venerdì, 31 marzo 2006
Le avventure del cangiante Aenima
L'altra sera ero al parco con il cane. Come ogni sera.
La nota stonata in questa rassicurante costanza, fu un oggetto non identificato che a distanza descriveva un'orbita circolare nel terreno avanti a me.
Uno squalo? Non c'era acqua...
Un alieno? Può essere...
Magneticamente attratto, mi avvicinai, riuscendo ad avvertire dei suoni, prodotti proprio da quella creatura.
Un'orsetto del circo su un monociclo?
Noooo, molto peggio!
Era un giovin ragazzo hip hop su di una BMX. E i suoni prodotti erano parole, italiane, senza alcun significato apparente.
"Parlava da solo? Ma è scemo?" A quest'ultima domanda, risposi molto velocemente.
Accorciai ancora le distanze per poter udire meglio i suoni gutturali emanati dalla creatura. Essa aveva gli auricolari, stava dunque ascoltando della musica e ripetendo le parole della canzone?
"Impossibile!" mi dissi. "Nessun cantautore poteva scrivere simili panzane. E spero che il ragazzo non stia cercando di imitare la voce, perché è mostruosa ed innaturale!"
Cercai di mettere insieme delle parole per formare una frase di senso compiuto:
"vdrai che s-n csí vcinooooooo, csí vcinooooooooooo" "sfogliami l'anima" "solonbnbi-nooooooooo" "dntr na scatola"
... che fosse la storia di una cipolla?
E poi
"frà"
"frà"
e ancora "frà"!
Quella parolina mi rimbombava nella mente e fu come per Hulk un'ondata di raggi gamma. E proprio come Hulk subii una mutazione! Ma non divenni verde.
I miei jeans divennero elasticizzati e strettissimi, tanto che mi faceva male il pac... il polpaccio.
Il parka divenne un pesantissimo chiodo che mi abbassò le spalle di un paio di centimetri. La maglia divenne una t-shirt puzzolente e bucata degli Impaled Nazarene con sangue, morti, demoni, peste, carestia, devastazione, caproni che sodomizzano angeli e pentacoli rovesciati. La mia voce si abbassò di due toni, provenendo direttamente dal fondo dell'inferno più nero.
Mi crebbe un pizzetto da capretta svizzera e capelli nuovi che non avevo più da anni. Mi raggiunsero in lunghezza metà schiena e, ovviamente sciolti, mi stavano davanti al viso per donarmi un'aria truce e per permettermi un violentissimo headbanging.
La mia delicata e fine fedina d'argento divenne un drago alato d'acciaio inox che copriva tutto l'anulare e prendeva assieme la prima falange di tutte le dita della mano. Scoprii che fungeva anche da accendino.
Persino Lillo, il mio cagnolino, subí una metamorfosi trasformandosi in un bellissimo lupo grigio con gli occhi azzurri che fa molto lyric epic power swedish metal!
Una furia incontrollata stava crescendomi dentro, che venne sfogata solo in minima parte da un potentissimo scream che fece esplodere i pneumatici della bici del bimbo hip-hop. Esso fece per rialzarsi dopo la brutta caduta, ma si bloccò in ginocchio perché in quel mentre...
... giunsero...
... gli spiriti...
dei Signori del Metallo Pesante!
Indicai a nord pronunciando queste parole di saggezza:
"Suddenly A Gust Of Wind Come Up From The North. There Appeared A Lone Rider, Holding A Sword Of Steel."
Giunse lo spirito a cavallo ed entrò in me (non vi dico da dove).
Indicai poi a sud: "Then From The South Came Another, Bearing A Battle Axe." e un altro.
Da est:" From The East Came A Third, Holding A Spiked Club" questo con la mazza puntuta fu quello che mi fece più male entrando e per ultimo da ovest: " And Finally, From The West A Rider Who Wielded A Great Hammer Of War".
Ora che i Quattro Signori Supremi Indiscussi del Metallo Pesante mi avevano posseduto, il destino del bimbo era segnato.
Iniziai a camminare lentamente mentre i quattro Re del Metallo, utilizzando il mio corpo come cassa acustica, recitavano la Preghiera del Guerriero:
"Gods of war I call You. ..." "Cover me with death if I should ever fail!" detto questo saltai addosso al ragazzo yo-frà-yo coprendolo di cazzotti ed intervallandoli ognuno con una PPMP, Parola di Potere del Metallo Pesante:
"Glory!" pim,
"Majesty!" pum,
"Unity!" pam!!!
