Venerdì sera, caldo fuori stagione (ma quali stagioni?), tangenziale nord di Torino, la vecchia carcassa (renault 11 del secolo scorso, classe '86) che ci ha portato in giro fino ad oggi, cede.
Comincia a produrre suoni sinistri e va su e giù di giri.
Riusciamo ad uscire al primo svincolo. Appena conclusa la rampa dal cofano sentiamo un suono secco. PUUUUUUFFFFFFFFFFFF. Un gran fumo e una gran puzza.
Morta. Defunta. Estinta. Trapassata.
Dobbiamo spingere la salma fino al parcheggio più vicino, dove per vicino si intende lontano, molto lontano. Ma per rispetto del cadavere e del nostro portafogli non possiamo fare diversamente.
Così spingiamo e sudiamo, sudiamo e spingiamo. Inframmezziamo con qualche dovuto porca e porco.
Ci passano di fianco molti cari colleghi automobilisti, ci guardano con compassione e passano oltre. Una pattuglia di carabinieri rallenta, fino a quando la carcassa camminava ci fermavano sempre, in quanto macchina sospetta probabilmente carica di infimi contrabbandieri di qualsivoglia forma di merci illegali, ma stavolta ci guardano, sorridono e scappano via con il lucione blu tutto azzimato.
La loro fiammante macchina lucida fa un cenno di schifo verso la sua anziana collega sfortunata con le luci posteriori. Spariscono, caramba e auto, nella notte buia di un venerdì sera bollente di gennaio.
Infine giungiamo lemme lemme al tanto agognato spiazzo. Chiamiamo il nostro amico che ci aspettava a casa della sua ragazza per la cena. E' tardissimo, lui è arrabbiato ma quando sente il lutto al quale siamo sottoposti giunge celermente a raccattarci.
Ed è così che la abbandoniamo lì, da sola in uno spiazzo di periferia.
Morta. Defunta. Estinta. Trapassata.
Mentre me ne vado a bordo della fiesta dal manto lucido e giovine del nostro amico mi guardo indietro e mi sembra di vedere ancora uno scintillio nei fari della vecchia.
Ciao vecchia.
Comincia a produrre suoni sinistri e va su e giù di giri.
Riusciamo ad uscire al primo svincolo. Appena conclusa la rampa dal cofano sentiamo un suono secco. PUUUUUUFFFFFFFFFFFF. Un gran fumo e una gran puzza.
Morta. Defunta. Estinta. Trapassata.
Dobbiamo spingere la salma fino al parcheggio più vicino, dove per vicino si intende lontano, molto lontano. Ma per rispetto del cadavere e del nostro portafogli non possiamo fare diversamente.
Così spingiamo e sudiamo, sudiamo e spingiamo. Inframmezziamo con qualche dovuto porca e porco.
Ci passano di fianco molti cari colleghi automobilisti, ci guardano con compassione e passano oltre. Una pattuglia di carabinieri rallenta, fino a quando la carcassa camminava ci fermavano sempre, in quanto macchina sospetta probabilmente carica di infimi contrabbandieri di qualsivoglia forma di merci illegali, ma stavolta ci guardano, sorridono e scappano via con il lucione blu tutto azzimato.
La loro fiammante macchina lucida fa un cenno di schifo verso la sua anziana collega sfortunata con le luci posteriori. Spariscono, caramba e auto, nella notte buia di un venerdì sera bollente di gennaio.
Infine giungiamo lemme lemme al tanto agognato spiazzo. Chiamiamo il nostro amico che ci aspettava a casa della sua ragazza per la cena. E' tardissimo, lui è arrabbiato ma quando sente il lutto al quale siamo sottoposti giunge celermente a raccattarci.
Ed è così che la abbandoniamo lì, da sola in uno spiazzo di periferia.
Morta. Defunta. Estinta. Trapassata.
Mentre me ne vado a bordo della fiesta dal manto lucido e giovine del nostro amico mi guardo indietro e mi sembra di vedere ancora uno scintillio nei fari della vecchia.
Ciao vecchia.

















