano due fettone di bacon, french toast, burro, uova strapazzate, patate fritte a cubetti con la cipolla... il tutto condito con cappuccino e succo d'arancia. Mi faccio schifo da solo, ma sono felice e mangio tutto provandoci proprio gusto! Paturnia è leggermente disgustata, ma mi lascia fare.

Oggi è nuovamente la volta della Grafton st. e delle traverse e parallele. Poi la Christ Church Cathedral, bellissima, con le sue macabre reliquie... il cuore di San Lorenzo O’Toole, il gatto e il topo mummificati trovati in una canna dell'organo, la cripta...

Ora si va al Dublin Castle (chi conosce Dublino capirà quanto contorti e casuali siano i nostri obiettivi, privi di una qualsiasi linearità spazio-temporale, ma che volete... si decideva al momento... ad istinto!).
Ci godiamo molto la visita guidata obbligatoria. Per fortuna c'è in italiano. Poi scopriamo che si tratta di una ragazza spagnola che conosce abbastanza bene la nostra lingua. Il risultato è divertente e piacevole. Infilava ovunque l'avverbio "concretamente", qualche s quà e là, alcuni problemi con gli ausiliari, ma lei è spiritosa ed alla fine risulta tutto comprensibile. Il castello è curioso ma, effettivamente, senza una guida che ti racconta tutti i retroscena di ogni oggetto e stanza, non credo varrebbe una visita.

A quest'ora non possiamo visitare più nulla, quindi in una sorta di metafora di Forrest Gump, se ti fermi sei morto, continuiamo a camminare e perlustriamo un bel (bello davvero!) centro commerciale sempre nei pressi della Grafton st..

Sera... riscopriamo Temple Bar, riscopro la Guinness...

Rileggendo mi accorgo che potrei fare la figura dell'alcolista. Per carità, non è che mi offenda, ma non vorrei si pensasse che stavamo per ore sul bancone di un pub a tracannare guinness senza fare altro! Cambiavamo pub, ascoltavamo musica, chiacchiere, guardavamo e ascoltavamo gli innumerevoli e mediamente eccezionali artisti di strada, si passeggiava, si osservavano le persone... e poi, sí, ogni tanto bevevo qualche pinta...

Di ritorno all'albergo incrociamo una coppia che attacca bottone. Una cosa fuori dal mondo in Italia, ma lí tutti parlano con tutti, ci si ferma per strada per scambiare due parole, per raccontarsi parte della propria vita, per fare conversazione. Questi due in particolare sono bellissimi, ma proprio tanto. Ci presentiamo ed iniziamo a parlare. Lui è franco-irlandese e si chiama Malachy. Ora, dovete sapere che in quasi ogni sito e ogni guida che tratti di Irlanda viene citato "Le Ceneri di Angela" libro e successivamente anche film di grande successo del quale, a dirla tutta, non conosco la trama. Fatto sta che Malachy è uno dei protagonisti. Alché io me ne esco con "Ahhh, Malachy... like the one of..." e non mi veniva Angela's Ashes... e lui mi interrompe dicendo "Don't say that fucking movie!! Don't say it!!" e capisco che non apprezza e che probabilmente sono la centomilionesima persona che glielo dice. Comunque due risate ancora e ci si divide. Lui bacia Paturnia ma io non bacio la bellissima perché ho paura di saltarle addosso e credo risulterebbe sconveniente... persino in Irlanda.