"Hail!" sbram
"Hail!" crack
"Hail!" crunch
Epica giustizia fu fatta.
giovedì, 30 marzo 2006
Oggi, per caso, ho ascoltato alla radio "le vent nous portera" dei Noir Désir. E' una canzone che mi ricorda molte cose e molti posti. Sulle coste francesi quell'anno si sentiva solo quello, una canzone semplice che non poteva lasciarti indifferente, ti rimaneva in testa. Ed io ero proprio là, sulle coste francesi vicino a Bordeaux, città da cui, guarda caso, provengono i Noir Désir.
Già, ero là in vacanza: sole e oceano.

Ho adorato tutto l'album che conteneva quella canzone, in realtà molto più altre canzoni che non quella. Per esempio "l'europe" oppure "bouquet de nerfs" o ancora "Lost"... Dopo 15 anni di carriera e un sacco di album erano arrivati a un successo incredibile. Un gruppo rock francese. Wow!
Poi, sempre in estate, un paio di anni dopo mi pare, si è saputa la notizia che Bertrand Cantat, il cantante dei Noir Dèsir, sotto l'effetto di droga e alcool aveva picchiato la compagna Marie Trintignant fino a lasciarla in coma. La bella attrice morì.
La storia fece molto scalpore e i media disserò ogni genere di cosa. Soprattutto lasciò un sacco di gente sgomenta e incredula. Come è possibile che un poeta, un musicista, un artista che era (ed è ancora?) portavoce di tutto un movimento di persone che credono che sia possibile creare un mondo diverso, abbia fatto una cosa del genere?
Una storia strana e, in ogni modo la si osservi, orrenda.
Bertrand dopo un lungo processo è stato condannato a otto anni di reclusione.
C'è chi sostiene di non poter più sentire le canzoni di Cantat, il gruppo invece pensa di tornare al lavoro non appena il leader abbia scontato la sua pena.
Oggi, sentendo la canzone, ho sperato davvero che tornasse a cantare. Nonostante tutto, nonostante il fatto che la sua musica sarà per sempre maledetta da quel terribile avvenimento, sarà sempre coperta dalla morte, non ricorderà solo bei momenti, ideali o poesia ma anche la doppiezza che vive nei nostri animi. La cattiveria e l'impulsività che ci cova dentro tanto quanto la poesia, la musica e l'arte.
"....
Ce parfum de nos années mortes
Ce qui peut frapper à ta porte
Infinité de destins
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient?
Le vent l'emportera
Pendant que la marée monte
Et que chacun refait ses comptes
J'emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera
..."
lunedì, 27 marzo 2006
Notate qualche somiglianza?
Non si inventa mai nulla siori e siore.
V for Vendetta non è altro che la versione moderna del bronzetto nuragico rappresentante una sacerdotessa.
La storia, più o meno, è così:
V è sardo, si nascose lì finchè potè terrorizzando i villaggi con i suoi sgozzamenti e svolazzamenti di coltelli. Quando i tempi cambiarono e la sardegna non fu più una terra sicura per le sue azioni, si infiltrò su un traghetto spacciandosi per un cameriere di belle speranze e giunse finalmente sulla terraferma, il continente. Ma egli sentiva un richiamo forte provenire da un'altra isola, un'isola così diversa dalla sua sardegna. Così si incamminò e giunse a Calais dopo qualche anno (il suo senso dell'orientamento non fu mai buono). L'idea di prendere un altro traghetto (aveva vomitato tutto il viaggio sull'ultimo traghetto) lo infastidì a tal punto che decise di andare a nuoto. Approdò quindi, stremato, sulle coste inglesi.
Lì dove si ergono le alte e bianche, scogliere di Dover. Finalmente era giunto, sì! Sentì di essere arrivato.
Vide degli uomini avvicinarsi a lui, e pensò che gli incolti volessero acclamarlo. Invece lo arrestarono, "lurido clandestino" gli dissero, e lo rinchiusero in un penitenziario "particolare". Lo stupore era tale che finche non senti sbrucciacchiare i piedini non si rese conto di nulla.
Da qui, la storia prosegue come la conosciamo noi.
Povero V. Fino all'ultimo sognava pecorino sardo e carta musica.
domenica, 26 marzo 2006
Nella rubrica tenuta da Marco Travaglio su "la repubblica" leggo:
"Genova. Un giovane ha urlato contro l'auto blu su cui viaggiava Berlusconi: 'Evviva Vittorio Mangano!', l'ex stalliere del premier legato a Cosa nostra. Berlusconi, sceso dall'auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l'indice contro e gli ha detto: 'Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!'" (Repubblica. it, 22 marzo 2006).
