venerdì, 28 settembre 2007
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                      LIBERTÀ                       
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                          
                                                           
giovedì, 27 settembre 2007
Entro lunedì devo svuotare la casa, poi si inizia.
La tristezza dei muri vuoti con i chiodini che spuntano è davvero incredibile. Sono al pc rimasto indenne come uno scoglio dopo una tempesta. No, non dopo. Durante.
La cantina è quasi piena, fosse vino almeno.
Sarà un bel fine settimana il prossimo.
E i giorni a venire ancora peggio, relegati nello stanzino dalla mamma, io, lui, due cani e il gatto. Con i miei genitori. Posso scappare?
In vista della tragica evenienza è stato prontamente installato sul mio vecchio laptop (che prima funzionava come un macinacaffè) il fantastico sistema operativo Ubuntu che, a differenza degli altri GNU/linux riesce a convincere anche un utente di scarso livello come me. Anzi non solo mi convince. Mi piace un sacco!
Tutto nuovo e fresco, tutto gratis e legale, un milione di applicativi da provare, semplice e completo. Niente più winzozz per me. Mi basta doverlo utilizzare in ufficio.
Avevo un sacco di paure e remore nel tentare. Ma ora sono entusiasta. Ah, è in italiano, anche le guide.
Io e zio Bill abbiamo chiuso.
W Ubuntu.


domenica, 23 settembre 2007
Giunta alla fase di smontaggio mobili e impacchettamenti vari non so più dove andare a sbattere la testa. La libreria è stata svuotata e riposta amabilmente in cantina.
(Ho dei problemi di feticismo da libro, cioè, magari qualcuno potrei poi anche cestinarlo, per esempio il manuale del trapper... invece no, non posso).
Uno dei due pc di casa è già  barricato in soffitta.
I miei amici orsacchiotti e pelouches (si scriverà così?) rinchiusi in un grosso sacco nero tipo cadavere. Giuro anche di aver sentito provenire qualche lamento da alcuni di loro.
(Ho dei problemi di distacco dagli oggetti, cioè, magari alla mia età gli orsacchiotti potrei... invece no, non posso).
Staccato e impacchettato quadri e fotografie. Troppi.
E devo ancora passare ai vestiti e alla roba dell'università, quintali di oggetti ancora da vagliare e definire, conchiglie del mare del '96, beute e becker delle superiori, sorpresine kinder and much more.
(ho già detto che ho dei problemi di distacco? ecco, sì)
I risultati del fine settimana sono: una nuova eco mai sentita in una stanza, un ragno (E N O R M E) scappato alla cattura che si nasconde dietro l'armadio e la gatta di casa sconvolta dallo spostamento della sua ciotola e, last but not least, la scelta delle piastrelle per il bagno, rivestimento arancio opaco

 

e pavimento grigio scuro, quasi nero.
Il venditore, alla scelta dei colori commenta: "beh, eccentrico..."
Non vedo l'ora di avere il mio nuovo bagno arancione eccentrico!
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domenica, 16 settembre 2007
L'irrequietezza è l'unica cosa che domina da un po' di tempo le mie giornate, sono troppo nervosa per godermi qualsiasi cosa, compio errori sul lavoro, disattenzioni, l'ansia mi stringe in un abbraccio che è tutto tranne che affettuoso. Magari è solo il cambio di stagione, magari sono solo molto stanca, ma è anche vero che io non ho MAI avuto problemi di sonno. Ora dormo male, mi sveglio presto anche quando non servirebbe.
Anatomia dell'irrequietezza, appunto.
Come quello di Chatwin, magari. Almeno avrei da parlare di "nomadismo".
É, invece, il male di vivere che vince a volte il torneo con la resistenza interna ed è duro da ricacciare nella lurida fogna dal quale viene.
E così più che a Chatwin penso a Montale:
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
E, mi auguro da sola,  buona domenica. Magari un gelato e un giro all'aria aperta mi faranno bene. Ieri, la calca comunitaria di porta palazzo ha funzionato. Ho cucinato e ho uno splendido frigo pieno. Sì, sìsì è ora di uscire. :-)
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giovedì, 06 settembre 2007
Mi accingo a fare alcuni lavori in casa.
Una casa che finalmente sembrerà tale e non... quello che è adesso. Insomma una vera schifezza. Quindi passo molto tempo a sentire gente e vedere gente che mi deve fare i preventivi. Il primo preventivo che mi è arrivato constava di 5 punti e in almeno 3 di questi campeggiava la scritta: "prezzo a coLpo".
Come mi devo sentire?
Lo scorso fine settimana l'ho passato in amabile compagnia degli amici bolzanini e, sinceramente, domenica è stata davvero dura andare via.
La sera prima abbiamo mangiato a Chiusa in una pizzeria meravigliosa dal nome illegibile Torggkeller. Nonostante il nome la pizza era ottima, il posto splendido e il prezzo assolutamente onesto.



Prima di entrare alle "botti" siamo andati (oddio forse ero solo io che volevo andare...) a Novacella, abbazia antica sdraiata in un territorio verdeggiante e bellissimo.

Unica pecca l'orrendo interno barocco della chiesa principale. Ma tant'è.
Nel chiostro
e nella cantina invece mi sarei persa a lungo.
Tornata a casa dal fine settimana mi sono trovata catapultata di nuovo a fare un lavoro che non mi piace e per il quale mi sottopagano, con i muratori che cercano già di demolire, ma solo i miei conti e un sacco di stanchezza sulle spalle che i pochi giorni di mare non hanno potuto lenire del tutto.
Spero solo che il tutto non finisca come nel film omonimo al titolo del post.