mercoledì, 27 settembre 2006
Il sole d'autunno. Aria tiepida e luce radente che sfavilla su ogni cosa. Tutto appare meno pesante e meno grave. Torna la voglia di uscire e di prenderlo tutto quel sole che poi, lo si sa, si vedrà raramente per un lungo periodo. E, infatti, sono uscita. Sono andata in centro a fare un giro. Ho guardato tutto come se fosse nuovo e me la sono davvero goduta. A volte è così bello girare per la propria città come se non fosse la stessa. Come se si fosse semplici turisti. Con il sole in faccia. E lei, la città, Torino era una vera m e r a v i g l i a.
In piazza San Carlo gente montava qualcosa che poteva essere un palco. Sotto i portici di via Roma ferveva il passaggio di persone. Ogni tipo di persone. Barboni, ricconi, ragazzi e manager in carriera, lavoratori di ogni genere e grado, passanti e turisti. Venditori di ogni genere di fuffa e perfino, un pochino in anticipo forse, il banchetto delle caldarroste. I dehors ancora saldamente ancorati all'esterno.
M e r a v i g l i a.
Un gelato e una panchina.
M e r a v i g l i a.

E poi, invece, c'è anche la sola.
Sì, la piccola casetta con giardino al civico precedente il mio. Indicativamente degli anni '20, una delle prime costruzioni dell'isolato.Un piano solo. Un bel pezzo di giardino. Due anziani signori che mi hanno vista crescere. Ricordo, tanti anni or sono, che avevano le galline. E il gallo. Più che altro mi ricordo lui. Il gallo.
E hanno sempre avuto l'orto e qualche albero da frutta tra cui un vecchio caco che in inverno produceva i bei pomi arancioni.
Il caco lo hanno ucciso qualche mese fa.
I due anziani signori li hanno chiusi in un appartamento al piano X della casa  X  nella via Y con finiture di pregio. Probabilmente la figlia intascherà la differenza. Ma per il loro bene eh.
Eh, sì perchè tra pochi giorni abbatteranno tutto il resto per costruire una nuova palazzina con box al piano interrato. Finiture di pregio, ca va sans dire. Appartamenti già in vendità, 53 e 90 mq. consegna marzo 2008.
Pannello
L'anziano signore è malato, Giovanni si chiama. Malato sì, ma penso che con questo lo uccideranno. Lui ha sempre bazzicato per il giardino, raccattava la rumenta in giro e poi ci faceva cose, nel suo vecchio garage ingombro di roba.
Porta passatoOra, la sua malattia è la vecchiaia. L'impossibilità di opporsi al volere dei più giovani. L'impossibiltà di opporsi all'orrore. L'ho incrociato per strada. Mi ha sorriso con gli occhi tristi, Cerea madamin.
Cerea monsù.
Uno stillicidio in questa zona. Una casetta dopo l'altra.
Idioti, venali figli di puttana.
Cosa ci faranno poi di tutti i soldi spillati per un'appartamento con le finiture di pregio. Ci si strozzino. Maledetti.
Quei piccoli edifici sono la nostra storia. Recente sì, ma la nostra storia. Guardando quella casetta sai che lei è sopravvissuta ai bombardamenti della guerra, molto frequenti per la presenza delle fabbriche savigliano e della ferrovia Torino- Milano.
Quando guarderai la palazzina con i box che tra un paio di anni presenterà già le prime crepe, cosa saprai?
Che sono dei maledetti venali figli di puttana.
Cerea.

