lunedì, 26 giugno 2006
Ricevo e pubblico:
Carlo Ginzburg: Terrore.
Piazzetta Primo Levi, Torino
Martedì 27 giugno 2006
Ore 18.00
Ingresso libero
Uno storico di fama mondiale dal nome legato in modo indissolubile alla cultura torinese e italiana: Carlo Ginzburg, docente all’University of California di Los Angeles, figlio di Leone («il vero fondatore della casa editrice Einaudi», per ammissione dello stesso editore) e di Natalia, uno dei massimi autori italiani del Novecento. Una location tanto suggestiva quanto carica di memorie e di inviti al dialogo come piazzetta Primo Levi, nel cuore del multietnico quartiere San Salvario, su cui si affaccia la Sinagoga torinese. Un tema come il Terrore, di drammatica attualità ma al tempo stesso categoria interpretativa metastorica dell’umanità e dei suoi comportamenti.
Martedì 27 giugno 2006 alle 18 per l’anno di Torino Capitale Mondiale del Libro, primo appuntamento con il ciclo I Nove Maestri: l’atteso calendario di lezioni magistrali in cui nove fra i più significativi interpreti del nostro tempo propongono un percorso fra le parole-chiave necessarie a comprendere la realtà contemporanea, sempre più scissa e lacerata ma anche percorsa da un fervore di tensioni, di progetti, di solidarietà vecchie e nuove. Nove grandi temi, nove discipline o aree dello scibile con ponti ideali fra l’una e l’altra, che compongono idealmente la mappa dell’uomo contemporaneo con i suoi interrogativi e offrono gli strumenti per esplorarne i confini: la storia, la psicologia, la genetica, la letteratura, l’economia, la filosofia, la poesia, la neurobiologia, la cultura. Il progetto dei Nove Maestri è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.
www.trwbc.it
Info:
Ufficio Stampa Torino Capitale Mondiale del Libro
Anna Abbate
e-mail:abbate@fieralibro.it
tel. 011 5184268 int. 904
Elisa Scattolini
e-mail: ufficio.stampa2@fieralibro.it
tel. 011 5184268 int. 919
fax 011 5618378
venerdì, 23 giugno 2006
Concerto dei Tool e qualche seguito, Desmentera's version 1.0

Torino, 19/06/06 ore 16.00
Siamo in ritardo, siamo in ritardo dai dai che dobbiamo ancora prelevare soldi, fare gasolio e comprare da bere. Partiamo con il camper baracca dei genitori di Dallith, lo odiamo abbastanza quel mezzo. E' troppo grosso e largo, una enorme scatola con le ruote, rumoroso e lento. Però ci si può dormire dentro, e nel nostro caso, tanto ci basta.
Postamat, distributore e ci dimentichiamo la roba da bere. Vabbè fa lo stesso, dobbiamo andare, Aenima ci attende.
Quando partiamo sono passate le 16,20.
Assago (Mi) 19/06/06 ore 18.XX o forse 19.XX
Finalmente arriviamo, dopo un viaggio terrificante sulla TO-MI con tutti i lavori e i camion e noi ai 90 all'ora al massimo. Prima o poi avrò un mezzo degno di tal nome per viaggiare porca miseria ladra. Nel frattempo vengo piacevolmente intrattenuta dagli esilaranti sms di Aenima che mi aggiornano sul suo viaggio con gli amichetti del boschetto della sua fantasia. Usciamo al forum, cerchiamo il parcheggio e finalmente, non dopo averci estorto ben 9€, ci permettono di fermarci. Chiamo Aenima, dove sei? son lì! ok vieni verso di là, a no spetta vieni verso là, ah merdaccia lì non passano i pedoni... al sottopasso, quello pieno di magliette? sìsìsìs, quello! Evviva trovato un punto di riferimento comune,
Lo vedo, passo fiero e sguardo attento con la sua maglietta nera (ci son 30°C almeno) con la scrittona TOOL, una tracolla contenente circa 20 kg tra non si sa cosa e il manuale di vampiri. Mi guardo attorno. Casino e degenero. Puzza di salsicciotti da paninaro e centinaia di maglietta paccose in vendita. Baci e abbracci. Sono felice di vederlo, con lui è una cosa un pò strana, nel senso che parliamo molto via chat, forum, blog e quant'altro. In fondo lui sa tutto, o quasi, di me, di noi, in tempo reale, pur restando lontano 450km per buona parte del tempo. E' come se non ci lasciassimo mai. Però vederlo e poterlo pacioccare e pizzicottare e picchiare è tutta un'altra storia.
