martedì, 06 maggio 2008
Torno dopo una settimana nella bella ed assolata Sardegna e subito il riversare ottuso delle magagne di tutti i giorni mi soffoca.
Mi sbiadisco davanti al monitor del pc al lavoro. Guardo in faccia quella specie di gentaglia che lavora con me e mi chiedo come mai. Cosa ci faccio ancora lì.  Perché diavolo non li ho ancora mandati a quel paese.
Poi arriva la bolletta del gas, oltre 600 maledetti euro. Eccomi tutte le risposte.
Una vera ossessione.
E pensare che ho avuto freddo tutto l'inverno. E pensare che ho freddo anche adesso.
E intanto la gente viene picchiata a morte, i dati fiscali pubblicati e  le bandiere bruciate, di tutto di più.
Ma tanto, finché non si sa dove trovare i soldi per campare tutte quelle enormi faccende rimangono una cosa secondaria. I maledetti danari.
In questo momento vorrei essere un pastore sardo. Aio.
giovedì, 24 aprile 2008
E' l'anno delle isole.
Di nuovo in viaggio alla volta di una terra circondata dai flutti. Stavolta è la Sardegna.
Sperando nella clemenza del tempo, abbiamo avuto sole in Irlanda nel precedente viaggio, non vorrei proprio fare il contrappasso con la pioggia in Sardegna.
Sarebbe tutta da ridere.
Ma domani è il 25 Aprile.
Felice festa della Liberazione dunque, il pensiero rivolto alla memoria delle persone che la fecero con le proprie mani quella liberazione. Tralasciando le polemiche e il V2Day. Possiamo firmare o no, seguirlo o no.
Ma domani è il 25 Aprile. E il primo pensiero è fondamentale. Ed è per loro. Un loro che si fonde con il noi.
Il cuore si stringe pensando a mio nonno partigiano, al suo modo speciale di pensare e a tutto quello che questa ricorrenza si porta dietro. Sangue, sudore e lacrime. Ma anche sorrisi e voglia di vivere, di costruire. Di domani.
Pensare a loro è come pensare allo ieri e al domani insieme. Sono il nostro passato e devono essere loro la base del nostro futuro. Perché quelle speranze e quei desideri di libertà non muoiano mai e siano davvero le fondamenta per andare avanti.
Un bacio, nonno, proprio sulla fronte. In mezzo a quegli occhi svegli e attenti, che nel guardare il giorno d'oggi sarebbero certamente increduli e preoccupati.
Come se fossi ancora qui. Un bacio.
Grazie, a te e a tutti quelli come te.
Senza di voi non saremmo nessuno. Io senza di te, non sarei nessuno.

venerdì, 18 aprile 2008
Avrei voluto scrivere tante cose sul momento politico e sociale che stiamo vivendo.
Condensiamo: schifo, disgusto, sdegno, vergogna, puzza di merda, tristezza.
Per qualche giorno l'incazzatura e lo sconforto era tale per cui ogni singola persona mi si parasse davanti era soggetta e screening.
Mediamente il risultato era positivo o negativo, cioè "sì, questo ha votato quelli lì" o "no, questo di certo no". Ecco, in effetti, a sugello di quanto ci han vomitato violentemente addosso le urne, moltissimi risultavano alonati di azzurro FI e positivi al test.
Poi, nota disutile ma lievemente (campanilisticamente) consolatoria, a Torino e provincia gli alonati di azzurro sono meno di chi l'alone lo ha ma è grigio topo incazzato.
Gaudio e giubilio. Oh, sì.
Ammetto di essere tra quelli che veramente immaginano l'elettore medio di questo centro-destra _______ (da completare a piacimento con sinonimi di "idioti"). Oh, sì.
Non è che bisogna essere sempre irreprensibili a questo mondo.
C'era davvero bisogno di una svolta e la svolta c'è stata, curva a gomito e...
E via con i piagnistei e la voglia di emigrare. Falce e martello spariti e bla bla bla.
Cazzo, questo è un post pieno di luoghi comuni. Che noia.
E sia. Oh, sì.
Ora i campi nomadi saranno sgomberati e anche i venditori di rose spariranno nel nulla, se poi ci fosse anche qualcuno da malmenare anche meglio, si risparmia il biglietto per lo stadio.
Ma sì, seguiamo il coniglio azzurro per il paese delle meraviglie. E via. Oh, sì.
Ormai è tardi, piove. Oh, sì.
Resistere e resisteremo....
Oh, sì.


lunedì, 14 aprile 2008
Ma basta... pietà.

Chiedo pietà. No, dico, va beh l'alternanza eh.
Però come mai si alterna solo dal male in peggio?
Male, peggio.
Male, peggio.
Uh, 'spetta, nuova combinazione.
Peggio...tadaaaaa, male!

