La collega dirimpettaia di scrivania, lei è nella posizione di grado maggiore e di conseguenza ha il lato migliore, fa capolino da dietro lo schermo e mi sorride con occhi piccoli e naso puntuto. Quando fa così mi aspetto il peggio. E infatti.
lei: "io sabato verrei di nuovo a lavorare, sai il capo..."
io: "beh, uhm oggi è martedì, tutto può succedere."
lei: "..."
Ma questa donna è capace di cose che voi umani [...], infatti, qualche giorno fa la radio in sottofondo sussura (bisogna tenere basso il volume, ma basso eh, immaginate un volume basso, ecco no, dovete abbassare ancora) una pubblicità che dice qualcosa come "potete mangiare, leggere o semplicemente bighellonare di sala in sala" e la mitica collega salta sulla sedia come punta da un insetto e dice sbigottita: "bighellonare??? Ma?? Bighellonare è italiano???" ed io, tentennante dietro i miei inutili occhialini, le rispondo che sì, bighellonare è italiano, certo. Lei non contenta: "ma??? sei sicura?? e cosa vuol dire???"; a quel punto comincia a darmi seriamente sui nervi e così le comunico il significato dell'astrusa parola, girare senza meta, vagare, insomma tutto quello che vorrei fare io invece di stare chiusa con lei dentro una scatoletta di ufficio.
Ma il subdolo folletto maligno non è sicuro, va a controllare su internet mentre io, internamente, la insulto con tutti i numerosi improperi di cui sono capace.
Quando, grazie al cielo, il folletto si placa asserisce: "ah... hai ragione, ma non lo avevo mai sentito da nessuna parte e... beh... mamma mia come sono ignorante ihihihihi", gli faccio gli occhi più dolci di cui sono capace (uhm non molto in realtà) e cerco di trovare la giusta chiusa per questa parentesi di allegrezza.
Sto ancora cercando.
Ma non è sola sulla nave, in pausa caffè qualcuno dice che nel fine settimana andrà sul lago di Como, mestamente (e ultramegasuper banalmente, ma, oh, capitemi) attacco con
"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno..." la collega sorride, il tizio che deve andare al lago mi guarda senza capire (lui può, è giustificato, è romeno e, grazie al cielo, non hanno in programma scolastico il Manzoni) ma il terzo collega, da ora soprannominato "genius", seriamente (sì, seriamente) dice: "eh?".
Penso che stia scherzando e rido, ma poi mi rendo conto che non stava per niente scherzando e sta ancora guardando gli altri con aria interrogativa.
In imbarazzo fischietto e mi allontano.
E camera cafè non è mai stata così vicina.