5 agosto

Dublinia, museo "interattivo" medievale, dove mi faccio scattare una foto con la chain mail in testa che d'ora in avanti sfodererò prima di ogni seduta di Dungeons & Dragons!
Poi St. Patrick Cathedral (bellaaaa) e si parte, per l'ignota Irlanda!
Scattiamo un'infinità di foto orribili col finestrino chiuso, ma i primi scorci di paesaggio irlandese ci affascinano troppo. Vorrei fotografare anche il guard rail! Vorrei scendere dall'auto e conoscere i nomi di ogni vacca pasturante ed assaporare con loro la verde erba irlandese. Ma la strada ci chiama e ci ricorda anche di stare a sinistra... ma non troppo!
Ci avviciniamo infine a Cork e alla prima esperienza di Bed & Breakfast irlandese. Decidiamo di provare a cercare un B&B fuori città per pagare meno e per goderci il panorama. Ci perdiamo in stradine di campagna e piccoli villaggi che sembrano essere casette vacanza (invidiaaaa). I bambini giocano felici nei prati e sulle stradine private. Imbocchiamo centottanta volte delle strade chiuse ed ogni volta dobbiamo ripassare davanti a due bambine che si improvvisano vigili urbani ed ogni volta ci intimano l'alt. Speriamo non vogliano dei soldi...
Il fascino delle case, dei paesaggi e delle strette vie alberate comincia a scemare, oppresso dalla stanchezza, dal fatto che sta diventando tardi e dal fatto che non riusciamo ad uscire da questo dedalo in cui non esistono B&B.
L'unica strada non provata è quella che porta a Cork, naturalmente.
In città, stessa storia, finché non imbocco una strada completamente a caso e mi fermo davanti ad un pub, dove mi indicano una via piena di B&B. Bastava chiedere. La troviamo questa via e troviamo anche la stanza, dopo qualche tentativo. Mi apre un signore anzianotto, che assomiglia terribilmente ad un attempato Mr. Been, ma con una vellutata e pacata voce da serial killer. La dinamica moglie, che mi fissa il tatuaggio con uno sguardo leggermente schifato, ci fa vedere la stanza. Accettiamo, è carinissima!
Mentre Paturnia si doccia io scendo e i fantastici vecchini mi invitano nel loro salotto a guardare la tv e fare conversazione. Mi da una mappa, il biglietto, mi spiega un paio di cose e poi si parte. Cork non è male, ci sono dei particolari affascinanti, ma, a dirla tutta, non restiamo abbagliati dalla sua bellezza. Girare per il centro la sera è divertente, ma il craic è contenuto. È che ci viene naturale confrontarlo con quello di Temple bar dove abbiamo passato le due sere precedenti e, ovviamente, non c'è paragone. Però ci si diverte!
A Cork fanno la Murphy's. Quindi a cena opto per lei. Ma mi portano una scura in un bicchiere della Guinness e mi vengono i dubbi. Il sapore mi pare diverso, ma potrei essere semplicemente condizionato... alla fine mi convinco di aver bevuto Murphy's e decido che la Guinness mi piace di più. Oh! Ogni tanto ci vuole una presa di posizione!

... continua... 
by StrangelAenima | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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mercoledì, 21 giugno 2006
Le avventure del cangiante Aenima - II

Aenima viaggia da solo. Concerto Tool, Milano. Yeeeah.

Lunedí 19 giugno 2006 mattina

Svegliaaaa! Ripeti. Svegliaaaa! Ripeti. Svegliaaaa! Ripeti. Poi mi sveglio... credo.
Esco sul balcone per vedere il tempo. Una camionetta dei vigili del fuoco aspira acqua dai garage. Il vecchino spaccamaroni (che tutti i condomini hanno) sbraita ma non capisco cosa e tantomeno a chi. Buongiorno anche a voi.
Rientro e faccio colazione.
Gnam nutella e la vita mi sorride.

Lunedí 19 giugno 2006 13.XX

Panico. La biglietteria automatica della stazione mi dà posti esauriti sui treni direzione Milano di tutta la giornata. Sto già programmando un viaggio stealth camuffato da samsonite rigida, quando la gentile signora allo sportello mi risolve la vita e mi dice che la biglietteria automatica dice "Posti esauriti" su tutti i treni provenienti dall'estero perché non può conoscerne la disponibilità.
Geniale, complimenti.