Forum, Assago (MI) 19/06/06 ore 20.56
Siamo dentro, avevo il terrore del caldo, invece si suda ma una cosa sopportabile, la gente c'è, ed è pure tanta, variegata per età, sesso e quant'altro. Ci mettiamo nella calca di sotto, non si può restare seduti al concerto dei Tool, gesù santissimo. Così dopo poco, comincia, niente gruppo spalla, partono subito loro. Ed è bellissimo, un concerto splendido, faccio qualche foto e un piccolo filmatino, la gente è scatenata, si sta davvero bene, posso trovare una unica pecca: l'acustica. La voce giunge impastata con gli altri suoni, odio questi maledetti palazzetti fatti a cazzo, in cui si va dalla sagra della porchetta ai concerti, va benissimo ma fateli almeno con una acustica decente. La porchetta non si lamenterà. O almeno si sentiranno bene i suoi lamenti.
Finito il concerto, annaspiamo un pochino per riprenderci, ci avviciniamo al merchandising, tutto costa tantissimo. Non ci penso neanche, Aenima (che sa che si pentirà per i prossimi 10 anni) acquista una bella maglia a manica lunga per soli 40€, ed è la cosa più onesta che vendono.
Forum, Assago (MI) 19/06/06 ora 23.40-->3.XX
Usciamo all'aria aperta ed è una bellissima sensazione, rischio addiritura che mi si asciughi la maglietta. Bere, fumare, chiacchierare e ridere. Di solito facciamo così, ed in effetti anche questa volta ci difendiamo. Esilaranti alcuni momenti con i pazzi del latino americano. Ci sono delle zanzare terribili, senti addirittura il peso quando si posano per succhiarti metà lattina di coca-cola di sangue. Bruciano poi, bozzi enormi. Più che tigre mi sa che sono zanzare barracuda.
Andiamo a dormire perseguitati dal calore e dalle zanzare, però siamo contenti.
Forum, Assago (MI) 20/06/06 ora 7.56
Un singolare anziano ci bussa alla porta, mi calo dal mio caldissimo loculo e gli apro con una faccia allucinante ma tanto non mi vede, ha dei fondi di bottiglia impressionanti. Dobbiamo sloggiare, alla velocità della luce usciamo dal parcheggio e andiamo al parcheggio del carrefour di fronte, è ancora chiuso. Due parole e due calcetti al pallone ed è già aperto. Colazione alla brioche dorée. Ottimi pain au chocolat e cappuccino. Aenima fa shopping per la sua metà (vabbè 1/3) rimasta a Bolzano. Sono anche un pochino invidiosa...
Alle 10.xx salutiamo Aenima, e ci ributtiamo in tangenziale. Bordello della madonna, noi con il nostro stupido scatolone (che non ha le cinture di sicurezza porca eva) arranchiamo verso la nostra uscita, code a singhiozzo, un mega Tir blu davanti a noi pianta un'inchiodata, sterziamo tutto per evitarlo ma non riusciamo, eravamo quasi salvi ma becchiamo lo specchiettone che salta via come una saetta e viene divelta anche la sporgente veranda. Disastro, ma stiamo bene e siamo tutti interi. Raccattiamo i nostri pezzi sull'asfalto e decidiamo di non fare il cid. Avevamo fretta e in più lo abbiamo tamponato noi. Incazzati come ricci ci facciamo tutto il ritorno scazzatissimi e pensando che qualcuno ci vuole male.
Torino, 20/06/06 ora 13.00
Arriviamo a casa, e non contenti della sfiga della giornata veniamo avvertiti che il progetto a cui stiamo lavorando da mesi ha dei problemi. Disastro ulteriore.
