Dopo essere tornata dal mio piccolo soggiorno umbro e lasciati quei meravigliosi panorami mi ritrovo di nuovo a Torino, una Torino semi-deserta e con pochi negozi aperti. Chissà che felicità i turisti!
Dall'umbria abbiamo fatto un breve lancio in Tuscia dove non ero più andata da quando ero una bambina. Mia madre ricordava che mi aveva molto colpito Civita di Bagnoregio.
Dall'umbria abbiamo fatto un breve lancio in Tuscia dove non ero più andata da quando ero una bambina. Mia madre ricordava che mi aveva molto colpito Civita di Bagnoregio.
In effetti avevo dei vaghi ricordi di questo strano paesino che chiamano "la città che muore", collegato solo da un lungo ponte pedonale e arroccato su una rupe tufacea. Appena giunta ero sconvolta di quanto bene mi ricordassi quel luogo. Mi accade raramente di ricordare nitidamente cose viste da piccola. E' stata una sensazione strana e in qualche modo struggente. Rivedere le stesse cose con occhi completamente uguali e completamente diversi.
Attraverso il lungo ponte con una fatica che non ricordavo. Il posto è magnifico. Un intero paese fatto di edifici medioevali e rinascimentali

che fino a poco tempo fa erano tutti o quasi abbandonati. Ora ci sono bed&breakfast, bar, ristorante e alcune botteghe artigiane oltre a qualche fortunato che ci vive. Il turismo è fiorente e sembra davvero che non se la passino per niente male. Passeggiando vedo su di una porta un cartello tecnocasa.
Meraviglia. Il padrone precedente ha il gusto dell'orrido ma sono certa che potrei rendere la "stamberga" estremamente più accogliente. Se avessi 150mila euro da buttare via li butterei così. Ma non ho nemmeno 150 euro da buttare via.
Così mi accontento e i pochi soldini racimolati li voglio gettare andando una bella settimana abbondante in corsica, nella zona sud vicino a Bonifacio. Mare trasparente e nessunissima pretesa, a parte i megasuperyacht che arrivano da Porto Cervo, cibo ottimo e paesaggio mediterraneo. Lunedì con il mio valido destriero scooteroso honda sh 125 mi recherò con la giusta dose di ottimishmo sulle tortuose stradine piemontesi e liguri fino a raggiungere Savona e il porto di Vado dove sono alla fonda le navi della giallissima Corsica Ferries. Da lì, convinto ad imbarcarsi il valido destriero, dopo una lunga traversata di circa 7 ore giungerò nottetempo in quel di Bastia. Da Bastia, bella cittadina portuale con una vistosissima chiesa con le "orecchie di coniglio", la strada, facile e divertente, si snoda tra paesini e paesoni, tra agavi enormi e sughere. Dopo circa 140 km si arriva a Porto Vecchio. In entrambe le città si può facilmente vedere che non siamo propriamente in Francia, anzi. Le origini sono genovesi, i cognomi sono spesso italiani, il dialetto è una sorta di genovese sardizzato, il cibo e il trattamento riservato agli italiani e ovviamente il sentimento (oltre che il movimento) separatista. Tutto concorre a fare di questa terra un luogo particolare e, a mio avviso, bellissimo. Da Porto Vecchio si percorrono ancora una trentina di chilometri sulla strada principale, vedendo a sinistra un numero indefinito di stradine e sentieri che portano verso le spiagge. Se il destriero e il tempo regge martedì pomeriggio sarò a Santa manza a fare il bagno.
Adios amigos.
Tornerò.
Forse :)
Attraverso il lungo ponte con una fatica che non ricordavo. Il posto è magnifico. Un intero paese fatto di edifici medioevali e rinascimentali

che fino a poco tempo fa erano tutti o quasi abbandonati. Ora ci sono bed&breakfast, bar, ristorante e alcune botteghe artigiane oltre a qualche fortunato che ci vive. Il turismo è fiorente e sembra davvero che non se la passino per niente male. Passeggiando vedo su di una porta un cartello tecnocasa.
Meraviglia. Il padrone precedente ha il gusto dell'orrido ma sono certa che potrei rendere la "stamberga" estremamente più accogliente. Se avessi 150mila euro da buttare via li butterei così. Ma non ho nemmeno 150 euro da buttare via.

Così mi accontento e i pochi soldini racimolati li voglio gettare andando una bella settimana abbondante in corsica, nella zona sud vicino a Bonifacio. Mare trasparente e nessunissima pretesa, a parte i megasuperyacht che arrivano da Porto Cervo, cibo ottimo e paesaggio mediterraneo. Lunedì con il mio valido destriero scooteroso honda sh 125 mi recherò con la giusta dose di ottimishmo sulle tortuose stradine piemontesi e liguri fino a raggiungere Savona e il porto di Vado dove sono alla fonda le navi della giallissima Corsica Ferries. Da lì, convinto ad imbarcarsi il valido destriero, dopo una lunga traversata di circa 7 ore giungerò nottetempo in quel di Bastia. Da Bastia, bella cittadina portuale con una vistosissima chiesa con le "orecchie di coniglio", la strada, facile e divertente, si snoda tra paesini e paesoni, tra agavi enormi e sughere. Dopo circa 140 km si arriva a Porto Vecchio. In entrambe le città si può facilmente vedere che non siamo propriamente in Francia, anzi. Le origini sono genovesi, i cognomi sono spesso italiani, il dialetto è una sorta di genovese sardizzato, il cibo e il trattamento riservato agli italiani e ovviamente il sentimento (oltre che il movimento) separatista. Tutto concorre a fare di questa terra un luogo particolare e, a mio avviso, bellissimo. Da Porto Vecchio si percorrono ancora una trentina di chilometri sulla strada principale, vedendo a sinistra un numero indefinito di stradine e sentieri che portano verso le spiagge. Se il destriero e il tempo regge martedì pomeriggio sarò a Santa manza a fare il bagno.
Adios amigos.
Tornerò.
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by Desmentera | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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