Lunedí 19 giugno 2006 14.XX

Primo treno, direzione Verona... dormicchio, ma il mio vicino, un giovine alternativo austriaco (o altoatesino valligiano) studia spagnolo, fa esercizi e contemporaneamente si spara in cuffia musica tradizionale spagnola. Un corso intensivo degno di "Arancia meccanica". Si agita di continuo, tra scartoffie e ritmo español. Arrivo comunque sano e salvo alla stazione di Verona.

Lunedí 19 giugno 2006 15.XX

Cambio, nuovo treno, nuovi compagni di viaggio. Questo treno è a scompartimento, il che ti permette di avere un rapporto più intimo con quelle persone a porzione singola (citazione... me la ricorderò giusta?) che condividono il tuo viaggio.
Ho difronte un fervente cattolico puritano sulla trentina.
Al mio fianco una ragazza orientale con dei piedi orrendamente inariditi, che non capisce una mazza ma paga ugualmente la cifra che il controllore le chiede, senza battere ciglio (zen?).
Nella mia fila, al finestrino, un'adolescente trendy molto 3msc e difronte a lei uno che è appena uscito da "F.B.I. Protezione testimoni". Un killer in piena regola, e, secondo me, pure bravo. Si chiamerà Flippy Garofano? Bubi Orchidea? No, si chiamerà Butch, semplicemente Butch. Non ci posso credere, anche lui studia spagnolo?! E che è? Forse è perché il suo obiettivo è spagnolo e sta imparando la frase di rito prima di piantargli una pallottola in mezzo agli occhi. "Es tiempo de morir" bang!
Comunque dev'essere un segno, altro che Irlanda quest'estate. Fanculo i progetti, andrò a Pamplona a farmi incornare per strada dopo aver strizzato le palle ad un toro. Olé!
Il cattolico mi guarda malissimo... sarà il tatuaggio che lo mette a disagio o la potente aura di paganesimo che emano? Forse è solo invidioso che ho tutte queste belle cose da scrivere sul cellulare e degli amici a cui spedirle... probabile, visto che, alla formulazione di questo pensiero, estrae il suo motorolone e finge di scrivere a qualcuno.
La cinese ad un certo punto si alza. Dovrà uscire? No, secondo me è andata a cercare il controllore per riscattare la macchia sul suo onore. Oppure è andata a fare seppuku nel cesso... che fine triste.
Manco a farlo apposta il suo posto viene occupato da un signore cinese (metamorfosi?) che apre la porta e chiede sorridente "C'è tempo?" indicando il posto vuoto. Io gli dico cortesemente di sí, mentre il cattolico lo sputtana per la sua ignoranza. Resto sbalordito ed incapace di dare forma ai miei pensieri omicidi. Intanto conto i soldi per vedere se posso pagare il killer per ucciderlo, ma i soldi mi servono per il concerto. Gli è andata bene... questa volta.

Lunedí 19 giugno 2006 17.XX

Scendo dal treno air conditioned sapendo già quel che mi aspetta: la malefica stazione di Milano Centrale e la sua afa opprimente. Mi liquefaccio e, sfruttando la pendenza, scorro lungo le fughe dei mattoni del pavimento fino ad uscire dalla stazione. Mi fumo una sigaretta nel piazzale e osservo inorridito il pirellone. Ecco, ho assunto la mia dose di belle arti.
Scendo a prendere la metropolitana dove le belle arti si sprecano. Non faccio in tempo a focalizzarmi su nessuno dei miei compagni di metro, tutto troppo milanese. No, non impanato, solo troppo frenetico.
Trovo l'autobus che mi porterà al forum ed improvvisamente mi sento vecchio. Ma come? Tutti questi ragazzini che ascoltano i Tool?! Poi arrivano altri vecchiardi come me, e capisco che, semplicemente, se la sono presa più comoda.
Su questo pullman ci sono dodicimila ragazzi circa che vanno al concerto e due persone che non ci vanno. Ovviamente li becco io. La signora al mio fianco: "Ma che concerto c'è?" "I Tool" rispondo educatamente sapendo già che non li aveva mai sentiti nominare. "Con tutta sta gente pensavo fosse, non so, Sting, Ramazzotti!" "No, signora, è... un altro genere.". La ragazza difronte a me, una manager in carriera fallita, ma con la stessa faccia da culo, mi fa sapere che lei va al forum perché deve essere pagata per il concerto dei nonmiricordo (io intanto penso per cosa doveva essere pagata) mica perché gli piacciono i Tool. Ma brutta stronza, ma ti pare che con quella faccia e quel tono lí mi dici che, sí, vai al forum, ma figuriamoci se vai a vedere quelli lí che non ti piacciono per niente??? Ma cazz, ho una maglietta con l'enorme scritta tool chiaramente leggibile, ma ti pare?!
Mentre mi pento di non aver chiesto il numero di cellulare del killer, l'autista urla "Questa fermata è per il forum!" e la mandria esce.
Collasso sotto al forum in attesa dei camperisti del lunedí, Desmentera e Dallith, che si sono fatti inghiottire dal traffico tangenziale.

