martedì, 26 giugno 2007
Io e il coniglio stiamo bene sotto la coperta.
Ho scoperto che Frank tiene caldo d'inverno e fresco d'estate.
Sto imparando ad amarlo. E lui, in cambio, mi sorride e mi dice che "andrà tutto bene" e aggiunge "baby".
Un coniglio gigante e una coperta. Anche senza mastercard, non ha prezzo.


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venerdì, 15 giugno 2007
Mi ritrovo, in questi giorni stralunati e dolorosi a non riuscire a vivere. Ma proprio per niente.
E' come se fosse tutto ripiegato su se stesso. Come una grande coperta dalla quale non riesco a liberarmi per respirare. Giro, tocco, mi sposto ma nulla. Non riesco.
Non è affatto un periodo positivo per me. Niente di grave. C'è di molto peggio. Sicuramente. Mille mille mille volte peggio.
Ma ciò non toglie che sto male. Soffro. E non riesco a liberarmi dell'enorme coperta.
Mi piacerebbe fare cose, vedere i miei amici.
Invece sto chiusa qui. A ripiegarmi sotto l'enorme coperta.
E non sono in grado nemmeno di aiutare (o non danneggiare) chi mi sta vicino. Credo di risultare antipatica in questo momento perfino a chi di solito mi tollera con piacere (o quasi). Mi dispiaccio.
Non so come uscire da questa MALEDETTA COPERTAAAAAAAAAAAAA!
Mi chiudo a riccio, escludo porzioni.
Da quanto sto così? Perchè comincio a capire chi si fa di psicofarmaci?
A quando il coniglio gigante?

....hey Frank, amico mio, ciao.
Sì beh, tutto sommato piantare un'accetta in testa a quel tizio non mi pare una pessima idea.
uhm, ok.
no dai mi fai il solletico.
No frank!
Cazzo Frank tornatene da Donnie e vaffanculo ok?.....
by Desmentera | commenti (7) | commenti (7)(popup)
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martedì, 05 giugno 2007
La collega dirimpettaia di scrivania, lei è nella posizione di grado maggiore e di conseguenza ha il lato migliore, fa capolino da dietro lo schermo e mi sorride con occhi piccoli e naso puntuto. Quando fa così mi aspetto il peggio. E infatti.
lei: "io sabato verrei di nuovo a lavorare, sai il capo..."
io: "beh, uhm oggi è martedì, tutto può succedere."
lei: "..."
Ma questa donna è capace di cose che voi umani [...], infatti, qualche giorno fa la radio in sottofondo sussura (bisogna tenere basso il volume, ma basso eh, immaginate un volume basso, ecco no, dovete abbassare ancora) una pubblicità che dice qualcosa come "potete mangiare, leggere o semplicemente bighellonare di sala in sala" e la mitica collega salta sulla sedia come punta da un insetto e dice sbigottita: "bighellonare??? Ma?? Bighellonare è italiano???" ed io, tentennante dietro i miei inutili occhialini, le rispondo che sì, bighellonare è italiano, certo. Lei non contenta: "ma??? sei sicura?? e cosa vuol dire???"; a quel punto comincia a darmi seriamente sui nervi e così le comunico il significato dell'astrusa parola, girare senza meta, vagare, insomma tutto quello che vorrei fare io invece di stare chiusa con lei dentro una scatoletta di ufficio.
Ma il subdolo folletto maligno non è sicuro, va a controllare su internet mentre io, internamente, la insulto con tutti i numerosi improperi di cui sono capace.
Quando, grazie al cielo, il folletto si placa asserisce: "ah... hai ragione, ma non lo avevo mai sentito da nessuna parte e... beh... mamma mia come sono ignorante ihihihihi", gli faccio gli occhi più dolci di cui sono capace (uhm non molto in realtà) e cerco di trovare la giusta chiusa per questa parentesi di allegrezza.
Sto ancora cercando.


Ma non è sola sulla nave, in pausa caffè qualcuno dice che nel fine settimana andrà sul lago di Como, mestamente (e ultramegasuper banalmente, ma, oh, capitemi) attacco con "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno..." la collega sorride, il tizio che deve andare al lago mi guarda senza capire (lui può, è giustificato, è romeno e, grazie al cielo, non hanno in programma scolastico il Manzoni) ma il terzo collega, da ora soprannominato "genius", seriamente (sì, seriamente) dice: "eh?".
Penso che stia scherzando e rido, ma poi mi rendo conto che non stava per niente scherzando e sta ancora guardando gli altri con aria interrogativa.
In imbarazzo fischietto e mi allontano.
E camera cafè non è mai stata così vicina.
lunedì, 04 giugno 2007
Stamattina mi sono alzata,  malaticcia, stanca e sdrucita. Chiamo al lavoro, dico che non mi reggo e che ci vedremo domani (forse). Mi faccio una tazza di qualcosa di caldo, mi guardo allo specchio e vedo l'ombra di me stessa. Segni scuri sotto gli occhi, colorito spento.
Insomma, sono esaurita.
Fra poco parlerò al rallentatore e i meccanismi si incastreranno. Finirò come il coniglietto caricato da "una pila qualunque" invece che quel fighetto coniglietto stronzo con la duracell.
Ho lavorato e lavorato. Sono sempre senza un soldo. E ora sono anche caricata a pila qualunque.
E allora mi dico che voglio andare anche io a manifestare. Lassù in Germania.
Ma sì, cazzo.
E' di nuovo la stessa storia. Rostock come Genova. Spero non trovino anche lì una loro Diaz e soprattutto spero che non ci sia un loro Carlo Giuliani.
Leggo gli articoli, i post, ma come sempre sono le foto quelle che parlano dirette al cuore.

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E il G8 non è ancora iniziato.

Tanto per rimanere sul discretamente allegro leggo dell'organizzazione P2 versione 2.0.
Ma sì, certo, lo sapevamo tutti o lo immaginavamo tutti.
Ma che stanchezza. Che s c h i f o interminabile e senza via di uscita.
E ci sono novità anche sulla TAV, guardate che bel percorso si sono inventati per evitare i problemi con la popolazione della valle. Oh, sì. Fantastico.
Meraviglia.
...