Casetta
giovedì, 21 settembre 2006
Il 29 settembre sarà un anno dal giorno della mia laurea. In mezzo ci sono state solo esperienze pessime, personaggi inquietanti e gente che tenta di fotterti. Non riesco a ricordare nulla di buono legato a queste esperienze se non la conoscenza di un collega "affine" con il quale ho stretto una buona amicizia.
L'altro giorno ho incontrato una mia compagna di università, stessa situazione, medesima depressione, gli unici che lavorano e vengono pagati (perchè in molti casi lavori come un asino 12 ore al giorno per vedere un semplice "rimborso spese") sono quelli che non diresti mai, quelli con lo sguardo bovino. Davvero, incredibile. Eh, ma sai. Conosce.
Come sono stanca di questa frase.
Ho valutato alcuni master, troppo cari.
Ora sto studiando per l'esame di dottorato, ci provo, intanto cerco un lavoretto qualunque, credo che mi butterò sulle ripetizioni.
Le agenzie interinali mi schifano, gli studi mi schifano perchè ho poca esperienza oppure non so il serbo-croato che al giorno d'oggi è fondamentale, gli uffici tecnici perchè prendono solo geometri, altri prendono solo uomini. Eh sì, perchè sa. In cantiere.
Ci crederete che in tutti i colloqui che ho fatto (tanti vi giuro) non era mai una donna che mi parlava insieme.
In effetti se pensi ad architetti donne famose.... mi viene in mente solo Gae Aulenti, che va beh, sappiamo perchè è arrivata dov'è. E in più ha circa 360 anni. Poi io non è che voglio fare l'architetto per forza, io sono laureata in architettura con la parentesi, e tra la parentesi c'è scritto RESTAURO e VALORIZZAZIONE. Eh.



Ora, non credo di essere un genio, però penso di avere le qualità per lavorare nel campo. Posso fare la tiralinee, fare il caffè, portare le borse, lavare per terra, fare le consegne...
In ogni modo il campo mi schifa. E via allora.
Se qualcuno passa di qua con un lavoretto da assegnare. Pensatemi eh. Qualsiasi cosa, anche saltuario.
Insomma sono disperata.
Intanto credo che mi iscriverò ad un corso serale di giapponese. Non si sa mai. Al giorno d'oggi....
sabato, 16 settembre 2006
Due giorni di pioggia incessante e i fiumi sono nuovamente gonfi.
Si sono gonfiate anche altre cose...

Intanto è morta la Fallaci e Ratzinger ha messo un pò di pepe fra islam e cristianesimo. Se ne sentiva davvero la necessità.
Delle parole di Ratzinger eh. Malpensanti.

Ho scoperto che uscirà, finalmente, la nuova espansione di World of warcraft, a nome burning crusade, alleluja, oserei dire. Ho giocato per un pezzo a World of warcraft, decidendo poi di smettere causa noia e costo. Sono tornata ai vecchi amori (aggratis): ragnarok dopo un brevissimo passaggio su Guild wars.

Ohh, ora che vi ho resto partecipi della mia giornata annoiata, torno a giocare, ovviamente a un MMORPG...

giovedì, 07 settembre 2006
Tra pochi giorni ricorre il quinto anniversario della tragedia, comunque la si voglia vedere, avvenuta negli Stati Uniti. Non mi permetto di dare alcuna interpretazione su quei fatti e nemmeno su quelli avvenuti dopo. Non ne ho le capacità, né le adeguate conoscenze. Posso però cercare di raccontare quello che ho provato e provo nei confronti di tutta questa lurida, comunque la si voglia vedere, faccenda.


Cinque anni in cui molto è stato fatto in nome di quegli attacchi.
E' stata ricreata la "guerra di civiltà", noi siamo tornati a essere i "crociati", loro sono rimasti "ebrei" e gli altri, i cattivi sono i "musulmani" e l'"Islam" tutto. Ma che bello. Le crociate.
Questi cinque anni in italia coincidono (quasi, erano già lì per il G8) con il governo Berlusconi. Ricordo i media impazziti. La notizia del secolo senza dubbio.
La copertina de "La stampa" a tutta pagina, "AMERICA SOTTO ATTACCO". Non avevo mai visto dei caratteri così grandi su di un giornale.