Lunedí 19 giugno 2006 19.XX

Che attende fuori dal forum c'è un pò di tutto: un ragazzo con i pantaloni corti e 6 (li ho contati) ferri che gli escono dalla tibia e formano una complicata impalcatura, un clone di James Hetfield da giovane, ragazze dark, metalluse, strafighe (genere che trascende il genere), magliette dei Tool, degli APC, dei RATM, di niente e persino un tizio con la maglietta dei Blind Guardian (un mio caro amico patentato thrash classic metal lo avrebbe punito a colpi di morning star per aver tradito il vero metallo andando ad un concerto cosí "pop" come quello dei Tool... fuck bastard!), ovunque ti muovi un delicato profumo di erba spinella, imprecanti spazzini mediorientali, e molto altro...
In breve capisco perché un banchetto abusivo vende a peso di platino lo spray antizanzare. Ma quella è la tangenziale o è un naviglio?! Ne porterò i segni ancora per qualche giorno... prudeeeee!
I torinesi sono arrivati, baci, abbracci, sidro, sigarette artigianali, insalata di pasta e siamo pronti per il concerto.

Lunedí 19 giugno 2006 20.56

Siamo dentro, c'è parecchia gente. Decidiamo di stare sotto nella calca, ma non eccessivamente pressati. A parte un capellone altissimo, vediamo bene il palco... attendiamo.
Sono teso, carico.
Poi arrivano.
I Tool. James Maynard Keenan.
Sublime.
Eccezionale.
Spettacolo.
Grandissimi.
Sono presissimo, ad un certo punto dice qualcosa tipo: "dopo la prossima, goodbye" ed arriva, finalmente... erano anni che l'attendevo: Ænima.
Sono posseduto come un santone messicano durante un rito in preda al peyote.
Canto, urlo, agito le braccia, salto.
Poi finiscono e se ne vanno, sono soddisfatto oltre ogni aspettativa.

Lunedí 19 giugno 2006 23.XX

Il concerto è appena finito e mi rendo conto improvvisamente di aver sudato peggio che in una pubblicità di integratori salini. Mostro la panza sudata a tutti... 'zzo mene... e ci dirigiamo verso il merchandising ufficiale (molto ma molto più bello di quello fuori) per scoprire che le t-shirt costano 30 euro e i cappellini pure! Sanno che ci sono tanti rintronati come me, che se tornano a casa senza, se ne pentono per i prossimi dieci anni. Cosí opto per la maglia a manica lunga, che è anche la più bella, per 40 euri. Panza al vento, chiedo una L che potrebbe quasi starmi stretta. La tizia mi dice che non ce l'ha e mi chiede "S o XL?"... non so se sentirmi lusingato o preso per il culo. È tardi e non me ne preoccupo. Mi prendo la XL e usciamo dall'infernale forum.
Fuori fanno una specie di festival latinoamericano... sarebbe la degna e perfettamente naturale prosecuzione del concerto, ma, chissà come mai, optiamo piuttosto per sederci sull'asfalto del parcheggio davanti al camper e alla tangenziale. Ce la chiacchieriamo allegramente...

