Il sole d'autunno. Aria tiepida e luce radente che sfavilla su ogni cosa. Tutto appare meno pesante e meno grave. Torna la voglia di uscire e di prenderlo tutto quel sole che poi, lo si sa, si vedrà raramente per un lungo periodo. E, infatti, sono uscita. Sono andata in centro a fare un giro. Ho guardato tutto come se fosse nuovo e me la sono davvero goduta. A volte è così bello girare per la propria città come se non fosse la stessa. Come se si fosse semplici turisti. Con il sole in faccia. E lei, la città, Torino era una vera m e r a v i g l i a.
In piazza San Carlo gente montava qualcosa che poteva essere un palco. Sotto i portici di via Roma ferveva il passaggio di persone. Ogni tipo di persone. Barboni, ricconi, ragazzi e manager in carriera, lavoratori di ogni genere e grado, passanti e turisti. Venditori di ogni genere di fuffa e perfino, un pochino in anticipo forse, il banchetto delle caldarroste. I dehors ancora saldamente ancorati all'esterno.
M e r a v i g l i a.
Un gelato e una panchina.
M e r a v i g l i a.
E poi, invece, c'è anche la sola.
Sì, la piccola casetta con giardino al civico precedente il mio. Indicativamente degli anni '20, una delle prime costruzioni dell'isolato.Un piano solo. Un bel pezzo di giardino. Due anziani signori che mi hanno vista crescere. Ricordo, tanti anni or sono, che avevano le galline. E il gallo. Più che altro mi ricordo lui. Il gallo.
E hanno sempre avuto l'orto e qualche albero da frutta tra cui un vecchio caco che in inverno produceva i bei pomi arancioni.
Il caco lo hanno ucciso qualche mese fa.
I due anziani signori li hanno chiusi in un appartamento al piano X della casa X nella via Y con finiture di pregio. Probabilmente la figlia intascherà la differenza. Ma per il loro bene eh.
Eh, sì perchè tra pochi giorni abbatteranno tutto il resto per costruire una nuova palazzina con box al piano interrato. Finiture di pregio, ca va sans dire. Appartamenti già in vendità, 53 e 90 mq. consegna marzo 2008.

L'anziano signore è malato, Giovanni si chiama. Malato sì, ma penso che con questo lo uccideranno. Lui ha sempre bazzicato per il giardino, raccattava la rumenta in giro e poi ci faceva cose, nel suo vecchio garage ingombro di roba.
Ora, la sua malattia è la vecchiaia. L'impossibilità di opporsi al volere dei più giovani. L'impossibiltà di opporsi all'orrore. L'ho incrociato per strada. Mi ha sorriso con gli occhi tristi, Cerea madamin.
Cerea monsù.
Uno stillicidio in questa zona. Una casetta dopo l'altra.
Idioti, venali figli di puttana.
Cosa ci faranno poi di tutti i soldi spillati per un'appartamento con le finiture di pregio. Ci si strozzino. Maledetti.
Quei piccoli edifici sono la nostra storia. Recente sì, ma la nostra storia. Guardando quella casetta sai che lei è sopravvissuta ai bombardamenti della guerra, molto frequenti per la presenza delle fabbriche savigliano e della ferrovia Torino- Milano.
Quando guarderai la palazzina con i box che tra un paio di anni presenterà già le prime crepe, cosa saprai?
Che sono dei maledetti venali figli di puttana.
Cerea.

In piazza San Carlo gente montava qualcosa che poteva essere un palco. Sotto i portici di via Roma ferveva il passaggio di persone. Ogni tipo di persone. Barboni, ricconi, ragazzi e manager in carriera, lavoratori di ogni genere e grado, passanti e turisti. Venditori di ogni genere di fuffa e perfino, un pochino in anticipo forse, il banchetto delle caldarroste. I dehors ancora saldamente ancorati all'esterno.
M e r a v i g l i a.
Un gelato e una panchina.
M e r a v i g l i a.
E poi, invece, c'è anche la sola.
Sì, la piccola casetta con giardino al civico precedente il mio. Indicativamente degli anni '20, una delle prime costruzioni dell'isolato.Un piano solo. Un bel pezzo di giardino. Due anziani signori che mi hanno vista crescere. Ricordo, tanti anni or sono, che avevano le galline. E il gallo. Più che altro mi ricordo lui. Il gallo.
E hanno sempre avuto l'orto e qualche albero da frutta tra cui un vecchio caco che in inverno produceva i bei pomi arancioni.
Il caco lo hanno ucciso qualche mese fa.
I due anziani signori li hanno chiusi in un appartamento al piano X della casa X nella via Y con finiture di pregio. Probabilmente la figlia intascherà la differenza. Ma per il loro bene eh.
Eh, sì perchè tra pochi giorni abbatteranno tutto il resto per costruire una nuova palazzina con box al piano interrato. Finiture di pregio, ca va sans dire. Appartamenti già in vendità, 53 e 90 mq. consegna marzo 2008.

L'anziano signore è malato, Giovanni si chiama. Malato sì, ma penso che con questo lo uccideranno. Lui ha sempre bazzicato per il giardino, raccattava la rumenta in giro e poi ci faceva cose, nel suo vecchio garage ingombro di roba.
Ora, la sua malattia è la vecchiaia. L'impossibilità di opporsi al volere dei più giovani. L'impossibiltà di opporsi all'orrore. L'ho incrociato per strada. Mi ha sorriso con gli occhi tristi, Cerea madamin.Cerea monsù.
Uno stillicidio in questa zona. Una casetta dopo l'altra.
Idioti, venali figli di puttana.
Cosa ci faranno poi di tutti i soldi spillati per un'appartamento con le finiture di pregio. Ci si strozzino. Maledetti.
Quei piccoli edifici sono la nostra storia. Recente sì, ma la nostra storia. Guardando quella casetta sai che lei è sopravvissuta ai bombardamenti della guerra, molto frequenti per la presenza delle fabbriche savigliano e della ferrovia Torino- Milano.
Quando guarderai la palazzina con i box che tra un paio di anni presenterà già le prime crepe, cosa saprai?
Che sono dei maledetti venali figli di puttana.
Cerea.

by Desmentera | commenti (11) | commenti (11)(popup)
Link | categoria:divertissement, osservando, me and you and everyone we know, grrrrrr
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