21/06/06
Colloquio alla mattina, raggiungo in scooter un geometra che parla a malapena l'italiano e vuole offrirmi un posto per 5€ l'ora a 20km da casa mia e dovendo obbligatoriamente prendere la partita iva. Fanno casette e capannoni. Depressione.
Al pomeriggio ci spariamo in valle di susa, dove ha (o avrebbe) sede il nostro progetto e dove ci spiegano i casini successi e che purtroppo dobbiamo aspettare fino a fine anno. Ma cazzo e i finanziamenti? Siamo nella merda. Mi sparo il ritorno, sempre in scooter fino a Torino, mollo dallith a casa e passo a prendere la mia amica (quella del mare) per recarci in un posto che dovevo mostrarle. Sono mediamente depressa e ho complessivamente percorso almeno 200km in scooter (125). Siamo a cena dalla mia amica, mangio più di quanto vorrei ma sono arrabbiata e delusa.
ieri e oggi
La tristezza non mi abbandona, mi sembra di girare a vuoto, voglio piangere. Non riesco a farlo. Mi arrabbio. Mi incazzo con chiunque mi passi vicino. Altri sei mesi. E intanto noi si invecchia. Altri sei mesi per poter cominciare, poi ci vogliono altri due mesi o tre per iniziare i lavori. In pratica nella migliore delle ipotesi apriamo a maggio prossimo. Tra un anno in pratica. L'unica cosa buona di questa settimana è stato vedere Aenima e i tool lunedì scorso. Il resto davvero da buttare. Verso le sette e mezza di ieri mi sdraio sul letto aspettando di farmi la doccia. Mi addormento di colpo, mi risveglio stamattina verso le sette meno un quarto. Faccio la doccia in ritardo e preparo la colazione. La settimana della sfiga sarà finita???
mercoledì, 21 giugno 2006
Le avventure del cangiante Aenima - II
Aenima viaggia da solo. Concerto Tool, Milano. Yeeeah.
Lunedí 19 giugno 2006 mattina
Svegliaaaa! Ripeti. Svegliaaaa! Ripeti. Svegliaaaa! Ripeti. Poi mi sveglio... credo.
Esco sul balcone per vedere il tempo. Una camionetta dei vigili del fuoco aspira acqua dai garage. Il vecchino spaccamaroni (che tutti i condomini hanno) sbraita ma non capisco cosa e tantomeno a chi. Buongiorno anche a voi.
Rientro e faccio colazione.
Gnam nutella e la vita mi sorride.
Lunedí 19 giugno 2006 13.XX
Panico. La biglietteria automatica della stazione mi dà posti esauriti sui treni direzione Milano di tutta la giornata. Sto già programmando un viaggio stealth camuffato da samsonite rigida, quando la gentile signora allo sportello mi risolve la vita e mi dice che la biglietteria automatica dice "Posti esauriti" su tutti i treni provenienti dall'estero perché non può conoscerne la disponibilità.
Geniale, complimenti.
Lunedí 19 giugno 2006 14.XX
Primo treno, direzione Verona... dormicchio, ma il mio vicino, un giovine alternativo austriaco (o altoatesino valligiano) studia spagnolo, fa esercizi e contemporaneamente si spara in cuffia musica tradizionale spagnola. Un corso intensivo degno di "Arancia meccanica". Si agita di continuo, tra scartoffie e ritmo español. Arrivo comunque sano e salvo alla stazione di Verona.
Lunedí 19 giugno 2006 15.XX
Cambio, nuovo treno, nuovi compagni di viaggio. Questo treno è a scompartimento, il che ti permette di avere un rapporto più intimo con quelle persone a porzione singola (citazione... me la ricorderò giusta?) che condividono il tuo viaggio.
Ho difronte un fervente cattolico puritano sulla trentina.
Al mio fianco una ragazza orientale con dei piedi orrendamente inariditi, che non capisce una mazza ma paga ugualmente la cifra che il controllore le chiede, senza battere ciglio (zen?).