Martedí 20 giugno 2006 03.XX

Il festival sembra volgere al termine ed assistiamo alle più assurde scene di delirio collettivo che si possano vedere in un parcheggio. Una dozzina abbondante di tracagnotte ragazze e signore camminano in bilico sugli altissimi tacconi e, non sazie del ritmo latino, cantano in coro tutti gli ultimi grandi successi latinoamericani improvvisando danze. Una sorta di freestyle alla 8 miles sudamericano. Eminem dovrebbe imparare da loro.
Poco dopo altre tre discutono animatamente se sia meglio la salsa o la bachata o chessó io.
O gli amanti del latinoamericano si divertono con poco oppure questi avevano bevuto davvero molto: un ragazzo che aveva una trombetta di plastica continuava ad infilarla nel finestrino aperto dell'auto degli amici e suonare. Cosí avanti per minuti, prima nel finestrino del passeggero, poi in quello dietro, poi nuovamente davanti... e gli amici dentro l'auto ridevano e ridevano. Avevano il motore acceso ma a nessuno è venuto in mente di accellerare ed andarsene o semplicemente tirare su il finestrino. Ridevano. Misteri della bachata.
Mentre mi fumo la u.s. vedo una ragazza che cammina a passo tanto spedito quanto barcollante tagliando il parcheggio per lungo. Sarebbe stata anche carina se non avesse avuto quel passo da camionista ubriaco e se non avesse continuato a tenersi la patata a due mani. Si rende conto di aver seminato gli amici e smarrito l'auto cosí torna indietro. Prima urla, quasi ridendo, che le hanno rubato l'auto, ma nessuno le crede... i suoi amici sono piegati dalle risate. Poi corre con un suo amico (??) dentro un cespuglio a pisciare... non voglio sapere. Sono passate le quattro... è ora di nanna.

Quando anche le risate e le chiacchiere cedono il posto al sonno, arriva lei. Con un dolore lancinante alla caviglia ed un bruciore da marchio a fuoco, capisco che Essa ha colpito. Il suo ronzio è fastidiosissimo, le dó la caccia tentando di non scuotere troppo il camper altrimenti Desmentera mi cade di sotto e, come ha detto lei, si divide a metà. Alla fine non la trovo più, la maledetta, ma nel suo veleno deve esserci anche una dose di potente sonnifero e torno a dormire. Mi addormento sconfitto.

Martedí 20 giugno 2006 07.56

Qualcuno bussa alla porta del camper. Sbircio dalla finestrella mentre Desmentera si cala dal letto e va ad aprire. Si tratta di un buffo ometto anzianotto che presumiamo sia l'uomo delle pulizie del parcheggio. "Tra cinque, massimo dieci minuti chiudo la sbarra!". Azz... a velocità record ci attiviamo e cinque minuti dopo siamo in un altro parcheggio pronti per attendere che il centro commerciale apra per farci fare colazione.
Anche questa è un'esperienza nuova: solitamente arrivo poco prima che gli esercizi chiudano. Non mi era mai capitato di dover aspettare che qualcosa aprisse.
Colazione spettacolo, mini-shopping, baci, abbracci, saluti, ci vediamo presto e mi ritrovo alle 10 e qualcosa alla rotonda del forum.
Inizio a valutare la situazione.
Trovo una fermata dell'autobus ma credo sia quella che mi ha portato qua, quindi deduco che non vada esattamente bene per tornare indietro. Ne cerco un'altra, mentre consumo parte della mia acqua per il viaggio bagnandomi la testa. Infine raggiungo il capolinea e scopro (grazie signora del bar se dovessi mai leggere!) quale autobus prendere.
Sono sporco e sudato, reduce da un concerto, in una città "straniera", con una grande borsa a tracolla che aspetto un autobus, fa molto "on the road" e per rispettare questa mia sensazione non cerco un biglietto e viaggio senza.

