mercoledì, 28 marzo 2007

Sì, fa male.

Perchè non si può lavorare tutto il giorno (senza un cazzo di contratto, senza un cazzo di niente) e ascoltare radio flash, perchè poi ti mettono alcune cose, non so per esempio i 99 posse di qualche anno fa (qualche tanti caspita):

Curre curre guagliò
Si può vivere una vita intera come sbirri di frontiera
in un paese neutrale, anni persi ad aspettare
qualcosa qualcuno la sorte o che ne so la morte
ma la tranquillità tanta cura per trovarla
sì la stabilità un onesto stare a galla
è di una fragilità guagliò
è di una fragilità guagliò

e via che girano il coltello nella piaga...

La mia resistenza ha un limite, ed è corto, e ieri ho parlato con il commercialista. E sono fregata. E ora il capitano mi sente. C'ho il rigurgito. Anche quello antifascista.

martedì, 20 marzo 2007
Qualche giorno fa su repubblica.it c'era in bella vista questa "notizia".
In sostanza la tesi degli scienziati presi in causa è che alcune tipologie di ricordi si "fissano" in maniera indelebile nelle nostre connessioni neuronali mentre altri ricordi sono legati a connessioni labili e temporanee.  Quindi, qui portavano l'esempio del primo bacio, alcune cose non le scorderemo mai.
E fino qui non ci volevano gli scienziati per dirlo, ognuno di noi sa bene che ci sono alcuni ricordi fissati in maniera molto maggiore rispetto ad altri, secondi e minuti di vita vissuta che potresti ripercorrere come in un video, ma da dentro però. Ma la frase che mi ha colpito di più è stata la seguente:

"Pensavamo - spiega Di Mauro - che la selezione naturale agisse sul Dna solo nell'arco di più generazioni. Questo studio ci conferma invece che il genoma subisce trasformazioni permanenti anche all'interno di una singola vita. È una ricerca affascinante: la storia di un individuo che si imprime nel suo Dna".


La storia di un individuo si imprime nel suo Dna. Non è affascinante?
Pensare che il nostro genoma si modifichi anche solo nel corso della nostra vita, la nostra storia stampata su basi azotate.
Io non sono credente, non ho speranze per mondi ultraterreni e vita dopo la morte.
Però, caspita, pensare che la mia piccola miserrima vitucola con le sue ansie e paure ma con le sue felicità, le sue bellezze possa essere impressa almeno in piccola parte sul codice genetico significa anche trasferire parte della tua vita nel futuro.

Basta non dimenticarsi di fare un figlio....

Penso a queste cose e ci rimugino per un pò, poi mi viene in mente "quelo", e la battuta:


«Stai miagolando nel buio. E quasi quasi ti chiedi; "dov'è la risposta?" Ma la risposta non la devi cercare fuori di te, la risposta è dentro de te. Epperò è sbagliata!»

sabato, 17 marzo 2007
Premetto che non son buona a fare nulla con l'html. Sono ignorante come una scarpa vecchia e sdrucita.
Ma.
Ma..
Ma....

Ecco il temporaneo (quindi per mesi e mesi e mesi :P) template primaverile della premiata ditta dësmentié.

Spero che sia gradito.

Saluti.
martedì, 13 marzo 2007

Tanti auguri a questo blog che, piccolo figghiuzzo mio, compie oggi un anno di vita. Grazie a tutte le parole che ho scritto qui dentro ho probabilmente evitato alcune sedute dall'analista.

Grazie a tutti quelli che sono passati di qua, che continuano a passare o che non vengono più.

La realtà dei blog è strana, diversa da quella dei giochi on-line e delle chat a cui ero già abituata.  Altrettanto interessante. E stimolante. Evviva! CHEERS!

(buon umore oggi eh! c'è il sole )

Sì, sì, è quasi primavera, cambierò il template per uno più "solare".

Detto questo.

Colgo l'occasione per presentare la colonna sonora degli ultimi giorni, sono i PETROL, nella cui formazione si leggono nomi conosciuti come Dan Solo (ex basso dei Marlene Kuntz) e Franz Goria (ex voce dei Fluxus):

www.petrolmusic.it

E' possibile scaricare l'EP completo. Consiglio vivamente l'ascolto.

Orecchie aperte, qualche bella news arriva.

La mia preferita è "il nostro battito del cuore".

Il 16 Marzo uscirà il loro primo album. Aspetto con ansia.

martedì, 06 marzo 2007
Enrico Brizzi e i  Frida X, nell'ambito del ciclo "Scrittori & Musica" , Piccolo Regio, 2 Marzo 2007.