Nella mia fila, al finestrino, un'adolescente trendy molto 3msc e difronte a lei uno che è appena uscito da "F.B.I. Protezione testimoni". Un killer in piena regola, e, secondo me, pure bravo. Si chiamerà Flippy Garofano? Bubi Orchidea? No, si chiamerà Butch, semplicemente Butch. Non ci posso credere, anche lui studia spagnolo?! E che è? Forse è perché il suo obiettivo è spagnolo e sta imparando la frase di rito prima di piantargli una pallottola in mezzo agli occhi. "Es tiempo de morir" bang!
Comunque dev'essere un segno, altro che Irlanda quest'estate. Fanculo i progetti, andrò a Pamplona a farmi incornare per strada dopo aver strizzato le palle ad un toro. Olé!
Il cattolico mi guarda malissimo... sarà il tatuaggio che lo mette a disagio o la potente aura di paganesimo che emano? Forse è solo invidioso che ho tutte queste belle cose da scrivere sul cellulare e degli amici a cui spedirle... probabile, visto che, alla formulazione di questo pensiero, estrae il suo motorolone e finge di scrivere a qualcuno.
La cinese ad un certo punto si alza. Dovrà uscire? No, secondo me è andata a cercare il controllore per riscattare la macchia sul suo onore. Oppure è andata a fare seppuku nel cesso... che fine triste.
Manco a farlo apposta il suo posto viene occupato da un signore cinese (metamorfosi?) che apre la porta e chiede sorridente "C'è tempo?" indicando il posto vuoto. Io gli dico cortesemente di sí, mentre il cattolico lo sputtana per la sua ignoranza. Resto sbalordito ed incapace di dare forma ai miei pensieri omicidi. Intanto conto i soldi per vedere se posso pagare il killer per ucciderlo, ma i soldi mi servono per il concerto. Gli è andata bene... questa volta.
Lunedí 19 giugno 2006 17.XX
Scendo dal treno air conditioned sapendo già quel che mi aspetta: la malefica stazione di Milano Centrale e la sua afa opprimente. Mi liquefaccio e, sfruttando la pendenza, scorro lungo le fughe dei mattoni del pavimento fino ad uscire dalla stazione. Mi fumo una sigaretta nel piazzale e osservo inorridito il pirellone. Ecco, ho assunto la mia dose di belle arti.
Scendo a prendere la metropolitana dove le belle arti si sprecano. Non faccio in tempo a focalizzarmi su nessuno dei miei compagni di metro, tutto troppo milanese. No, non impanato, solo troppo frenetico.
Trovo l'autobus che mi porterà al forum ed improvvisamente mi sento vecchio. Ma come? Tutti questi ragazzini che ascoltano i Tool?! Poi arrivano altri vecchiardi come me, e capisco che, semplicemente, se la sono presa più comoda.
Su questo pullman ci sono dodicimila ragazzi circa che vanno al concerto e due persone che non ci vanno. Ovviamente li becco io. La signora al mio fianco: "Ma che concerto c'è?" "I Tool" rispondo educatamente sapendo già che non li aveva mai sentiti nominare. "Con tutta sta gente pensavo fosse, non so, Sting, Ramazzotti!" "No, signora, è... un altro genere.". La ragazza difronte a me, una manager in carriera fallita, ma con la stessa faccia da culo, mi fa sapere che lei va al forum perché deve essere pagata per il concerto dei nonmiricordo (io intanto penso per cosa doveva essere pagata) mica perché gli piacciono i Tool. Ma brutta stronza, ma ti pare che con quella faccia e quel tono lí mi dici che, sí, vai al forum, ma figuriamoci se vai a vedere quelli lí che non ti piacciono per niente??? Ma cazz, ho una maglietta con l'enorme scritta tool chiaramente leggibile, ma ti pare?!
Mentre mi pento di non aver chiesto il numero di cellulare del killer, l'autista urla "Questa fermata è per il forum!" e la mandria esce.
Collasso sotto al forum in attesa dei camperisti del lunedí, Desmentera e Dallith, che si sono fatti inghiottire dal traffico tangenziale.