Domani, con maggiore lucidità, per gli insulti e le invettive.
venerdì, 04 aprile 2008

Voglio essere franca, il peso per me non è mai stato un problema, non ho ricordi di quando ero normopeso. Ero una bambina normalissima (parlo del corpo eh), poi lo sviluppo e chissà cosa ha portato il mio metabolismo a pensare che presto ci sarebbe stata una carestia molto lunga e ha cominciato a riporre riserve. Il bastardo non la smette mai, lo vedo io, il mio metabolismo, lì con il camice bianco, le occhiaie sotto gli occhialini da sapientone e la vocetta isterica: “accantonare, sususu, non si butta via niente, mettere via, opop fooorza stipare tutto…”

Sono sempre stata più o meno in sovrappeso, negli ultimi anni anche di più.

Ma, come dicevo, non me ne sono mai fatta un problema. Socialmente o personalmente, me sono sempre sbattuta.

Andava tutto più o meno bene fino a quando non mi sono veramente stancata, fino a quando il fiato è diventato davvero corto e fino a quando, cazzo, questa cosa non è diventata un handicap.

Un giro in bici o una corsetta, tre piani di scale o una passeggiata in montagna.

Tutto difficilissimo. Col tempo sempre di più un impresa.

L’unico mezzo adatto al movimento rimaneva l’acqua. Peso ridotto e galleggiamento garantito. Perfetto.


In pratica: una foca. Che sono carine e simpatiche e gli si vuole molto bene. Però.

Come per le foche il caldo è un incubo.

Proprio in un posto dove le amiche acquatiche c'erano davvero (Irlanda- Isole Aran - Inis Mor) ho deciso che avevo chiuso con questa parte di me. Ci dovevo almeno provare.

Ho determinato che mi ero stufata di essere una foca. Con tutto il rispetto per le amiche pinnipedi.

Visto che di non mangiare non se ne parla nemmeno mi sono consultata con il tizio in camice bianco che continuava a riporre e riporre, sì dai, lui, il sig. Metabolismo.

Egli mi ha deriso e spernacchiato. Ha detto: "ah, cara mia, per farmi smettere di accantonare tuuuuutte queste riserve devi sudare moooolto di più, ah."

Mi ha dato le spalle di scatto ed è tornato a riporre la colazione, carboidrati di qua, proteine di là, "tuuuuu stupido lipide dove credi di scappare.." e via discorrendo.

Così, mi sbatto da sei settimane circa, tre volte alla settimana due ore di allenamento dell'arte marziale impronunciabile (cit. Virna) in una delle sedi distaccate di questa scuola. La domenica o quando ho tempo corro, se piove faccio esercizi a casa. Rompo il cazzo alla cintura verde che vive con me perchè mi faccia ripetizioni. Tra l'altro il verde è proprio un colore per lui. Il verde. Tutto torna.

Insomma gli amici pensano che sia impazzita. Amici! Giuro, mai stata meglio.

La cintura verde, a detta sua, è fiera di me anche se ripete spesso il mantra: "ma cosa hai visto a Inis Mor?"

Ho passato tre settimane tra dolori incredibili ai muscoli. Roba da non riuscire ad alzarsi dal letto alla mattina.

Ora sono nella fase in cui riesco già a vedere i primi piccoli risultati e comincio ad imparare qualcosa.

Ieri ci han portato fuori a correre e quando temevo di non farcela più ho corso ancora. E ancora. Piano, lenta come un bradipo ma ho corso.

E, la cosa che non avrei mai creduto, in tutto ciò mi ci diverto proprio.

Un passetto dopo l'altro.

Voglio tornare un giorno nel posto con le foche e ringraziarle.

Mi porto del pesce mediterraneo per farle contente, in Irlanda i ristoranti italiani per foche non sono molto diffusi.

lunedì, 31 marzo 2008
Ho grandi aspettative per il concerto dei quattro di Birmingham, giungiamo a Milano e dopo i mille giri di rito per cercare il posto (MILANOOOO TI ODIOOOO) ci mettiamo in coda con una miriade di gente per cambiare il voucher internet, è sold out e i bagarini sono in fermento.
Temevo un sacco di ragazzini in più invece l'età è abbastanza variegata da non farmi sentire me e i miei compari un gruppo di vecchietti.
Entriamo e ci posizioniamo con birra d'ordinanza (ma portata da fuori) in mano. Presto attaccano i Mobius Band, gruppo di spalla che non è fantastico ma non è nemmeno male, anzi, sparano anche un paio di belle canzoni, sembrano gentili e svolgono il loro lavoro in una mezz'oretta. Salutano e via. Cambio palco veloce e intanto l'alcatraz è pieno. Vicino a me si posiziona un fan infervoratissimo che d'ora in poi canterà e ballerà come se fosse l'ultima cosa prima di tirare le cuoia. Felicitazioni, alla sua età potrebbe anche essere vero.
Cominciano e la scaletta stranamente inizia con Camera,
sparano una cinquina di canzoni senza pause e scaldano gli animi come si deve. Su Escape the nest per poco ci tiro le cuoia insieme al mio vicino di concerto.
Tom Smith me lo aspettavo così ed invece è meglio, è figo e canta da dio, lo voglio sì lo voglio, ah già cazzo mi sono già sposata. (argh)
La voce è anche meglio di come si sente sulle registrazioni e il ragazzo si muove come un tarantolato. Gli altri suonano bene e l'acustica è ottima. Avevo un brutto ricordo dell'alcatraz invece ora suona davvero bene.
Fanno anche la cover di Lullaby e gli vogliamo tutti un po' di bene in più. Continuano a snocciolare canzoni lasciandosi indietro almeno un paio che avrei volentieri sentito, salgono verso le canzoni più conosciute e più passate alla radio e forse, non so non la vedo, su MTV.
The racing rats e chiudono su smokers outside the hospital doors. Escono tutti sorridenti e compiaciuti. Il vicino è ancora vivo e ha la faccia contenta. Lo saluto con calore. E' stato un buon compagno di concerto.
Bravi bravi bravi.