In tutta la vita sono entrata solo un paio di volte al Piccolo Regio. La realtà underground, nel vero senso della parola, del teatro Regio.
Diciamo che le matrone impellicciate non sbagliano mai l'ingresso.
Io e la mia metà (uhm sì ok facciamo un terzo) ci muniamo di biglietto il giorno prima.
Entriamo al modicissimo prezzo di 7,50€. Praticamente come un biglietto del cinema. Ma vogliamo mettere?
Mi chiedo subito se il guardaroba si paga. Buh. Forse no. Nel dubbio mi porto tutto dietro. Come sempre.
Ovviamente ho caldo. Come sempre. Non importa. Si spengono le luci.
Incontrare, vedere uno scrittore che ami è sempre una bella sensazione. Soprattutto quando questi è proprio come te lo aspetti.
Non capita sempre così.
(scolpita nella mente la lezione di Alessandro Baricco alla mia classe all'università brrrr)
L'atmosfera al teatro è molto tranquilla, "cuginesca" come l'ha definita Enrico. Sono in prima fila, devo tenere il collo in una posizione abominevole. Ma non mi importa.
I Frida X suonano molto bene e lo spettacolo scorre giù come un bicchiere di vino fresco in una sera d'estate. Non manca qualche risata e qualche brivido. L'unione dei ricordi della lettura del libro e di quello che si vede e si sente nel reading è molto bello.
Mi dispiaccio quasi subito di non essere andata, molti mesi prima, a vedere il reading in un locale torinese. Anzi no, non mi dispiaccio. Mi pento.
Leggo i libri di Enrico dal lontano 1995, i tempi di jack frusciante è uscito dal gruppo, io ero una ragazzina di 16 anni, ma anche lui era appena ventenne. Coetaneo. Quasi.
Nessuno lo saprà è un libro meraviglioso già di suo, letto dall'autore e musicato diventa davvero esplosivo.
Qui e qui si può ascoltare qualche mp3.
Per la prossima fiera del libro, di cui ho detto tempo fa, il buon Enrico anticipa che ci sarà un altro reading con i Frida X, per presentare il suo nuovo lavoro.
Non mancherò di certo.
Uscita dalla sala mi avvicino per comperare il cd del reading all'onesto prezzo di 12 euro. Aspetto il mio terzo che esce dal bagno per chiedergli i soldi. Io, porto tutto, ma di soldi mai neanche l'ombra. Mi dice che non abbiamo più di due, tre euro in moneta. Lo guardo sconsolata, penso che lo comprerò la prossima volta.
Affranta mi consolo con un caffè da Mulassano e attendo il nuovo libro di Enrico.


giovedì, 01 marzo 2007
Ci sono giorni in cui vivere è una merda.
Un pò come nella canzone dei grandissimi marlene kuntz:

"Sono le volte che proprio, no, non ce la fai più;
che vorresti volar per davvero nel blu dipinto di blu,
per poterti sentire leggero come il cielo impassibile.

Leggero ed impassibile."

Non hai voglia, nemmeno di alzarti dal letto. Pensi a perchè diavolo dovresti farlo. Per quale motivo.
Lo fai, percorri la giornata senza sapere perchè, la mente è parzialmente anestetizzata. Vorresti essere altrove. Ovunque tu sia vuoi essere altrove.
Ogni cosa ti sfiora come se fosse attuttita, come se arrivasse da lontano. Dentro di te però le urla sono forti e convinte.
Poi, una signora anziana ti dice una cosa. E non è per niente attutita. Anzi.
Le stavi solo dicendo che sabato ci sarà una bella eclissi di luna.
Lei risponde che in questi giorni la luna è molto luminosa e si vede benissimo. Poi, si raccoglie un attimo a pensare e ti dice che lei, però, quando c'è la luna così luminosa ha paura. Ha ancora paura.
Per via delle incursioni.
Basta questo per staccarti, quasi fisicamente, dalla convinzione che ci sono giorni in cui vivere è una merda.
Non sai nemmeno quello che vuole dire. Stai fottutamente bene.
Io la luna la posso guardare in tutta la sua bellezza senza aver paura. Nessuna paura.
Stai fottutamente bene.
Sono tutte pippe mentali.
Così, sabato guarderò la luna e avrò un pensiero in più da buttarle contro.
Per via delle incursioni.

"Ma che finale odioso
quel can can di grida e gestualità!
Quinto cerchio melmoso
dell'inferno: ulula la realta!
."
marlene kuntz, "a fior di pelle"

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giovedì, 01 marzo 2007

Al Museo della Resistenza fino al 6 Aprile è possibile visitare, gratuitamente, un'allestimento espositivo dedicato agli artisti europei vissuti a parigi e deportati nei lager nazisti tra il 1940 e il 1945 in quanto ebrei o oppositori politici. Le opere in mostra rispecchiano tutto il dramma che i proprio autori vissero. Alcune dipinte prima della guerra sono gioiose, speranzose. Poi il periodo nero, e anche il dopo, l'annullamento, l'orrore negli occhi.

Le date  sui cartellini sono opprimenti, incalzanti, sui tanti autori in esposizione sono pochissimi i sopravvissuti. Per gli altri la fine è in un campo di concentramento. Ogni pennellata su quelle tele è vergogna. Vergogna. Sì.

Perchè non può davvero essere stato così, è incredibile, allucinante. Ed invece.

Una mostra da vedere. E da "sentire".

“Montparnasse Déporté - Artisti Europei da Parigi ai lager”
Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Palazzo dei Quartieri Militari - Corso Valdocco, 4/A – Torino
Apertura al pubblico: fino al 9 aprile 2007
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: ore 10.00 - 18.00
giovedì: ore 14.00 - 22.00 - lunedì chiuso
Ingresso gratuito
Per informazioni: www.museodiffusotorino.it tel. 011/4361433 - 4363470