Lunedí 19 giugno 2006 19.XX
Che attende fuori dal forum c'è un pò di tutto: un ragazzo con i pantaloni corti e 6 (li ho contati) ferri che gli escono dalla tibia e formano una complicata impalcatura, un clone di James Hetfield da giovane, ragazze dark, metalluse, strafighe (genere che trascende il genere), magliette dei Tool, degli APC, dei RATM, di niente e persino un tizio con la maglietta dei Blind Guardian (un mio caro amico patentato thrash classic metal lo avrebbe punito a colpi di morning star per aver tradito il vero metallo andando ad un concerto cosí "pop" come quello dei Tool... fuck bastard!), ovunque ti muovi un delicato profumo di erba spinella, imprecanti spazzini mediorientali, e molto altro...
In breve capisco perché un banchetto abusivo vende a peso di platino lo spray antizanzare. Ma quella è la tangenziale o è un naviglio?! Ne porterò i segni ancora per qualche giorno... prudeeeee!
I torinesi sono arrivati, baci, abbracci, sidro, sigarette artigianali, insalata di pasta e siamo pronti per il concerto.
Lunedí 19 giugno 2006 20.56
Siamo dentro, c'è parecchia gente. Decidiamo di stare sotto nella calca, ma non eccessivamente pressati. A parte un capellone altissimo, vediamo bene il palco... attendiamo.
Sono teso, carico.
Poi arrivano.
I Tool. James Maynard Keenan.
Sublime.
Eccezionale.
Spettacolo.
Grandissimi.
Sono presissimo, ad un certo punto dice qualcosa tipo: "dopo la prossima, goodbye" ed arriva, finalmente... erano anni che l'attendevo: Ænima.
Sono posseduto come un santone messicano durante un rito in preda al peyote.
Canto, urlo, agito le braccia, salto.
Poi finiscono e se ne vanno, sono soddisfatto oltre ogni aspettativa.
Lunedí 19 giugno 2006 23.XX
Il concerto è appena finito e mi rendo conto improvvisamente di aver sudato peggio che in una pubblicità di integratori salini. Mostro la panza sudata a tutti... 'zzo mene... e ci dirigiamo verso il merchandising ufficiale (molto ma molto più bello di quello fuori) per scoprire che le t-shirt costano 30 euro e i cappellini pure! Sanno che ci sono tanti rintronati come me, che se tornano a casa senza, se ne pentono per i prossimi dieci anni. Cosí opto per la maglia a manica lunga, che è anche la più bella, per 40 euri. Panza al vento, chiedo una L che potrebbe quasi starmi stretta. La tizia mi dice che non ce l'ha e mi chiede "S o XL?"... non so se sentirmi lusingato o preso per il culo. È tardi e non me ne preoccupo. Mi prendo la XL e usciamo dall'infernale forum.
Fuori fanno una specie di festival latinoamericano... sarebbe la degna e perfettamente naturale prosecuzione del concerto, ma, chissà come mai, optiamo piuttosto per sederci sull'asfalto del parcheggio davanti al camper e alla tangenziale. Ce la chiacchieriamo allegramente...
Martedí 20 giugno 2006 03.XX
Il festival sembra volgere al termine ed assistiamo alle più assurde scene di delirio collettivo che si possano vedere in un parcheggio. Una dozzina abbondante di tracagnotte ragazze e signore camminano in bilico sugli altissimi tacconi e, non sazie del ritmo latino, cantano in coro tutti gli ultimi grandi successi latinoamericani improvvisando danze. Una sorta di freestyle alla 8 miles sudamericano. Eminem dovrebbe imparare da loro.
Poco dopo altre tre discutono animatamente se sia meglio la salsa o la bachata o chessó io.
O gli amanti del latinoamericano si divertono con poco oppure questi avevano bevuto davvero molto: un ragazzo che aveva una trombetta di plastica continuava ad infilarla nel finestrino aperto dell'auto degli amici e suonare. Cosí avanti per minuti, prima nel finestrino del passeggero, poi in quello dietro, poi nuovamente davanti... e gli amici dentro l'auto ridevano e ridevano. Avevano il motore acceso ma a nessuno è venuto in mente di accellerare ed andarsene o semplicemente tirare su il finestrino. Ridevano. Misteri della bachata.