Ecco, questa non la sapevo. Non c'è davvero limite al peggio.
giovedì, 23 marzo 2006
C'era una volta una piccola ragnatela poetica dietro il mio pc, era proprio nell'angolo tra i due muri ai quali poggia la scrivania. La ventola dell'alimentatore la scaldava e la teneva perennemente in movimento. Non capisco come possa essere stata lì visto che non c'è nessun ragno che vi abitava. C'è Maria il ragno dello spigolo nord che sfratto ripetutamente a distanza di pochi mesi e poi c'è jesus il ragnetto, figlio di Maria e dello spirito santo (visto che non si trova l'altro esemplare che possa essersi accoppiato con lei) che si diverte a calarsi di tanto in tanto giù dal lampadario...
Ma questa è un'altra storia. Stavo invece raccontando della ragnatela poetica dietro il pc. Ecco, oggi ho dovuto spostare il pc per montare un nuovo masterizzatore DVD, il suo predecessore masterizzava solo CD e comunque ha lasciato questo mondo qualche anno fa, e la ragnatela si è staccata ed è caduta con lente volute fin sulla scrivania dove si è spiaccicata senza produrre rumore alcuno. Così la poesiola ragnatela è defunta.
La piangono Maria, jesus e tutti gli altri abitanti di questa magione.
Addio.
martedì, 21 marzo 2006
Oggi è un sacco di cose. Equinozio di primavera, Ostara per qualcuno, giornata mondiale della poesia, giornata della manifestazione per le vittime delle mafie.
Oggi è un sacco di cose.
Ieri invece non era un sacco di cose, era solo lunedì e come spesso capita di lunedì vado al cinema (non perchè io sia particolarmente abitudinaria ma il lunedì il costo è ridotto) ed ho visto V per Vendetta. L'ho trovato molto bello, leggendo qua e là ho capito che dagli estimatori del fumetto è stato molto criticato. Non mi resta che leggermi il fumetto e capire meglio. Per ora voglio solo trovare una maschera da V...
lunedì, 20 marzo 2006
Recentemente Brian Molko, leader e front-man dei Placebo è diventato padre di un bambino, si chiama Cody, avuto dalla fotografa Helena Berg.
Tanti auguri direte voi.
E invece NO! porca miseria lui NO! non doveva farmi questo... già l'ultimo album è discutibile (beh si dai anche quello prima... beh..) poi si mette a fare il papi bravo e buono con il passeggino e le apine.
E NO!!! Se ti spacci per dannata rockstar gay-bisex con una vita intera di avventure maledette da raccontare (si va bene qualcosa è inventato ad arte per vendere dischi, ma in ogni leggenda c'è un fondo di verità) non puoi di colpo passare dal lato dei bravi ragazzi sposati con la SW e la tv con lo schermo gigante. E NO! non puoi! Mi scompensi tutto quanto. O se proprio devi farlo non farmelo sapere.
E NO! E poi, Cody...
che nome del cazzo.
venerdì, 17 marzo 2006
Torino mia splendida iniziativa della libreria
Massena 28 per blogger torinesi. Partecipo volentieri!
venerdì, 17 marzo 2006
Certo che quando i giovin francesi si incazzano lo fanno fino in fondo eh! Hanno provato a mettergli la flessibilità, che noi ci siamo ingoiati senza dire nulla o quasi, e sono scesi in piazza facendo sentire la propria voce. Io mi sento nella repubblica delle banane.
Qui per i fatti di Milano, premettendo che questa non vuole essere una approvazione agli atti di violenza, è successo un putiferio di polemiche e poi finita lì. Qualcuno è in carcere, qualcuno ci finirà. Al G8 qualcuno ci ha lasciato la pelle, qualcuno qualcosa d'altro. Tutte le volte che si tira su la testa la grande mano del sistema è lì pronta a ributtare giù. E poi, parliamoci chiaro, rimarrà di più degli scontri di Milano con quattro gatti incazzati o del social forum di Firenze dove centinaia di persone si sono trovate pacificamente per parlare dei problemi del mondo, dei loro problemi??? Ci si ricorderà e si rifletterà su quale delle due "manifestazioni"?
Ieri volevo essere spagnola, oggi francese... l'unica cosa che non vorrei essere è FERMA QUA!
Invece lo sono.
giovedì, 16 marzo 2006
Un'altro motivo per voler essere spagnoli...