P.s. I video non so di chi siano. Miei no, saltello troppo per filmare qualunque cosa :-)
giovedì, 27 marzo 2008
Io sono  piazzata così:


  Se volete provare lo trovate qui.Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?
venerdì, 21 marzo 2008
Dato che sono sempre tecnologicamente all'avanguardia, è solo da qualche mese che posseggo un cellulare in grado di catturare immagini.
Ma, ovviamente, non ho mai comprato una memoria per il gingillino hi-tech. Così ci stanno tre foto alla volta. Ecco il risultato. :-)

Immag000Dalla sacra di San Michele, gennaio (?) 2008

Immag003Piazza S. Carlo, Torino, Febbraio (?) 2008

Immag006Tramonto sulla strada per Cumiana, Gennaio 2008
lunedì, 17 marzo 2008
« May the road rise to meet you, may the wind be always at your back, may the sun shine warm upon your face, and the rains fall soft upon your fields and, until we meet again, may God hold you in the palm of His hand.»
« Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nella palma della mano»
(San Patrizio, Benedizione del viaggiatore irlandese)


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lunedì, 10 marzo 2008
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lunedì, 10 marzo 2008
Discorso primario di ogni incontro con amici e conoscenti, votare o no? E se sì con chi tapparsi il naso. Quale parte della solita casta votare.
Che tristezza. Combatto tra il sentimento primario di non cercare nemmeno la scheda elettorale per Aprile oppure compiere ancora una volta questa genuflessione al diritto-dovere e scegliere, molletta alla mano, quale partitucolo da repubblica delle banane debba avere la mia "preferenza".
Non votare è un esercizio di democrazia come il farlo? Non sono del tutto convinta.
Votare un personaggio o più personaggi che non ti rappresentano, che fanno parte di una politica vecchia, antiquata e che non somiglia a nessuna delle cose in cui credi è un esercizio di democrazia?
Tappare il naso ancora una volta e vedere come riescono a gettare ulteriore merda in faccia al popolo italiano è un'esercizio di democrazia?



giovedì, 06 marzo 2008
Poche righe di omaggio a Gary Gygax, padre del gioco di ruolo D&D e grande innovatore della dimensione ludica.
Senza di lui, forse, non avrei mai volato su Orgrimmar o camminato per Prontera.

Semplicemente Addio.
E grazie.
venerdì, 29 febbraio 2008
Una settimana fa, giravo per Glendalough e le rovine del monastero di St. Kevin. Nel contesto naturale meraviglioso delle Wiclow Mountains.
Oggi sono qua, in un ufficio muffoso (seriamente, macchie di umido sul controsoffitto), in questo cesso che è Strada del Francese a Torino/Borgaro.
Come fare a non impazzire? Come?
Pensavo all'alcool ma mi fa male allo stomaco, fumare ok, la droga la patisco. Così ho deciso di farmi molto male iscrivendomi al corso di jutaijutsu che questa scuola tiene in una sede vicino casa e che il neomarito segue già da un anno e mezzo con ottimi risultati.
Il mio di risultato, per ora, è un dolore localizzato in ogni dove. Ma funziona. Penso al dolore fisico e mi tormento meno. Chissà che non diventi anche religiosa.
Potrei anche poi fare un scisma e decidere di vivere con pochi adepti in un eremitaggio. No?
lunedì, 25 febbraio 2008
Tornare alla routine quotidiana fatta di lavoro e faccende è come prendere un pugno in faccia ogni 5 secondi.
Ecco. Oggi.
Ieri, scendere dalle belle e limpide montagne e prendere la tangenziale di Torino immersa nella nebbia come un calcio nel culo ogni 5 secondi. Céad míle fáilte.



Ecco.
Insomma sono proprio malconcia.
Tralasciamo i posteroni elettorali visti appena arrivata. In più scopro che Muccino piccolo, straccio in bocca, in mia assenza ha anche fatto uscire il suo film, la goccia dopo il Moccia (lol) che fa traboccare il vaso.
Preferivo la telenovela in gaelico che ho seguito ridendo ridendo in irlanda, Ros na Rùn.
Stasera mi scolo tutte le guinness che mi son portata a casa.
Ahhhhhhhhh.
Slán

martedì, 05 febbraio 2008
DSCF2250“Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo; ma per mantenerla, è forse necessario il concorso d’una leggera avversione fisica.”
(Friedrich Nietzsche)
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