Mentre mi fumo la u.s. vedo una ragazza che cammina a passo tanto spedito quanto barcollante tagliando il parcheggio per lungo. Sarebbe stata anche carina se non avesse avuto quel passo da camionista ubriaco e se non avesse continuato a tenersi la patata a due mani. Si rende conto di aver seminato gli amici e smarrito l'auto cosí torna indietro. Prima urla, quasi ridendo, che le hanno rubato l'auto, ma nessuno le crede... i suoi amici sono piegati dalle risate. Poi corre con un suo amico (??) dentro un cespuglio a pisciare... non voglio sapere. Sono passate le quattro... è ora di nanna.
Quando anche le risate e le chiacchiere cedono il posto al sonno, arriva lei. Con un dolore lancinante alla caviglia ed un bruciore da marchio a fuoco, capisco che Essa ha colpito. Il suo ronzio è fastidiosissimo, le dó la caccia tentando di non scuotere troppo il camper altrimenti Desmentera mi cade di sotto e, come ha detto lei, si divide a metà. Alla fine non la trovo più, la maledetta, ma nel suo veleno deve esserci anche una dose di potente sonnifero e torno a dormire. Mi addormento sconfitto.
Martedí 20 giugno 2006 07.56
Qualcuno bussa alla porta del camper. Sbircio dalla finestrella mentre Desmentera si cala dal letto e va ad aprire. Si tratta di un buffo ometto anzianotto che presumiamo sia l'uomo delle pulizie del parcheggio. "Tra cinque, massimo dieci minuti chiudo la sbarra!". Azz... a velocità record ci attiviamo e cinque minuti dopo siamo in un altro parcheggio pronti per attendere che il centro commerciale apra per farci fare colazione.
Anche questa è un'esperienza nuova: solitamente arrivo poco prima che gli esercizi chiudano. Non mi era mai capitato di dover aspettare che qualcosa aprisse.
Colazione spettacolo, mini-shopping, baci, abbracci, saluti, ci vediamo presto e mi ritrovo alle 10 e qualcosa alla rotonda del forum.
Inizio a valutare la situazione.
Trovo una fermata dell'autobus ma credo sia quella che mi ha portato qua, quindi deduco che non vada esattamente bene per tornare indietro. Ne cerco un'altra, mentre consumo parte della mia acqua per il viaggio bagnandomi la testa. Infine raggiungo il capolinea e scopro (grazie signora del bar se dovessi mai leggere!) quale autobus prendere.
Sono sporco e sudato, reduce da un concerto, in una città "straniera", con una grande borsa a tracolla che aspetto un autobus, fa molto "on the road" e per rispettare questa mia sensazione non cerco un biglietto e viaggio senza.
Martedí 20 giugno 2006 11.XX
La mia vicina di metro a porzione smilza legge dei fogli stampati da internet sul buddhismo, ma hanno un taglio troppo commerciale ed abbandono la lettura.
Un ragazzo orientale si siede difronte a me e medita... o dorme? Non so, ma mi sta mettendo sonno, il bastardo. Mi ripiglio in tempo per scendere a Milano Centrale, trovo un treno e mi appropinquo.
Martedí 20 giugno 2006 12.XX
Nessun personaggio allegorico su questo treno. Solo una ragazza fashion che studia il "matrimonio canonico", indossando gli occhiali da sole, ma non mi ispira nessuna poesia.
Mi correggo... è appena entrato un bambino posseduto da Brunga. Se non la smette mi trasformo nel principe stellare e gli saltello sulla testa... boing boing.
Ma forse è meglio che dorma... 'notte.
Martedí 20 giugno 2006 14.XX
Cambio a Verona. Su quest'ultimo treno mi trovo dirimpetto ad un guerrigliero pensionato dell'EZLN agitato. Non penso che un eurostar possa simboleggiare il capitalismo imperante... quindi mi tranquillizzo. Al limite mi trasformo nel Subcomandante Marcos e lo convinco a non farci esplodere.
Nella fila accanto c'è un ragazzo emo che dorme triste... molto emo. Ed un uomo trekking afghano che reputo innocuo. Una compagnia comunque migliore della vecchina trentina che non smette di parlare, qualche fila più avanti. Alla peggio, se alza ancora il volume di voce, mi farò una cultura sulla vita rurale dei campi trentini durante la grande guerra.
