
Prima di tutto devo mettere dei punti fermi:
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Laura Dern è perfetta per tutto il film.
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I titoli di coda sono i migliori visti da molto, molto tempo.
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La scena di Pomona (non dico altro per evitare spoiler) è oltre. Stupenda.
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Lynch un pò mi sta antipatico, dai tempi di Twin Peaks, anzi no, dai tempi di The Elephant man. Anzi no, mi sta un pò antipatico perchè George Lucas, offrì a Lynch l'opportunità di dirigere Il ritorno dello Jedi, ma lui rifiutò. Tsk. Pazzo.
Detto questo, possiamo continuare.
INLAND EMPIRE è un viaggio nella mente.
Infatti il sottotitolo italiano recita: "L'impero della mente"
E così come nella realtà della mente umana, non ci si capisce poi molto. E' un film che ho trovato stancante, ma proprio stancante dal punto di vista fisico. Gli occhi seguono i movimenti di macchina, osservano i primi piani, guardano la qualità scarsa dell'immagine, le luci.
Le orecchie sono prese da stridii, musiche, urli, dialoghi che colano come marmellata troppo densa.
Il resto del corpo sta lì, seduto su di una poltrona, chiedendosi perchè il padrone gli impone una ferma di tre ore.
Ma la testa viaggia. Uh, se viaggia.
E, purtroppo, non è detto che viaggi nella direzione corretta. Non è affatto scontato che si riesca a capire qualcosa di questo film.
E mentre si cerca di dare un senso a tutto quello che si vede, il film continua a correre in mille direzioni creando un dedalo di situazioni in cui è poi difficile cercare almeno uno dei percorsi.
Quasi pensi di aver capito qualcosa, sottolineo qualcosa, come per magia appaiono degli uomini con teste di coniglio. Una sit-com di uomini coniglio. E ciao, si riparte alla ricerca di un senso.
Scopro solo dopo, ravanando (va beh mi si passi il brutto termine) in rete, che la sit-com sui conigli era un progetto dello stesso regista esclusivamente on-line. Non che questo aiuti a dare un senso. Però.
Credo ci possano essere milioni di interpretazioni di questo film.
Credo che si possa vedere molte volte e ogni volta aggiungere un senso nuovo a tutto.
Però bisogna averne voglia. Bisogna essersi davvero appassionati a quello che si è visto.
Se no, dopo qualche tempo in cui si pensa ancora al film e alla, uso una parola forte, trama dello stesso il cervello lo cataloga sotto la categoria "video arte non compresa ma vista" e passa oltre.
Il sospetto che l'autore si stia divertendo a prenderci in giro è preponderante. E forse, neanche del tutto errata.
E' un film invalutabile, enorme. Capolavoro, porcheria? Non lo so. E' impossibile da dire. Mi siedo sul bordo e aspetto che il tempo faccia la sua parte. Chissà.
Certo è che si esce dal cinema e non si scorda immediatamente quanto si è visto (cosa non comune di questi tempi), però bisogna sbrigarsi prima che il cervello faccia ordine. La "video arte non compresa ma vista" è in agguato.












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