Martedí 20 giugno 2006 11.XX

La mia vicina di metro a porzione smilza legge dei fogli stampati da internet sul buddhismo, ma hanno un taglio troppo commerciale ed abbandono la lettura.
Un ragazzo orientale si siede difronte a me e medita... o dorme? Non so, ma mi sta mettendo sonno, il bastardo. Mi ripiglio in tempo per scendere a Milano Centrale, trovo un treno e mi appropinquo.

Martedí 20 giugno 2006 12.XX

Nessun personaggio allegorico su questo treno. Solo una ragazza fashion che studia il "matrimonio canonico", indossando gli occhiali da sole, ma non mi ispira nessuna poesia.
Mi correggo... è appena entrato un bambino posseduto da Brunga. Se non la smette mi trasformo nel principe stellare e gli saltello sulla testa... boing boing.
Ma forse è meglio che dorma... 'notte.

Martedí 20 giugno 2006 14.XX

Cambio a Verona. Su quest'ultimo treno mi trovo dirimpetto ad un guerrigliero pensionato dell'EZLN agitato. Non penso che un eurostar possa simboleggiare il capitalismo imperante... quindi mi tranquillizzo. Al limite mi trasformo nel Subcomandante Marcos e lo convinco a non farci esplodere.
Nella fila accanto c'è un ragazzo emo che dorme triste... molto emo. Ed un uomo trekking afghano che reputo innocuo. Una compagnia comunque migliore della vecchina trentina che non smette di parlare, qualche fila più avanti. Alla peggio, se alza ancora il volume di voce, mi farò una cultura sulla vita rurale dei campi trentini durante la grande guerra.

Martedí 20 giugno 2006 14.XX

Delusione. Il guerrigliero beve coca cola light... mannaggia, quanti compromessi.
Il ragazzo emo si è messo a russare a trombetta da stadio, svegliando l'afghano montanaro... troppo emo!
Squilla il cellulare del tarchiato zapatista venduto. Risponde "Pronto? Pronto? Mi sente? Pronto? Sono in tr... pronto? Sono in trenooo!" mette giù... squilla un altro cellulare che tira fuori da un'altra tasca del suo gilet da battaglia in dotazione ai ribelli del Chiapas. Stessa storia... una volta riagganciato, boffonchia qualcosa e mi guarda imbarazzato. Sorrido elegantemente e mi tuffo nella lettura.

Martedí 20 giugno 2006 15.XX

Eccomi giunto a destinazione. Mi sento come un pinguino introdotto illegalmente nella fauna bolzanina. Infatti fa schifosamente più caldo che a Milano, giuro! Un termometro, rimasto all'ombra tutto il giorno, segna 31 gradi e sono sicuro che è un moderato.
Scopro che a casa mia, a causa dell'allagamento dei garage, non c'è l'acqua calda. Fanculo... vado a farmi la doccia dai miei, cosí scrocco anche la cena.
Il mio scooter è sprofondato nel catrame liquefatto e pende pericolosamente come una moderna torre di Pisa.

Sono l'ultimo uomo-pinguino sulla faccia della terra e mi sto per squagliare.
Sono un pinguino in estinzione,
ma un pinguino che ha visto il concerto dei Tool...
posso evaporare felice.
Hasta la vista.