I giorni e i mesi successivi. Il Patriot act, Bin Laden, l'afghanistan, poi l'iraq, Abu Omar, Saddam, gli scandali sui maltrattamenti dei prigionieri, Madrid, Londra e poi il libano oggi.
Mai avrei pensato a tanto orrore. Un crescendo di mostruosità. Comunque la si voglia vedere.
La mattina dell'undici settembre 2001 ero a casa di un mio compagno di università a preparare un esame. Mi chiamò qualcuno e mi disse di accendere la TV, "su che canale?" "... su tutti!" mi venne risposto. Accendemmo la TV e fu davvero assurdo, era già crollata la prima torre.
L'america. Qualcuno dice che camminare per NY è strano perchè anche se sai di non esserci mai stato prima, ti sembra di averci passato molto tempo. Certo, io stessa sono cresciuta immersa  nei film, telefilm, e quanto altro, tutti rigorosamente americani.
L'america è parte integrante della mia cultura. Che io lo voglia oppure no.
Infatti, soffrii quel giorno di settembre. Soffrii pensando alle persone lì dentro, soffrii pensando alle conseguenze e soffrii pensando alla fine di un epoca, per me e per il resto del mondo, comunque la si voglia vedere.
Quella era la diga, poi venne l'inondazione di cui dicevo prima. E vennero anche le teorie di complotto, i rapimenti, guantanamo, ma anche Milano e Torino e tutto. Gli arabi visti in modo diverso. Si può credere a tutte le teorie, e sono contenta che non vi sia una sola spiegazione. Io la penso in un modo preciso. La penso nel peggiore dei modi.
Ora, dopo cinque anni, nulla accenna a diminuire, anzi. Un bel fuocherello alimentato dai venti.  Forse sono più di venti.
Soffrii anche quando, mia madre, ovviamente più scafata di me per queste cose, disse: "vedrai che in pochi anni ci faranno dei filmoni strappalacrime e un sacco di libri, vedrai", io candidamente credetti che avesse torto. Ma, ovviamente aveva ragione.
Pensavo che ci fosse un limite anche a queste cose, pensavo che su di un dramma così grande, vasto, globale non ci avrebbero aperto un business. Ero più giovane eh. Ed era prima che ricominciassero le crociate.
Però a me non piace fare le crociate, solo le parole al limite. Non mi piace odiare nessuno, di nessuna religione, nazione, colore di pelle e animale mangiato. Non credo nelle crociate, comunque la si voglia vedere. Perchè le vittime, di qua e di là, di su e di giù, sono le stesse: la gente innocente, bambini, donne e uomini, anziani, ragazzi. E sono troppe. Vorrei che la smettessero di propinarci questa fuffa e la piantassero di sporcare il mondo con la violenza. Sono banalità. Ok, e sia. Comunque la si voglia vedere.
 
domenica, 03 settembre 2006
Il patrio suolo mi accoglie puzzolente di porto. Le patrie strade mi riportano verso la città che mi ha dato i natali.
Torino mi accetta di nuovo, giungo dalla collina carica come un moderno mulo. Mi sento male. Malissimo. I palazzi mi soffocano, il Po langue e mi intristisce. Arrivata a casa un corteo di animilli e parentado mi rallegra per qualche tempo.
Dormo molte ore un sonno senza sogni. Apro gli occhi e guardo fuori dalla finestra. Conato di vomito. Depressione.
Sono stata via neanche dieci giorni e mi sento una cacca.
Le vacanze fanno male altro che palle.
Ti rendi conto che in cielo ci sono le stelle, che esiste una terra in cui puoi camminare scalzo. Ti accorgi che i tuoi piedi abbronzati e usati sono molto più belli. L'odore della macchia mediterranea ti lascia il vuoto dentro. Guardare l'orizzonte lontano ti mette in un certo ordine di idee. Vedere la casa di fronte con le tende di plastica me ne mette proprio un'altro.
Torino mi fa decadere come un isotopo radioattivo. Il tempo di dimezzamento è breve cazzo!
Ho bisogno di stare via di più.
Altro che mal d'africa. Io ho il mal di corsica.



Vorrei testare se ho gli anticorpi anche per quell'altro ma per ora non me lo posso permettere.
Il problema che ho il male di un sacco di posti. E ne devo vedere ancora tanti.
Mentre ero da quelle parti c'è stato un attentato a Corte e una notte di inferno con raffiche di vento a 100 km/h (io ero in tenda eh), 18 focolai di incendio la mattina seguente, a cap corse si sono raggiunti i 170 km/h.
Mica sarò io la portatrice sana (?!?) del male?

Fine della parentesi turistico-depressiva.