Martedí 20 giugno 2006 14.XX
Delusione. Il guerrigliero beve coca cola light... mannaggia, quanti compromessi.
Il ragazzo emo si è messo a russare a trombetta da stadio, svegliando l'afghano montanaro... troppo emo!
Squilla il cellulare del tarchiato zapatista venduto. Risponde "Pronto? Pronto? Mi sente? Pronto? Sono in tr... pronto? Sono in trenooo!" mette giù... squilla un altro cellulare che tira fuori da un'altra tasca del suo gilet da battaglia in dotazione ai ribelli del Chiapas. Stessa storia... una volta riagganciato, boffonchia qualcosa e mi guarda imbarazzato. Sorrido elegantemente e mi tuffo nella lettura.
Martedí 20 giugno 2006 15.XX
Eccomi giunto a destinazione. Mi sento come un pinguino introdotto illegalmente nella fauna bolzanina. Infatti fa schifosamente più caldo che a Milano, giuro! Un termometro, rimasto all'ombra tutto il giorno, segna 31 gradi e sono sicuro che è un moderato.
Scopro che a casa mia, a causa dell'allagamento dei garage, non c'è l'acqua calda. Fanculo... vado a farmi la doccia dai miei, cosí scrocco anche la cena.
Il mio scooter è sprofondato nel catrame liquefatto e pende pericolosamente come una moderna torre di Pisa.
Sono l'ultimo uomo-pinguino sulla faccia della terra e mi sto per squagliare.
Sono un pinguino in estinzione,
ma un pinguino che ha visto il concerto dei Tool...
posso evaporare felice.
Hasta la vista.
sabato, 17 giugno 2006
Il tempo era assolutamente mediocre, con il sole che faceva capolino qualche minuto per poi sparire con un ghigno malefico dietro la sua amica che di nome fa Coltre e di cognome Nuvolosa.
Insomma non come nella foto (solo il posto è lo stesso). Però ero al mare, dove si vede la vita sotto un'altra ottica. Più placida, rifratta, proprio un'altra lunghezza d'onda.
Ci sono andata quasi per caso, accompagnatrice per il ritiro di un oggetto in quel di Genova. Giunte a Genova e sbrigata la commissione ci siam dette: "Levante o Ponente?" "Beh levante è a sinistra dal nostro punto di vista quindi ok per il levante!". E Levante è stato.
Genova, Nervi, Bogliasco, Sori, Recco, Camogli, non un posto decente per fermarsi con l'auto.
Intanto passando da Nervi e costeggiando il parco ho ricordato un momento di tanti anni fa quando, da bambina, passai un periodo proprio lì, il medico aveva detto di portarmi al mare (ero malaticcia), e andavo tra quegli alberi con mia nonna a guardare gli scoiattoli. Ricordo benissimo uno scivolo sciccosissimo per la bambina abituata ai campetti di periferia con una scala alta e un tubo a spirale in cui scivolare fino a terra. Era rosso. Era un posto da sogno per me. Tanto che non ho avuto il coraggio, oggi, di fermarmi ed andare a vedere quei posti, cercare il luogo e restare delusa.
E allora via: Santa margherita ligure, Portofino ("per carità ci lasciamo una cornea per pagare qualsiasi cosa"), Rapallo.
Rapallo! Parcheggio, finalmente fuori dalla macchina. "cacchio il costume.... troviamo un bagno che lo metto" Caffè, toilettes e costume addosso. "ora manca del cibo, focaccia ligure!" Cerchiamo invano una panetteria ("è l'una e mezza, tutto chiuso cara mia") ripieghiamo su una focacceria. 9,90 € per tre minuscoli pezzi di focaccia con il formaggio e due bottigliette d'acqua ("ma fa lo stesso dai siamo al mare sususu") finalmente spiaggetta, l'unico fazzoletto di spiaggia libera ("odio queste cose cazzo").
Antico castello sul mare, spiaggetta di sassetti minuscoli, ogni tanto il sole, bagno e focaccia.
Sono felice.
Peccato che devo tornare a casa.