venerdì, 31 marzo 2006
Le avventure del cangiante Aenima

L'altra sera ero al parco con il cane. Come ogni sera.
La nota stonata in questa rassicurante costanza, fu un oggetto non identificato che a distanza descriveva un'orbita circolare nel terreno avanti a me.
Uno squalo? Non c'era acqua...
Un alieno? Può essere...
Magneticamente attratto, mi avvicinai, riuscendo ad avvertire dei suoni, prodotti proprio da quella creatura.
Un'orsetto del circo su un monociclo?
Noooo, molto peggio!
Era un giovin ragazzo hip hop su di una BMX. E i suoni prodotti erano parole, italiane, senza alcun significato apparente.
"Parlava da solo? Ma è scemo?" A quest'ultima domanda, risposi molto velocemente.
Accorciai ancora le distanze per poter udire meglio i suoni gutturali emanati dalla creatura. Essa aveva gli auricolari, stava dunque ascoltando della musica e ripetendo le parole della canzone?
"Impossibile!" mi dissi. "Nessun cantautore poteva scrivere simili panzane. E spero che il ragazzo non stia cercando di imitare la voce, perché è mostruosa ed innaturale!"
Cercai di mettere insieme delle parole per formare una frase di senso compiuto:
"vdrai che s-n csí vcinooooooo, csí vcinooooooooooo" "sfogliami l'anima" "solonbnbi-nooooooooo" "dntr na scatola"
... che fosse la storia di una cipolla?
E poi
"frà"
"frà"
e ancora "frà"!
Quella parolina mi rimbombava nella mente e fu come per Hulk un'ondata di raggi gamma. E proprio come Hulk subii una mutazione! Ma non divenni verde.
I miei jeans divennero elasticizzati e strettissimi, tanto che mi faceva male il pac... il polpaccio.
Il parka divenne un pesantissimo chiodo che mi abbassò le spalle di un paio di centimetri. La maglia divenne una t-shirt puzzolente e bucata degli Impaled Nazarene con sangue, morti, demoni, peste, carestia, devastazione, caproni che sodomizzano angeli e pentacoli rovesciati. La mia voce si abbassò di due toni, provenendo direttamente dal fondo dell'inferno più nero.
Mi crebbe un pizzetto da capretta svizzera e capelli nuovi che non avevo più da anni. Mi raggiunsero in lunghezza metà schiena e, ovviamente sciolti, mi stavano davanti al viso per donarmi un'aria truce e per permettermi un violentissimo headbanging.
La mia delicata e fine fedina d'argento divenne un drago alato d'acciaio inox che copriva tutto l'anulare e prendeva assieme la prima falange di tutte le dita della mano. Scoprii che fungeva anche da accendino.
Persino Lillo, il mio cagnolino, subí una metamorfosi trasformandosi in un bellissimo lupo grigio con gli occhi azzurri che fa molto lyric epic power swedish metal!
Una furia incontrollata stava crescendomi dentro, che venne sfogata solo in minima parte da un potentissimo scream che fece esplodere i pneumatici della bici del bimbo hip-hop. Esso fece per rialzarsi dopo la brutta caduta, ma si bloccò in ginocchio perché in quel mentre...
... giunsero...
... gli spiriti...
dei Signori del Metallo Pesante!

Indicai a nord pronunciando queste parole di saggezza:
"Suddenly A Gust Of Wind Come Up From The North. There Appeared A Lone Rider, Holding A Sword Of Steel."
Giunse lo spirito a cavallo ed entrò in me (non vi dico da dove).
Indicai poi a sud: "Then From The South Came Another, Bearing A Battle Axe." e un altro.
Da est:" From The East Came A Third, Holding A Spiked Club" questo con la mazza puntuta fu quello che mi fece più male entrando e per ultimo da ovest: " And Finally, From The West A Rider Who Wielded A Great Hammer Of War".

Ora che i Quattro Signori Supremi Indiscussi del Metallo Pesante mi avevano posseduto, il destino del bimbo era segnato.
Iniziai a camminare lentamente mentre i quattro Re del Metallo, utilizzando il mio corpo come cassa acustica, recitavano la Preghiera del Guerriero:
"Gods of war I call You. ..." "Cover me with death if I should ever fail!" detto questo saltai addosso al ragazzo yo-frà-yo coprendolo di cazzotti ed intervallandoli ognuno con una PPMP, Parola di Potere del Metallo Pesante:
"Glory!" pim,
"Majesty!" pum, 
"Unity!" pam!!!
"Hail!" sbram
"Hail!" crack
"Hail!" crunch

Epica giustizia fu fatta.
by StrangelAenima | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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