Il 17 Marzo si terrà il maxi-botellon, la maxi-sbronza in molte città spagnole. E' un'evoluzione del botellon che già il 16 febbraio scorso ha richiamato in piazza 5.000 persone per incontrarsi, divertirsi, bere e protestare per i prezzi troppo elevati dei locali e dei bar. Attraverso un tam-tam di e-mail, sms la manifestazione si è allargata da Siviglia a molte altre città.
Da noi il botellon, il bottiglione, si chiama pintun. Visto che non mi posso permettere di andare in spagna, probabilmente uscirò di casa da sola con un pintone di barbera facendo finta di essere spagnola.
Magari mi arresteranno, magari no. Hola!
Info: qua e qua e poi qua
mercoledì, 15 marzo 2006
mercoledì, 15 marzo 2006
Oh, archiviato anche questo scontro gli incerti saranno parzialmente spariti senza che io abbia potuto vederne uno. Un pò come i dodo, so che sono esistiti ma non ne ho mai visto uno.... Il 3 aprile si replica, per debellare finalmente la piaga degli indecisi, staremo a vedere. Avevo pensato ad una noia mortale invece il confronto è stato assolutamente guardabile, ho anche riso molto a dir la verità. Non so cosa darei per vedere i fogli pacioccati dal Cav., cosa scriverà mai su quelle povere pagine è mistero fitto. Gioca all'impiccato? fa il sodoku? scrive sono bravo, bello, ho tanti capelli colorati, sono il re del mondo... chissà. Qualcuno ha anche supposto che disegni i baffetti e le corna sulla foto dell'avversario....
martedì, 14 marzo 2006
Oggi, domani e per chissà quanto tempo si parlerà del fantomatico "faccia a faccia" tra il Cav. e il Prof., le regole "all'americana" dovrebbero rendere il tutto piuttosto noioso (come se di solito i confronti fossero divertenti e briosi) nonostante questo non me lo perderei per nulla al mondo. Voglio proprio vedere come se la cava il cav. a rispondere a domande secche e cronometrate. Lo studio 5 di "porta a porta" solitamente con un orrido pavimento azzurro forzista ora è asettico, minimalista. Intorno al tavolo i due contendenti, due giornalisti a fare le domande e poi lui, "l'arbitro" Mimun. Mi piacerebbe tanto sapere come farà Clementone a togliere la parola quando scade il tempo, un fischietto? un'interrutore generale della luce elettrica? un fucile a pallettoni? resterò con questo cruccio fino a stasera.
In trepidante attesa dello spettacolo circense in questione ho provato a sondare tra i miei amici e parenti vari quali siano le previsioni del risultato elettorale. Le correnti di pensiero sono principalmente due:
1. i sicuri - "Ah, ma quello lì stavolta non vince, gli italiani non si faranno infinocchiare due volte di seguito. No, no stai tranquilla, vedrai che i bagagli e il passaporto non ti serviranno. Poi lo vedi, perde colpi, sbaglia le mosse, si innervosisce...";
2. gli scettici - "Eh, lo so, pare che l'era Berlusconi sia terminata però non si sa mai di cosa sono capaci molti italiani, magari pensano che i comunisti (dove, DOVE?? voglio fotografarli prima che si estinguano del tutto?? DOVE??) non lo abbiano fatto lavorare... dai dai, al limite facciamo su armi e bagagli e ci trasferiamo. Poi vedi, come va bene ai confronti tv, lui è un esperto in materia, guarda il pubblico da Mentana come applaude..."
Non ho trovato gli incerti, quelli che dovrebbero essere convinti ed indirizzati dal confronto di stasera. Oh, non so dove si siano ficcati sti incerti. Niente, nessuno, nada... Avevo una descrizione, un identikit dell'incerto che diceva più o meno così: "L'individuo incerto ed indeciso si aggira per la zona dove sorgeranno i seggi elettorali con aria spaurita e insicura, un pochino tremolante ed anche un pò giallognolo in faccia. Non appena qualcuno gli si avvicina per domandare qualcosa l'incerto sfugge balbettando "non so... no... io non so...sono incerto", di tanto in tanto egli tira fuori (con molta fatica date le enormi dimensioni) un fac-simile della scheda elettorale tutta spiegazzata e la fissa con aria sognante, poi la ripiega e la mette velocemente in tasca con aria furtiva e riparte con i suoi giri".
Se avvistate un esemplare di questi "incerti" potreste gentilmente comunicarmelo? Vorrei tanto conoscerne uno! Così posso abbarterlo e alleviargli la pena di andare a votare.
Ah, gente, stasera, secondo me, ci sarà da ridere.
Stay tuned
lunedì, 13 marzo 2006
Ed ecco un'altro bell'esempio della nostra italietta.
LA NUBE INVISIBILE