mercoledì, 16 agosto 2006
Dopo essere tornata dal mio piccolo soggiorno umbro e lasciati quei meravigliosi panorami mi ritrovo di nuovo a Torino, una Torino semi-deserta e con pochi negozi aperti. Chissà che felicità i turisti!
Dall'umbria abbiamo fatto un breve lancio in Tuscia dove non ero più andata da quando ero una bambina. Mia madre ricordava che mi aveva molto colpito Civita di Bagnoregio.
In effetti avevo dei vaghi ricordi di questo strano paesino che chiamano "la città che muore", collegato solo da un lungo ponte pedonale e arroccato su una rupe tufacea. Appena giunta ero sconvolta di quanto bene mi ricordassi quel luogo. Mi accade raramente di ricordare nitidamente cose viste da piccola. E' stata una sensazione strana e in qualche modo struggente. Rivedere le stesse cose con occhi completamente uguali e completamente diversi.
Attraverso il lungo ponte con una fatica che non ricordavo. Il posto è magnifico. Un intero paese fatto di edifici medioevali e rinascimentali
     
che fino a poco tempo fa erano tutti o quasi abbandonati. Ora ci sono bed&breakfast, bar, ristorante e alcune botteghe artigiane oltre a qualche fortunato che ci vive. Il turismo è fiorente e sembra davvero che non se la passino per niente male. Passeggiando vedo su di una porta un cartello tecnocasa.
Meraviglia. Il padrone precedente ha il gusto dell'orrido ma sono certa che potrei rendere la "stamberga" estremamente più accogliente. Se avessi 150mila euro da buttare via li butterei così. Ma non ho nemmeno 150 euro da buttare via. corsica
Così mi accontento e i pochi soldini racimolati li voglio gettare andando una bella settimana abbondante in corsica, nella zona sud vicino a Bonifacio. Mare trasparente e nessunissima pretesa, a parte i megasuperyacht che arrivano da Porto Cervo, cibo ottimo e paesaggio mediterraneo. Lunedì con il mio valido destriero scooteroso honda sh 125 mi recherò con la giusta dose di ottimishmo sulle tortuose stradine piemontesi e liguri fino a raggiungere Savona e il porto di Vado dove sono alla fonda le navi della giallissima Corsica Ferries. Da lì, convinto ad imbarcarsi il valido destriero, dopo una lunga traversata di circa 7 ore giungerò nottetempo in quel di Bastia. Da Bastia, bella cittadina portuale con una vistosissima chiesa con le "orecchie di coniglio", la strada, facile e divertente, si snoda tra paesini e paesoni, tra agavi enormi e sughere. Dopo circa 140 km si arriva a Porto Vecchio. In entrambe le città si può facilmente vedere che non siamo propriamente in Francia, anzi. Le origini sono genovesi, i cognomi sono spesso italiani, il dialetto è una sorta di genovese sardizzato, il cibo e il trattamento riservato agli italiani e ovviamente il sentimento (oltre che il movimento) separatista. Tutto concorre a fare di questa terra un luogo particolare e, a mio avviso, bellissimo. Da Porto Vecchio si percorrono ancora una trentina di chilometri sulla strada principale, vedendo a sinistra un numero indefinito di stradine e sentieri che portano verso le spiagge. Se il destriero  e il tempo regge martedì pomeriggio sarò a Santa manza a fare il bagno.
Adios amigos.
Tornerò.

Forse :)

venerdì, 04 agosto 2006
Ieri era una giornata meravigliosa dal punto di vista climatico. Uno spettacolo, temperatura giusta, arietta che tirava e un cielo con delle splendide nuvole di passaggio.
Ieri era il mio ventottesimo compleanno, ho festeggiato e pasteggiato come si conviene.
Le conseguenze sono un bel mal di testa e la casa da pulire dopo la venuta degli "sbabbari". Ho ricevuto in regalo un posacenere telescopico, un libro su Mario Botta, un vino chinato, alcuni oggettini per la casa e una fantastica macchinetta del caffè (mi avranno visto un pò abbioccata? o sarà per il fatto che la meno sempre che il caffè della moka non somiglia neanche lontanamente a quello espresso...)



In ogni modo questo è l'oggetto che ha già prodotto da ieri sera almeno una ventina di caffè e un bel cappuccino stamattina. Lei è bella, nera e aggraziata.
É il nuovo idolo della casa. Sto già organizzando un altarino dedicato.
Domenica vado via, accompagno la mia cara genitrice in un piccolo viaggio in centro italia, torno in meno di una settimana. Niente a che vedere con il buon Aenima che in questo momento si sbatacchia di qua e di là in quel dell'Irlanda (invidia tremenda). Oggi mi è arrivato un suo sms che diceva più o meno così:
"io e la guinnes" è nato un nuovo amore. Al suo ritorno verrà obbligato al resoconto esaustivo nella rubrica "le avventure del cangiante Aenima".
Altro non so, ho i neuroni in vacanza fino a data da destinarsi.
Alcuni sono dei crumiri e stacanovisti quindi penso che qualcosa funzionerà ancora, ma non vi assicuro il servizio.
Statemi bene e a presto.